Moschea del sultano Selim: il simbolo storico di Stolac - Stolac
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Destinazione

Moschea del sultano Selim: il simbolo storico di Stolac

Stolac, Bosnia-and-herzegovina

Fondazione e sviluppo urbano

La moschea del sultano Selim (Sultan Selimova džamija), nota anche come la moschea dell'Imperatore (Careva džamija) o moschea del Mercato (Čaršijska džamija), sorge nel cuore dell'antico bazar di Stolac, in Bosnia ed Erzegovina. Voluta dal sultano ottomano Selim I Yavuz, la moschea fu completata nel 1519 (925 dell'Egira), data incisa in caratteri turco-ottomani sulle due lapidi murate sopra il portale d'ingresso.

Prima della sua costruzione, Stolac non era che un pugno di case strette ai piedi della fortezza medievale di Vidoški grad. Sorto accanto a una cisterna comune e a una musalla (lo spazio per la preghiera all'aperto), l'edificio trasformò quel modesto insediamento in una vera e propria cittadina commerciale ottomana (kasaba). Nei secoli successivi, grazie alle fondazioni pie (vakuf) istituite da notabili locali come Silahdar Husein-pasha Šarić, il complesso si allargò fino ad accogliere una scuola coranica primaria (sibjan mekteb), una locanda per viandanti (musafirhana), una sala di lettura, le botteghe del bazar e, nel Seicento, una torre dell'orologio.

Architettura e simbolismo sufi

La moschea poggia su una pianta rettangolare di 18,30 per 15,30 metri, cinta da mura in pietra sbozzata spesse ben novanta centimetri. Niente cupola in piombo: a coprire la struttura c'è un tradizionale tetto a quattro falde, rivestito con pesanti lastre di calcare locale. Sul portico d'ingresso aperto, sopra la muratura in calcare, spiccano affreschi a motivi floreali e vegetali restituiti al loro splendore originale.

Con i suoi 25,80 metri di altezza, il minareto adiacente rompe la classica tradizione circolare. Il fusto in pietra è infatti a dodici facce (dodecagonale) e, appena sotto il balcone del muezzin (šerefe), sfoggia una doppia fila di tulipani stilizzati scolpiti nella pietra.

All'interno, la sala di preghiera custodisce un'insolita disposizione di undici pilastri in legno, che hanno fatto guadagnare all'edificio il soprannome storico di Džamija jedanaest direka (la moschea degli undici pilastri). Cinque colonne reggono la trave principale del soffitto, mentre sei sostengono la galleria rialzata in legno (mahfil), riservata alla preghiera. Storici dell'architettura e tradizioni popolari collegano questo numero preciso alla numerologia esoterica sufi: undici maestri spirituali manifesti, con il dodicesimo rimasto occultato.

La cisterna, la fontana e il cortile

La moschea domina la piazza del mercato della Grande Tepa (Velika tepa), facendo da ponte ideale tra l'antico bazar ai piedi della fortezza e i ponti e quartieri che costeggiano il fiume Bregava. Accanto alla porta d'ingresso si apre una cisterna comune (čatrnja) profonda undici metri, che in passato garantiva acqua fresca e potabile a bottegai e residenti.

Nel 1909, al suo fianco è sorta una fontana in pietra (šadrvan), donata da Hadži Salih Behmen. Il gorgoglio dell'acqua nel cortile lastricato accompagna la pace del piccolo cimitero adiacente, creando un'oasi di quiete contro la roccia scoscesa su cui si arrampica la fortezza di Vidoški.

Distruzione, ricostruzione e presente

Nell'agosto del 1993, durante la guerra in Bosnia, le forze del Consiglio di difesa croato (HVO) minarono con l'esplosivo la moschea e il bazar circostante, radendoli al suolo. Dopo la distruzione, le pietre dell'edificio e i suoi frammenti decorativi furono rimossi e gettati nelle discariche e nel letto del fiume Radimlja.

Nel 2001 è iniziato un meticoloso lavoro di ricostruzione basato su archivi fotografici, mappe d'epoca e sui conci originari ripescati dal fiume. La moschea restaurata ha riaperto ufficialmente le sue porte nell'agosto del 2003. Nello stesso anno, l'edificio e l'intero complesso del bazar sono stati proclamati Monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Gestito dalla Comunità islamica della Bosnia ed Erzegovina (Medžlis IZ Stolac), il complesso è oggi un luogo di culto sunnita ancora vivo e pulsante, nonché il cuore degli eventi culturali di Stolac.

FAQ

Quando è stata fondata la moschea del sultano Selim?

La moschea fu fondata nel 1519 (925 dell'Egira) sotto il patronato del sultano ottomano Selim I Yavuz, come attestano le due iscrizioni su pietra sopra il portale.

Perché l'edificio viene chiamato la moschea degli undici pilastri?

La sala di preghiera conta undici pilastri in legno, cinque a reggere la trave maestra del soffitto e sei a sostegno della galleria rialzata. La tradizione locale riconduce questa disposizione al simbolismo esoterico sufi, che allude agli undici successori spirituali manifesti.

Cosa rende unico il minareto della moschea del sultano Selim?

Il minareto è alto 25,80 metri e presenta un fusto in pietra a dodici facce (dodecagonale), decorato sotto il balcone da una doppia fila di tulipani stilizzati scolpiti.

Quando è stata ricostruita la moschea dopo le distruzioni della guerra?

Dopo essere stata rasa al suolo nell'agosto del 1993 durante la guerra in Bosnia, la ricostruzione è iniziata nel 2001 grazie a documenti d'archivio e al recupero dei conci originali, concludendosi con la riapertura ufficiale nell'agosto del 2003.

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