Couvent des Cordeliers: il monastero in rovina di Avignone - Avignon
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Couvent des Cordeliers: il monastero in rovina di Avignone

Avignon, France

Le rovine superstiti del Couvent des Cordeliers offrono uno spaccato toccante del passato di Avignone. Ciò che resta di quello che un tempo era un grandioso monastero francescano è una testimonianza di secoli di importanza spirituale, di tumulti politici e, infine, di trasformazione.

Un centro di vita medievale

Il Couvent des Cordeliers fu fondato dall'ordine francescano, noto come dei Cordiglieri, intorno al 1226. Inizialmente si stabilirono vicino al fiume Sorgue, fuori dalle mura medievali della città. La costruzione della loro grande chiesa iniziò nel 1233 e fu completata nel 1350, con una navata unica e cappelle laterali, secondo lo stile tipico dell'architettura ecclesiastica avignonese.

Il convento divenne presto un prestigioso luogo di sepoltura per i mercanti d'élite e le famiglie di spicco di Avignone. La sua costruzione fu sostenuta da mecenati locali, come Raymonde de Sade, moglie di un mercante che nel 1298 donò metà dei propri abiti per finanziare il progetto.

Intrighi papali e leggende poetiche

Durante il Papato avignonese del XIV secolo, l'importanza del convento crebbe. Divenne teatro di dispute interne all'ordine francescano, dove, secondo quanto riferito, papa Giovanni XXII fece rinchiudere figure come Michele da Cesena e Guglielmo di Ockham.

Il sito è celebremente legato a Laura de Noves, la musa del poeta Petrarca, che si ritiene sia stata sepolta nella cripta della famiglia de Sade all'interno della chiesa nel 1348. Questa leggenda fu rafforzata nel 1532 dalla presunta scoperta di una medaglia e di un sonetto del Petrarca in una tomba. L'importanza del convento continuò per secoli, tanto che nel 1660 ospitò persino una visita di re Luigi XIV nel suo chiostro seicentesco.

Rivoluzione e rovina

La storia del convento prese una svolta oscura durante la Rivoluzione francese. Il 16 ottobre 1791, un notaio rivoluzionario di nome Nicolas Lescuyer fu assassinato sull'altare della chiesa. Questo evento fu la scintilla che scatenò i famigerati "massacri della Glacière".

A seguito di questo periodo di sconvolgimenti, il convento fu soppresso nel 1791. I suoi beni furono venduti e il grandioso complesso monastico fu quasi interamente distrutto entro il 1806. Tutto ciò che rimase in piedi furono la cappella absidale e un campanile gravemente eroso.

Il convento oggi

Oggi, i pochi frammenti superstiti del Couvent des Cordeliers sono integrati nel campus del Lycée Saint-Joseph, un liceo costruito sul sito a metà del XIX secolo. Questi resti costituiscono un collegamento fisico tra il passato medievale di Avignone e il suo presente. Sebbene gran parte del complesso originale sia andato perduto, alcune parti del sito sono accessibili al pubblico e offrono uno sguardo unico su un luogo che è stato profondamente rimodellato dalla storia.

FAQ

Cosa rimane oggi del Couvent des Cordeliers?

Sopravvivono solo frammenti del monastero originale, tra cui una cappella absidale e un campanile gravemente eroso. Questi resti sono oggi incorporati nel campus del Lycée Saint-Joseph, un liceo costruito sul sito a metà del XIX secolo.

Chi è il personaggio celebre associato al Couvent des Cordeliers?

Laura de Noves, la celebre musa del poeta italiano Petrarca, che secondo la tradizione fu sepolta nella chiesa nel 1348. Il convento era anche un importante luogo di sepoltura per molte delle famiglie più importanti di Avignone.

Che ruolo ha avuto il Couvent des Cordeliers nella Rivoluzione francese?

Il 16 ottobre 1791, il convento fu teatro di un evento cruciale: il notaio rivoluzionario Nicolas Lescuyer venne assassinato sull'altare della chiesa. Questo atto scatenò i "massacri della Glacière". Il convento fu poi soppresso dal governo rivoluzionario quello stesso anno.

Perché il convento era importante durante il Papato avignonese?

Durante il XIV secolo, l'importanza del convento crebbe di pari passo con quella della corte papale di Avignone. Fu persino usato da papa Giovanni XXII per detenere figure chiave in una disputa interna all'ordine francescano, tra cui Michele da Cesena e Guglielmo di Ockham.

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