Grand Puits: lo storico pozzo della cittadella di Carcassonne - Carcassonne
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Grand Puits: lo storico pozzo della cittadella di Carcassonne

Carcassonne, France

La linfa vitale di Carcassonne

All'interno delle mura fortificate della Cité di Carcassonne, l'accesso all'acqua era una pura questione di sopravvivenza. Situato in Place du Grand Puits, a due passi dal Château Comtal, il Grand Puits (il "Grande pozzo") è il più antico e profondo dei ventidue pozzi storici documentati nella cittadella. Dichiarato monumento storico nazionale il 26 marzo 1926, questo punto d'acqua pubblico ha dissetato sia la guarnigione militare che i cittadini durante i lunghi blocchi d'assedio.

Arroccata su un altopiano roccioso che domina il fiume Aude, la città fortificata era estremamente vulnerabile: bastava poco perché i nemici tagliassero le condutture o avvelenassero le acque del fiume. Se le imponenti mura e le cinquantadue torri servivano a respingere gli assalitori, fu una raffinata ingegneria sotterranea a garantire l'acqua potabile indispensabile alla vita quotidiana. L'intera fortezza dipendeva in larga misura da due snodi pubblici: il Grand Puits e il più modesto Petit Puits, situato sulla piazza del Plô.

Architettura e ingegneria medievale

La struttura del Grand Puits combina una sapiente muratura in pietra con uno scavo vertiginoso nella geologia viva del colle. In superficie si ammira una vera da pozzo del XIV secolo, con un diametro interno di circa 2,60 metri. Subito sotto si sviluppa una camicia in muratura di pietrame alta 12,50 metri, mentre più a fondo la canna del pozzo è scavata direttamente, a colpi grezzi e irregolari, nel banco roccioso.

In origine, l'apparato di sollevamento contava tre pilastri monolitici in pietra, collegati in cima da travi con carrucole indipendenti: un ingegnoso accorgimento progettato per consentire a tre persone di attingere acqua contemporaneamente. Oggi sopravvivono due di questi montanti monolitici. Con il passare dei secoli il pozzo è stato riadattato più volte, con l'aggiunta di carrucole in bronzo e supporti in ferro d'epoca rinascimentale, ancorati direttamente al parapetto in pietra.

Manutenzioni storiche e l'enigma della profondità

I rilievi ufficiali del Grand Puits rivelano curiose discrepanze sulla sua reale profondità. Nel 1808 Jacques Rancoule, impresario dei lavori pubblici cittadini, diresse un'imponente operazione di dragaggio per liberare il fondo dai detriti, certificando una profondità record di 39,45 metri.

Circa cinquant'anni dopo, l'architetto Eugène Viollet-le-Duc esaminò, ripulì e consolidò il pozzo nel corso del suo mastodontico restauro ottocentesco di Carcassonne, registrando però una profondità di appena 30,20 metri. Una differenza di oltre nove metri che la dice lunga su quanto in fretta, senza una manutenzione costante, questi pozzi da assedio si riempissero di calcinacci, conci crollati, secchi sfuggiti di mano e fango.

Leggende e folklore locale

Con un abisso simile e origini che affondano nella notte dei tempi, il Grand Puits è diventato ben presto terreno fertile per la mitologia popolare. Una tenace tradizione locale voleva che i Visigoti, terrorizzati dall'avanzata di Attila, avessero gettato il tesoro reale nella canna del pozzo. Si diceva persino che tra quelle ricchezze fosse nascosto il leggendario tesoro di Re Salomone, trafugato durante il sacco di Roma del 410 d.C. Peccato che né i reperti archeologici né gli scavi di Rancoule del 1808 abbiano mai restituito un solo grammo d'oro.

Un'altra storia della zona ha per protagonisti sette arcieri blasfemi colpevoli di aver deriso San Gimer. Secondo la leggenda, gli uomini montarono su un asino fantasma che cominciò ad allungarsi a dismisura pur di caricarli tutti, per poi trasformarsi improvvisamente in un sudario funebre e precipitare a capofitto nel Grand Puits, risucchiandoli direttamente negli inferi.

Conservazione e stato attuale

Oggi il Grand Puits è un monumento a cielo aperto custodito e tutelato dal comune di Carcassonne. Trovandosi lungo il percorso pedonale che attraversa la fortezza alta, l'apertura è protetta da una grata di sicurezza in ferro e vetro. Una misura indispensabile per prevenire cadute accidentali e l'accumulo di rifiuti, che permette comunque di affacciarsi e scrutare il pozzo grezzo nella roccia, da cui sale incessante una corrente d'aria fresca e misteriosa.

FAQ

Quanto è profondo il Grand Puits di Carcassonne?

La profondità registrata varia a seconda delle epoche e dei dragaggi. Nel 1808 una grande pulizia municipale registrò una profondità massima di 39,45 metri, mentre a metà Ottocento l'architetto Eugène Viollet-le-Duc ne misurò appena 30,20, a causa di decenni di detriti accumulati sul fondo.

È mai stato trovato un tesoro nel Grand Puits?

No. Nonostante le leggende locali secondo cui i Visigoti avrebbero gettato nel pozzo le ricchezze reali e il leggendario tesoro di Re Salomone per sottrarli ad Attila, il dragaggio municipale del 1808 non ha portato alla luce alcun tesoro.

Quali elementi architettonici originali si conservano del pozzo?

Il pozzo conserva la vera in pietra del XIV secolo, una camicia in muratura di pietrame profonda 12,50 metri, due dei tre pilastri monolitici originali utilizzati per issare l'acqua e staffe in ferro aggiunte in epoca rinascimentale.

More places in Carcassonne