
Il Ponte di Pietra (Kamen Most): il simbolo di Skopje
Scavalcando il fiume Vardar con le sue imponenti arcate in pietra del XV secolo, il simbolo più iconico di Skopje unisce il centro moderno della città al suo antico bazar ottomano. Chiamato dai locali Kamen Most in macedone e Ura e Gurit in albanese, il Ponte di Pietra è la vera spina dorsale pedonale della capitale. La sua sagoma è talmente radicata nell'identità cittadina da figurare come elemento centrale nello stemma e nella bandiera ufficiali di Skopje.
Architettura e dettagli nascosti
Costruito in blocchi di travertino scolpito, il Ponte di Pietra si snoda per circa 214 metri in lunghezza e 6 metri in larghezza. La sua chiara struttura in muratura attraversa le acque grazie a imponenti piloni e a un susseguirsi di 12 o 13 archi a tutto sesto.
Il ponte racchiude alcuni dettagli architettonici davvero unici. Il pilone centrale in muratura nasconde delle camere interne cave, progettate sia per alleggerire il carico sulle fondamenta, sia per ospitare postazioni difensive per i cannoni. In alto, una torretta di guardia ricostruita a forma di mihrab domina il passaggio. Proprio di fronte alla torretta si aggetta un balcone sostenuto da mensole in pietra. Realizzato in epoca ottomana, nasceva come punto di sosta per permettere ai pedoni di riprendere fiato mentre attraversavano il fiume.
Sei secoli di resistenza
I reperti archeologici suggeriscono che le prime fondamenta romane risalgano al VI secolo, posate dopo un devastante terremoto nel 518 d.C. L'architettura attuale è però un'opera ottomana del XV secolo, attribuita per lo più al sultano Mehmed II, anche se iscrizioni storiche e documenti waqf la collegano pure al sultano Murad II.
Il Ponte di Pietra ne ha viste davvero di tutti i colori. Nel 1555 un violento terremoto danneggiò gravemente quattro dei suoi piloni principali, imponendo interventi d'urgenza. Nel 1689 fece da drammatico scenario all'esecuzione del leader ribelle anti-ottomano Karposh. Le leggende locali raccontano che, durante le guerre balcaniche, il ponte venisse talvolta chiamato "Ponte di Dušan": una furbizia diplomatica per convincere i comandanti serbi che si trattasse di un'eredità dell'imperatore Stefan Dušan, salvandolo così dalla demolizione riservata ai monumenti ottomani. Più tardi, nel novembre del 1944, le truppe naziste in ritirata minarono la struttura con l'esplosivo, ma i notabili della città riuscirono a convincere i comandanti a disinnescare le cariche.
Un ponte tra due culture
Oggi, dopo un imponente restauro durato sette anni e avviato nel 1994, il ponte è interamente pedonale. La torretta di guardia è stata poi ricostruita nel 2008. Questo attraversamento funziona come un confine fisico e culturale nel cuore di Skopje, unendo due mondi e due atmosfere cittadine nettamente distinte. Collega la moderna e occidentale Piazza Macedonia, sulla sponda sud, ai vicoli ciottolati e alle botteghe d'epoca ottomana del Vecchio Bazar, sulla sponda nord.
Oltre a unire le due rive, il Ponte di Pietra è un amatissimo luogo di ritrovo. Regala una vista panoramica sul lungofiume del Vardar e fa da quinta scenografica a numerosi eventi culturali, tra cui il celebre Festival Estivo di Skopje.
FAQ
Quanti anni ha il Ponte di Pietra di Skopje?
Anche se i reperti archeologici suggeriscono un'origine risalente al VI secolo su fondamenta romane (posate dopo il terremoto del 518 d.C.), la struttura attuale è prevalentemente un'opera ottomana del XV secolo, eretta sotto il regno del sultano Mehmed II o Murad II.
Quanto è lungo il Ponte di Pietra?
Il ponte misura circa 214 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza, e attraversa il fiume Vardar con 12 o 13 archi a tutto sesto.
Il Ponte di Pietra è percorribile in auto?
No, il Ponte di Pietra è esclusivamente pedonale. È stato chiuso definitivamente al traffico automobilistico durante un importante intervento di restauro iniziato nel 1994.



