Museo Casa Montejo: il palazzo cinquecentesco di Mérida
A presidiare il lato sud di Plaza Grande a Mérida, al civico 506 di Calle 63, Casa de Montejo si impone come uno dei monumenti architettonici più antichi e significativi della penisola dello Yucatán. Insieme alla Cattedrale di San Ildefonso a est, al Palacio de Gobierno a nord e al Palacio Municipal a ovest, la dimora completa il perimetro della piazza civica tracciata all'indomani della conquista spagnola dell'antica città maya di T'ho.
Commissionata da Francisco de Montejo detto "El Adelantado", che nel 1526 ricevette una patente reale dalla Corona spagnola per sottomettere la regione, la casa fu eretta tra il 1542 e il 1549 da suo figlio, Francisco de Montejo "El Mozo". I costruttori reimpiegarono blocchi di pietra scolpita ricavati direttamente dagli edifici maya smantellati di T'ho. Oggi la residenza vanta un primato storico unico: è la sola architettura civile messicana del Cinquecento giunta fino a noi a sfoggiare lo stile rinascimentale e plateresco.
La facciata plateresca e l'iconografia della conquista
L'esterno di Casa de Montejo è dominato da un elaborato portale in pietra calcarea scolpita a due registri risalente al 1549, contrassegnato dall'anno in numeri romani (MDXLIX). La facciata sfoggia la tipica esuberanza ornamentale plateresca, levigata dall'umidità tropicale, con dettagliati altorilievi di leoni araldici, grifoni, cherubini e busti decorativi.
Nel registro superiore del portale campeggia, senza troppi complimenti, un'iconografia esplicita che celebra la conquista spagnola dello Yucatán. Due conquistadores scolpiti in armatura a piastre e con l'alabarda in pugno poggiano gli stivali direttamente sulle teste mozzate e stravolte degli indigeni sconfitti. Se la tradizione plateresca europea ricorreva spesso alla figura allegorica dell'uomo selvatico o del barbaro, qui l'intento è fin troppo chiaro: un manifesto perenne e brutale di sottomissione coloniale puntato dritto sul cuore della piazza.
L'evoluzione del complesso e gli interni d'epoca
Inizialmente destinato ad alloggiare le truppe prima di trasformarsi in raffinata dimora aristocratica, il complesso rimase nelle mani della famiglia Montejo fino al 1839. Dopo la vendita a privati, la vasta tenuta originaria fu progressivamente frazionata. Dell'edificio del 1549 oggi si conservano principalmente il portale scolpito all'esterno e alcuni scorci del patio centrale.
Tra l'Ottocento e l'inizio del Novecento, i nuovi proprietari rimodellarono le stanze secondo le mode decorative europee dell'epoca, spaziando dal neorococò al neorinascimento italiano fino allo stile edoardiano. Più che raccontare la vita domestica del Cinquecento, le sale museali riflettono oggi il gusto sontuoso e l'opulenza scaturiti dal boom dell'henequén nello Yucatán.
Il museo e centro culturale
Acquistato nel 1981 dal Banco Nacional de México (Banamex), il sito è stato oggetto di un imponente restauro tra il 2007 e il 2010. L'intervento ha permesso di recuperare i pilastri storici del cortile e di convertire la residenza nel Museo Casa Montejo, noto anche come Casa de Cultura Citibanamex, sotto l'egida di Fomento Cultural Banamex, A. C.
Basta varcare il pesante portone per passare in un istante dal caldo e dal trambusto di Plaza Grande a un cortile in pietra fresco e ombreggiato, incorniciato da piante autoctone e cullato dallo scroscio di una fontana centrale. Il percorso espositivo presenta quattro sale d'epoca restaurate: uno studio-biblioteca, un soggiorno, una camera da letto e una sala da pranzo formale. Oltre a queste collezioni permanenti, la struttura accoglie mostre temporanee d'arte messicana, un bookshop e, sul retro dell'edificio, una filiale bancaria ancora operativa.
FAQ
Qual è l'importanza architettonica di Casa de Montejo?
Casa de Montejo è considerata l'unica residenza civile cinquecentesca ancora esistente in Messico a unire lo stile rinascimentale e quello plateresco.
Cosa raffigurano le sculture sulla parte superiore della facciata?
Il registro superiore ritrae due conquistadores spagnoli in armatura a piastre e con l'alabarda in pugno, ritti direttamente sulle teste mozzate degli indigeni sconfitti.
Quali epoche sono rappresentate nelle sale del museo?
Se il portale risale al 1549, gli interni sono arredati con mobili di fine Ottocento e inizio Novecento, testimonianza dell'opulenza scaturita dal boom dell'henequén nello Yucatán.
L'ingresso al Museo Casa Montejo è a pagamento?
No, il Museo Casa Montejo è gestito da Fomento Cultural Banamex, A. C., ed è a ingresso gratuito.
