Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, Ascoli Piceno - Ascoli-piceno
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Destinazione

Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, Ascoli Piceno

Ascoli-piceno, Italy

La facciata di travertino e la Bibbia dei poveri

La Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio domina il lato nord di Piazza Ventidio Basso ad Ascoli Piceno, lungo l'antico tracciato che conduce al ponte romano di Solestà. Dedicata a san Vincenzo di Saragozza e a sant'Anastasio il Persiano, mette insieme solide radici romaniche e innesti gotici del Trecento, scolpita nel travertino locale che accende d'oro la città.

Il suo tratto più inconfondibile è la facciata rettangolare e rigorosamente piatta, suddivisa in una griglia di 64 riquadri di travertino profilati da cordoni a rilievo. Tra il Trecento e il Quattrocento, ciascuno di questi scomparti ospitava un affresco con episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento. Una vera e propria Biblia pauperum, la bibbia dei poveri a cielo aperto per l'intera comunità, che secoli di piogge e intemperie hanno pian piano cancellato, lasciando intatta solo una spettacolare scacchiera di pietra nuda. Una partizione decorativa simile è una rarità assoluta per l'architettura medievale: un unicum ad Ascoli Piceno, con pochissimi paragoni nell'Italia centrale al di fuori di gioielli come San Rufino ad Assisi o San Pietro a Spoleto.

Sul portale d'ingresso principale spicca la data di completamento: 1306. A fargli da cornice si snodano colonnine tortili e leoni scolpiti, sotto una lunetta che ritrae la Madonna col Bambino affiancata dai due santi titolari della chiesa.

Da oratorio paleocristiano a chiesa a tre navate

La storia del luogo affonda le radici tra il IV e il VI secolo, quando nacque come ipogeo o oratorio paleocristiano destinato ai battesimi e alla preghiera comunitaria. All'inizio dell'XI secolo, proprio sopra questo santuario sotterraneo, i costruttori innalzarono una chiesa romanica a navata unica, affiancata da una torre campanaria isolata.

La vera metamorfosi avvenne tra la fine del Duecento e il 1389. Con quel grande cantiere la chiesa crebbe fino a tre navate, incorporò il campanile sul fianco della facciata ed eresse la sua inconfondibile fronte a 64 riquadri. Nel Cinquecento, gli affreschi delle pareti interne furono coperti da una mano di calce bianca. Poi, dopo le ferite subite durante i terremoti del Centro Italia del 1997, il travertino è tornato a splendere grazie a un meticoloso intervento di consolidamento e pulitura.

L'interno e la cripta di San Silvestro

All'interno si apre un'aula a tre navate scandita da capriate in legno a vista e severe pareti in pietra, dove ogni sussurro si propaga in un'eco suggestiva. In fondo alla chiesa, il presbiterio sopraelevato siede proprio sopra la cripta di San Silvestro, risalente al VI secolo, dove l'aria si fa d'un tratto pungente e fredda sotto le basse volte in pietra.

Nel cuore della cripta si nasconde il Pozzo di San Silvestro, una vasca scavata nella roccia di circa 60 per 60 centimetri e profonda 80, raggiungibile scendendo quattro gradini in pietra. Per tutto il Medioevo si credeva che questa sorgente sotterranea avesse virtù miracolose contro le malattie della pelle, lebbrosi e scabbiosi compresi. L'acqua ha continuato a sgorgare ininterrottamente fino al 1895, quando fu deviata artificialmente. Per sottrarlo all'umidità implacabile del sottosuolo, il ciclo trecentesco di affreschi con la Leggenda di papa Silvestro è stato staccato dalle pareti della cripta e trasferito nelle sale del Museo Diocesano di Ascoli Piceno.

Ruolo civico e accesso al pubblico

Nel corso dei secoli, la chiesa è stata il baricentro di Piazza Ventidio Basso, il grande mercato commerciale e punto di ritrovo della Ascoli medievale. Vero crocevia urbano, fa da cerniera tra i complessi monumentali di Piazza del Popolo e Piazza Arringo, il quartiere di Rua delle Torri e l'uscita a nord sul fiume Tronto, verso Porta Solestà.

L'edificio appartiene alla Diocesi di Ascoli Piceno ed è affiliato alla parrocchia di San Pietro Martire. Inserita nei circuiti culturali regionali, tra cui Chiese Aperte, sulle vie del Romanico ascolano, la chiesa viene aperta al pubblico dai volontari durante i mesi estivi, accoglie i visitatori in alcuni fine settimana selezionati ed è accessibile su prenotazione nei periodi di bassa stagione.

FAQ

Perché la facciata è divisa in 64 riquadri di pietra vuoti?

Tra il Trecento e il Quattrocento, ciascuno dei 64 riquadri di travertino custodiva un affresco con scene dell'Antico e del Nuovo Testamento. Concepiti come una Bibbia dei poveri (*Biblia pauperum*) all'aperto per l'intera città, i dipinti sono stati gradualmente cancellati dalle intemperie, lasciando a vista solo la pietra nuda.

Che cos'è il Pozzo di San Silvestro?

Il Pozzo di San Silvestro è una vasca di circa 60 per 60 centimetri scavata nella roccia all'interno della cripta del VI secolo. Raccoglieva una sorgente sotterranea attiva a cui si attribuiva il potere di curare affezioni della pelle come lebbra e scabbia, finché il flusso d'acqua non venne deviato nel 1895.

Dove si trovano oggi gli affreschi originali della cripta?

Un ciclo di affreschi del Trecento con la Leggenda di papa Silvestro è stato staccato dalle pareti umide della cripta per motivi di conservazione ed è oggi esposto nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno.

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