
La Sinagoga ashkenazita di Sarajevo: storia e architettura
La Sinagoga ashkenazita di Sarajevo è un magnifico gioiello architettonico e una testimonianza della complessa storia della città. Costruita nel 1902, durante il periodo austro-ungarico, la sua raffinata facciata in stile pseudo-moresco ne fa un punto di riferimento iconico. Oggi è l'unica sinagoga attiva di Sarajevo e porta avanti un'eredità di fede e resilienza.
Origini e architettura austro-ungarica
La costruzione della sinagoga è direttamente legata all'arrivo degli ebrei ashkenaziti dopo l'occupazione austro-ungarica della Bosnia ed Erzegovina nel 1878. La comunità, sempre più numerosa, si costituì nel 1879 e acquistò un terreno per il tempio nel 1893. L'edificio fu progettato dal prolifico architetto Karlo Paržik, a cui si devono circa settanta importanti edifici della regione.
Realizzata in un sorprendente stile pseudo-moresco, con dettagli neo-mamelucchi e ispirati all'Alhambra, fu il primo edificio religioso di Sarajevo ad adottare questa estetica. Questa scelta architettonica, che affonda le sue radici nel design islamico, era una tendenza popolare durante il periodo imperiale e creò una fusione visiva unica per un luogo di culto ebraico. Dopo il suo completamento, la sinagoga fu solennemente consacrata dal Rabbino Capo, il dottor Samuel Vesel.
Una storia di sopravvivenza e servizio
La sinagoga è sopravvissuta a periodi di profondo conflitto. Durante la Seconda guerra mondiale, l'esercito tedesco adibì l'edificio a stalla, causando la distruzione delle sue sezioni inferiori e dell'Arca Santa. Nonostante questa profanazione, non fu completamente demolita, a differenza della più grande sinagoga sefardita della città, Il Kal Grande, che fu distrutta dai nazisti nel 1941. Dopo la guerra, la Sinagoga ashkenazita divenne l'unico tempio ebraico funzionante di Sarajevo.
Decenni dopo, durante l'assedio di Sarajevo dal 1992 al 1995, la sinagoga si trasformò in un centro umanitario di importanza cruciale. Operando tramite l'associazione benefica ebraica La Benevolencija, distribuì oltre 1.000 tonnellate di cibo, 1.200 tonnellate di medicinali e 500 tonnellate di vestiti a tutti i cittadini di Sarajevo, senza distinzione di origine, incarnando uno spirito di solidarietà intercomunitaria.
La sinagoga oggi
Dichiarata monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina nel 2006, la Sinagoga ashkenazita rimane un centro vitale per la comunità ebraica di Sarajevo. Dopo un'importante ristrutturazione negli anni '60, la sala di preghiera principale fu spostata al piano superiore, che in precedenza ospitava i matronei. Il piano terra è ora utilizzato per eventi sociali, tra cui matrimoni e bar e bat mitzvah.
La sinagoga, situata in Hamdije Kreševljakovića 59, è aperta ai visitatori e offre visite guidate, permettendo a un pubblico più ampio di apprezzarne la bellezza architettonica e il significato storico.
FAQ
Quando è stata costruita la Sinagoga ashkenazita di Sarajevo?
La Sinagoga ashkenazita fu costruita nel 1902. La sua edificazione rispose alle esigenze della comunità ebraica ashkenazita, cresciuta a Sarajevo dopo l'occupazione dell'Impero austro-ungarico nel 1878.
Qual è lo stile architettonico della Sinagoga di Sarajevo?
La sinagoga presenta uno stile architettonico pseudo-moresco (o neo-moresco), progettato da Karlo Paržik. Questo stile, popolare in epoca austro-ungarica, trae ispirazione dall'arte e dall'architettura islamica della Spagna e del Nord Africa.
La Sinagoga ashkenazita di Sarajevo è ancora attiva?
Sì, è l'unica sinagoga attiva di Sarajevo. Funge da luogo di culto e da centro comunitario per eventi sociali, ed è anche aperta ai visitatori per visite guidate.
Cosa accadde alla sinagoga durante la Seconda guerra mondiale?
Durante la Seconda guerra mondiale, l'esercito tedesco adibì la sinagoga a stalla, il che portò alla distruzione delle sue sezioni inferiori e dell'Arca Santa. Tuttavia, a differenza della principale sinagoga sefardita della città, che fu completamente distrutta, la Sinagoga ashkenazita sopravvisse alla guerra.



