Moschea Čaršijska: simbolo dello storico bazar di Konjic - Konjic
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Destinazione

Moschea Čaršijska: simbolo dello storico bazar di Konjic

Konjic, Bosnia-and-herzegovina

Antica porta sulla Neretva

Adagiata sulla riva destra del fiume Neretva a Konjic, la Moschea Čaršijska, nota anche come Moschea di Junuz-Čauš, fa da cuore all'antico quartiere del mercato (Stara čaršija). Storicamente, Konjic ha rappresentato una soglia geografica fondamentale tra la Bosnia e l'Erzegovina, attraversata dalle carovane mercantili lungo la principale rotta di terraferma che collegava Sarajevo alla costa adriatica passando per Dubrovnik. Situata proprio accanto al seicentesco Ponte vecchio di pietra (Stara kamena ćuprija), la moschea è stata a lungo il fulcro del commercio e della vita civica dell'intero bazar.

Considerata la più antica di Konjic, la struttura fu fondata nel XVI secolo prima del 1579, come testimonia la sua registrazione ufficiale nel censimento fiscale ottomano del 1585 per il Sangiaccato d'Erzegovina. La sua fondazione pia (vakuf) finanziava un tempo un mekteb, una madrasa e sette botteghe del mercato. Un cronogramma arabo inciso sopra il portale d'ingresso in pietra ricorda che fu Ibrahim, figlio di Hadži Abdija, a finanziare un imponente restauro dell'edificio nel 1623–1624 (1033 dell'Egira). Nel marzo del 2006, la Commissione per la conservazione dei monumenti nazionali ha dichiarato il complesso Monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina.

Architettura e struttura

Il complesso è un perfetto esempio di architettura ottomana provinciale in pietra. Concepita a navata unica, all'esterno la struttura misura circa 10,50 per 14,90 metri, con una sala di preghiera quadrata di 8,50 per 8,50 metri. La facciata principale è preceduta da un portico aperto, sostenuto da dieci pilastri in legno protetti da una profonda gronda lignea.

Dall'esterno, la moschea è coronata da un tetto a quattro falde che dissimula una cupola ottagonale in legno nascosta all'interno. Accanto alla sala di preghiera svetta uno slanciato minareto in pietra alto una trentina di metri, costruito con blocchi di calcare lavorato e tufo poroso (sedra).

Ferite di guerra e restauri

Nel corso di secoli segnati da sconvolgimenti continui, l'edificio è sopravvissuto a numerose devastazioni. Nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, le autorità militari austro-ungariche spogliarono il tetto della sua copertura in piombo per recuperare metalli utili all'industria bellica. Per proteggere la muratura rimasta a nudo, la volta venne spalmata di pece e catrame, rimanendo sigillata in questo modo fino a un restauro completo nel 1922.

Durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina tra il 1992 e il 1995, la moschea fu centrata più volte dai colpi d'artiglieria, che arrecarono danni gravissimi al tetto, ai muri perimetrali e agli interni. La parte superiore del minareto andò distrutta e dovette essere completamente smantellata, per poi essere ricostruita da cima a fondo tra il 2004 e il 2005.

Il cimitero del cortile e le testimonianze storiche

Il cortile cinto da mura (harem) ospita diverse sepolture storiche. Spiccano il sarcofago in pietra (kubura) e la stele funeraria scolpita di Derviš Pascià Dedaga Čengić, comandante dell'esercito ottomano ferito a morte nei combattimenti contro le forze montenegrine nel 1874 ed esalato l'ultimo respiro proprio a Konjic durante il trasporto verso Sarajevo. Nel cortile si nota anche una lapide (nišan) anepigrafe, del tutto priva di iscrizioni, che la tradizione orale locale vuole sia l'eterna dimora di Junuz-čauš, la figura che dà il nome alla moschea.

La moschea vanta anche una curiosa parentesi di precoce modernizzazione: i registri della comunità indicano che già nel 1966 il richiamo alla preghiera fu automatizzato grazie a nastri magnetici amplificati, evitando al muezzin di dover salire ogni volta i 30 metri del minareto.

Il ruolo nella comunità oggi

Ancora oggi la Moschea Čaršijska è un luogo di culto regolarmente attivo, gestito dal Medžlis della Comunità Islamica di Konjic. Costituisce il cuore monumentale del quartiere pedonale del bazar, dove botteghe artigiane, caffè tradizionali e terrazze di ristoranti animano le rive della Neretva.

FAQ

Quando è stata fondata la Moschea Čaršijska?

I registri fiscali ottomani e i defter d'archivio attestano che la moschea fu fondata nel XVI secolo prima del 1579, rendendola la più antica moschea documentata di Konjic.

Perché nel 1917 il tetto della moschea fu coperto di pece?

Le autorità militari austro-ungariche requisirono la copertura in piombo dell'edificio per la produzione bellica, costringendo a sigillare la volta in muratura con catrame e pece per proteggerla fino al 1922.

Chi è sepolto nel cimitero del cortile della moschea?

Il cortile accoglie il sarcofago in pietra del comandante ottomano Derviš Pascià Dedaga Čengić, morto nel 1874, oltre a una stele priva di iscrizioni tradizionalmente attribuita al fondatore Junuz-čauš.

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