
Santa Maria in Castello: gioiello romanico di Tarquinia
La corona medievale di Corneto
Arroccata su uno sperone di roccia battuto dal vento, affacciata sulla valle del fiume Marta che scende verso il Tirreno, Santa Maria in Castello segna l'estremità occidentale dello storico promontorio di Tarquinia. Se oggi la città è celebre in tutto il mondo per le sue necropoli etrusche sotterranee, questa chiesa monumentale racconta l'apice della sua identità medievale, quando ancora portava il nome di Corneto.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1121 sui resti di una precedente cappella nota come Santa Maria ad Rupes. Un progetto ambizioso, che coincideva con il massimo splendore economico del libero comune nel XII secolo, alimentato da solide alleanze marittime con Genova, Pisa e Venezia. Cuore pulsante del Castrum Cargnetum, la chiesa venne consacrata nel 1208 e fu la cattedrale cittadina per oltre duecento anni.
Architettura e arredi sacri
Santa Maria in Castello è un modello insigne di romanico laziale, capace di fondere elementi architettonici delle tradizioni lombarda, toscana e araba. L'esterno presenta una facciata a coronamento orizzontale, tripartita e aperta da tre portali. Quello centrale è impreziosito da delicati intarsi marmorei e musivi cosmateschi, firmati dai maestri marmorari Nicola e Pietro di Ranuccio. Sul lato sinistro della copertura svetta un campanile a vela settecentesco, un'aggiunta tarda che spezza l'originaria simmetria romanica.
All'interno, tre navate sono scandite da massicci pilastri in pietra che sorreggono archi a tutto sesto e nude volte a crociera. L'austero involucro di pietra regala un'acustica profonda e riverberante, che risuona lungo la muratura chiara. Tra gli arredi medievali sopravvissuti figurano un fonte battesimale ottagonale a immersione, un ciborio scolpito e un ambone marmoreo sopraelevato, firmato e datato 1208 da Giovanni di Guittone. Le porzioni superstiti del pavimento e del portale mostrano ancora fasce geometriche in porfido rosso e serpentino verde.
Riuso dell'antico e graffiti storici
I costruttori inclusero elementi di spoglio etruschi e romani direttamente nella muratura della chiesa. Tra i reperti di riuso più celebri spicca il frammento di un sarcofago etrusco scolpito, con incisa l'iscrizione di Larth Velchas, posato a testa in giù per servire da gradino interno.
Le tracce delle epoche successive sono rimaste impresse sulla pietra dell'edificio. Per secoli, i visitatori hanno inciso graffiti direttamente sulle colonne e sull'ambone del 1208. Tra queste incisioni si nota la memoria lasciata nel 1935 da un tenente d'epoca fascista, che volle immortalare la sua visita a quello che definì un «luogo oramai non più sacro».
La Resecata e la rinascita moderna
Il declino di Santa Maria in Castello iniziò nel 1435, quando papa Eugenio IV trasferì il titolo di cattedrale alla chiesa di Santa Margherita. Nel 1437 il comune costruì la Resecata, una linea fortificata difensiva che isolò fisicamente il quartiere del castello fuori dalle mura principali di Corneto. A seguito di questo taglio netto, un'usanza locale imponeva ai mercanti falliti di battere per tre volte le natiche contro una colonna di pietra sulla pubblica piazza, prima di essere formalmente esiliati oltre la Resecata, proprio nel distretto del castello.
Diversi ordini religiosi, tra cui carmelitani e conventuali, occuparono periodicamente il complesso fino a quando le soppressioni napoleoniche del 1809 non ne decretarono l'abbandono. Nel 1819 un terremoto fece crollare la cupola centrale, mandando in frantumi ampie porzioni del pavimento cosmatesco sottostante. Sconsacrata e trascurata per gran parte dell'Ottocento e dell'inizio del Novecento, la struttura è stata poi restaurata e dichiarata monumento nazionale nel 1975. Oggi Santa Maria in Castello ospita mostre culturali e concerti di musica, accogliendo di tanto in tanto cerimonie religiose e la messa domenicale.
FAQ
Quando è stata costruita Santa Maria in Castello?
I lavori iniziarono nel 1121 sul luogo di una precedente cappella nota come Santa Maria ad Rupes, e la chiesa fu consacrata nel 1208.
Perché la chiesa venne separata dal centro di Corneto?
Nel 1437, la costruzione della Resecata, una fortificazione difensiva, tagliò fuori il quartiere del castello dal resto del comune, lasciando l'ex cattedrale all'esterno delle mura difensive principali.
Quali reperti antichi sono stati riutilizzati nella costruzione della chiesa?
I costruttori riutilizzarono materiali romani ed etruschi, tra cui il frammento rovesciato di un sarcofago etrusco con l'iscrizione del nome Larth Velchas, posizionato come gradino interno.
Qual è la funzione attuale di Santa Maria in Castello?
Dichiarata monumento nazionale italiano nel 1975, la chiesa è oggi un luogo di cultura aperto a visite turistiche, mostre e concerti, oltre a ospitare occasionali cerimonie sacre e la messa cattolica domenicale.




