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Moschea di Jakovali Hassan: una gemma ottomana intatta

Pecs, Hungary

Ammira da Rákóczi út l'architettura ottomana ben conservata e lo slanciato minareto della Jakováli Hasszán Pasa Dzsámi. La moschea di Jakovali Hassan Pascià è una testimonianza architettonica unica, sopravvissuta miracolosamente al tempo appena fuori dalle mura medievali di Pécs. Costruita durante l'occupazione ottomana tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, è l'unica moschea rimasta in Ungheria ad aver conservato sia la sala di preghiera cupolata originale, sia un minareto intatto e strutturalmente connesso all'edificio.

Dettagli architettonici e sensoriali

La struttura presenta una classica pianta quadrata in conci di pietra e mattoni, sormontata da un tamburo ottagonale e da una cupola. Accanto alla sala principale si innalza un minareto poligonale in pietra alto 22,5 metri. La ben più grande moschea del pascià Gazi Kasim, nella piazza centrale della città, sarà anche più famosa, ma ha perso il suo minareto nel XVIII secolo. Così, quella di Jakovali Hassan resta l'unica moschea in tutta l'Ungheria il cui minareto originale sia sopravvissuto integro e saldamente ancorato all'edificio.

All'interno della sala di preghiera, uno spazio perfettamente cubico, le fresche pareti in pietra accolgono la luce del giorno che filtra dalle finestre ad arco a sesto acuto. Questa illuminazione esalta i complessi stucchi geometrici intagliati e le calligrafie sopravvissute all'interno del mihrab, la nicchia di preghiera. All'esterno del complesso, una statua in bronzo rende omaggio a Ibrahim Peçevi, celebre cronista ottomano nato proprio qui a Pécs.

Una complessa storia di trasformazioni

In origine, la moschea era il centro nevralgico di un complesso religioso islamico situato fuori dalla porta occidentale di Sziget, che un tempo comprendeva un monastero di dervisci, un cimitero e un portico d'ingresso aperto. Dopo la riconquista asburgica di Pécs nel 1686, l'edificio fu sottratto al culto islamico e riconvertito per un breve periodo in ospedale militare.

Tra il 1702 e il 1732, il vescovo Ferenc Vilmos Nesselrode trasformò la struttura in una cappella ospedaliera cattolica dedicata a san Giovanni Nepomuceno. Il portico aperto venne smantellato, furono inseriti arredi liturgici barocchi e la sommità del minareto fu riadattata a campanile. Negli anni Sessanta del Novecento, un importante restauro conservativo rimosse queste modifiche barocche per riportare alla luce l'architettura ottomana originale, a cui sono seguiti ulteriori rinnovamenti in vista degli eventi di Pécs Capitale europea della cultura nel 2010.

Ruolo attuale ed esposizioni

Oggi il sito funge contemporaneamente da museo monumentale tutelato dal patrimonio nazionale ungherese e da luogo di culto islamico tuttora attivo. L'esposizione permanente racconta l'epoca ottomana, la fede islamica e l'artigianato turco, esponendo arredi storici e tessuti grazie a un programma di cooperazione culturale con la Turchia.

Il museo osserva orari di apertura regolari dal martedì alla domenica, anche se le visite si interrompono brevemente il venerdì pomeriggio per la preghiera comunitaria musulmana. Mentre la sala di preghiera principale è accessibile, la scala a chiocciola all'interno del minareto resta chiusa al pubblico per motivi di sicurezza. I biglietti per il museo sono spesso abbinati a quelli per il vicino mausoleo di Idris Baba, un altro sito ottomano del XVI secolo giunto fino a noi.

FAQ

Quando è stata costruita la moschea di Jakovali Hassan Pascià?

La data esatta è ancora dibattuta, ma la moschea fu costruita durante l'occupazione ottomana di Pécs tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XVII, collocandosi indicativamente intorno agli anni Trenta del Seicento.

È possibile salire sul minareto?

No, la scala a chiocciola all'interno del minareto in pietra, alto 22,5 metri, è attualmente chiusa al pubblico per motivi di sicurezza.

La moschea di Jakovali Hassan è ancora utilizzata per il culto?

Sì. Oltre a fungere da museo, la moschea resta un luogo di culto islamico attivo e chiude brevemente il venerdì pomeriggio per la preghiera comunitaria.

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