
Schängelbrunnen: la fontana di bronzo che sputa a Coblenza
Il ragazzino di bronzo che troneggia al centro del cortile del municipio di Coblenza è famoso per un motivo preciso: sputa acqua all'improvviso sui passanti ignari. Incorniciata dalle facciate rinascimentali e barocche dell'antico complesso del collegio dei Gesuiti in Willi-Hörter-Platz, la Schängelbrunnen è un vivace punto di ritrovo e l'emblema indiscusso dell'identità cittadina.
Le origini dello "Schängel"
La figura dello «Schängel» affonda le radici nei vent'anni di occupazione e dominio francese a Coblenza, tra il 1794 e il 1814. In quell'epoca, ai figli nati dall'unione tra soldati francesi e donne del posto veniva dato spesso il classico nome «Jean».
Nel dialetto locale francone-mosellano, la pronuncia di «Jean» si trasformò presto in «Schang». Con il tempo, nacquero i vezzeggiativi «Schängel» o «Schängelchen». Quello che all'inizio era uno sfottò leggermente dispregiativo per i frutti di quelle "fraternizzazioni" fu col tempo rivendicato con orgoglio. Tra il XIX e il XX secolo divenne una vera bandiera d'identità locale, simbolo di impertinenza e del tipico spirito renano. Oggi, «Schängel» è il soprannome ufficiale con cui si definisce chiunque sia nato a Coblenza.
La nascita di un monumento impertinente
Disegnata nel 1940 dallo scultore Carl Burger e inaugurata ufficialmente il 15 giugno 1941, la Schängelbrunnen sfoggia un ragazzino di bronzo appollaiato su un pilastro centrale in basalto lavico dell'Eifel. Il modello per la statua fu Rudolf Dany, un ragazzino di 11 anni di Mayen, pagato, si dice, 50 Pfennig a seduta.
Il monumento è formalmente dedicato al poeta dialettale di Coblenza Josef Cornelius (1849–1943). Nel 1914 Cornelius scrisse il testo della canzone di carnevale «Das Schängellied», con musiche di Karl Wilhelm Kraehmer. Il brano rese celebre la figura dello Schängel e si trasformò nell'inno non ufficiale della città.
Bassorilievi minuziosi e dettagli nascosti
Il pilastro centrale è circondato da una vasca ottagonale in basalto. Gli otto lati della vasca e del pilastro sono decorati con minuziosi bassorilievi che raccontano i classici dispetti da monelli, ambientati tra le vie storiche di Coblenza: bambini che prendono in giro i passanti, fanno a botte o sparano con le cerbottane. Tra i rilievi compaiono anche i ritratti del paroliere Josef Cornelius e del compositore Karl Kraehmer.
L'indole ribelle del monumento prende vita ogni due o tre minuti, quando la statua di bronzo spara a sorpresa un getto d'acqua a labbra socchiuse. Lo spruzzo supera la vasca e vola per diversi metri nel cortile: una perfetta dimostrazione pratica dello spirito sfrontato dello Schängel.
Un vero emblema civico
Situata accanto a Jesuitenplatz, a due passi da Görresplatz, dalla Liebfrauenkirche e dalle rive del Reno e della Mosella, la fontana si trova nel pieno del centro storico. Lo Schängel è ormai un motivo onnipresente in tutta la città. Il ragazzino che sputa compare nei marchi comunali, nei simboli delle feste e nei souvenir locali, e la sua figura è persino fusa sui tombini di ghisa che costellano le strade storiche di Coblenza.
FAQ
Perché la Schängelbrunnen sputa acqua?
Ogni due o tre minuti, la statua di bronzo lancia uno schizzo d'acqua a diversi metri di distanza nel cortile. Questo getto improvviso incarna l'umorismo pungente e sfrontato tipico dello spirito renano, legato all'identità locale dello «Schängel».
Cosa significa "Schängel" a Coblenza?
Il termine risale all'occupazione francese di Coblenza (1794–1814), quando ai figli dei soldati francesi e delle donne tedesche veniva dato il nome «Jean». Nel dialetto locale, il nome si è trasformato in «Schang» e poi nel diminutivo «Schängel». Oggi è l'appellativo con cui gli abitanti nati in città si definiscono con orgoglio.
Chi ha progettato la Schängelbrunnen?
La fontana fu progettata nel 1940 dallo scultore Carl Burger e inaugurata nel 1941. Il modello in carne e ossa per la statua di bronzo fu un ragazzino di 11 anni di nome Rudolf Dany, pagato 50 Pfennig per ogni seduta di posa.
A chi è dedicata la Schängelbrunnen?
La fontana è dedicata a Josef Cornelius, il paroliere che nel 1914 scrisse per il carnevale locale l'inno non ufficiale della città, «Das Schängellied». Il suo ritratto, insieme a quello del compositore Karl Wilhelm Kraehmer, è scolpito nella vasca in basalto della fontana.



