
San Giovanni Evangelista a Parma: il capolavoro del Correggio
L'elaborata facciata barocca di San Giovanni Evangelista svetta nel silenzio raccolto di piazzale San Giovanni. Situata proprio dietro al Duomo di Parma, l'Abbazia e Chiesa di San Giovanni Evangelista rappresenta la tappa fondamentale dell'itinerario cittadino dedicato al Correggio. Il complesso fa da perfetto ponte tra la prima opera profana dell'artista nella Camera di San Paolo e la sua rivoluzionaria cupola nella vicina Cattedrale.
Rinascita rinascimentale e il capolavoro del Correggio
La prima abbazia benedettina sorse qui nel 980 per volere del vescovo Sigifredo, ma un devastante incendio ne rase al suolo le strutture originarie nel 1477. Il complesso venne interamente ricostruito tra il 1490 e il 1519 sotto la direzione di Bernardino Zaccagni. Al termine dei lavori, l'abate benedettino Girolamo Spinola commissionò ad Antonio Allegri, detto il Correggio, massimo maestro del pieno Rinascimento, la decorazione della cupola. Realizzata tra il 1520 e il 1524, la Visione di san Giovanni a Patmos segna il primo grande cantiere pubblico ed ecclesiastico del Correggio. L'affresco è celebrato come un vertice assoluto dello "scorcio di sotto in sù", una prospettiva illusionistica estrema e vertiginosa.
Un'illusione pensata per i monaci
La geniale prospettiva della cupola del Correggio fu concepita per gli occhi dei monaci, non per quelli del pubblico comune. Priva di lanterna superiore e illuminata solo dagli oculi del tamburo, la cupola concentra la luce su un'illusione dorata di nuvole e apostoli fluttuanti. La figura scorciata di Cristo sembra piombare giù direttamente dal soffitto. L'anziano san Giovanni, invece, è appostato sul bordo occidentale alla base della cupola. Questa collocazione lo rendeva visibile quasi esclusivamente dal coro monastico e dall'altare maggiore, consentendo ai soli monaci, alzando lo sguardo dagli stalli, di cogliere Giovanni mentre fissa il Cristo discendente. I fedeli laici nella navata erano tagliati fuori da questa linea visiva privilegiata.
I primi passi del Parmigianino e curiosità nascoste
San Giovanni Evangelista fu anche la palestra giovanile di un altro gigante dell'arte. Un giovanissimo Parmigianino lavorò qui fianco a fianco con il Correggio, affrescando figure di santi lungo gli archi delle cappelle di sinistra prima di intraprendere la sua carriera autonoma. La chiesa custodisce anche contributi di altri maestri rinascimentali come Francesco Maria Rondani e Michelangelo Anselmi. Più all'interno, la sagrestia cinquecentesca ospita un altare con le reliquie di san Tarcisio e sfoggia un pavimento a gradiente ottico, studiato appositamente per creare una sensazione immersiva e sopraelevata man mano che ci si avvicina.
Un monastero vivo nel centro storico
L'esterno della chiesa continuò a evolversi nel Seicento, con l'aggiunta di una ricercata facciata marmorea tra il 1604 e il 1607 a opera dell'architetto ducale Simone Moschino. Nel 1613 fu poi completato il campanile di 75 metri, tuttora il punto più alto del centro storico di Parma. Oggi San Giovanni Evangelista rimane una parrocchia attiva e un monastero benedettino della Congregazione Sublacense Cassinese. La chiesa è aperta tutti i giorni al pubblico con ingresso gratuito. Il complesso abbaziale vanta tre chiostri e una monumentale biblioteca affrescata, accessibile in orari stabiliti, mentre l'adiacente Antica Spezieria è gestita come museo statale.
FAQ
Chi ha dipinto la cupola di San Giovanni Evangelista?
La cupola fu dipinta dal maestro del pieno Rinascimento Correggio tra il 1520 e il 1524. L'affresco, intitolato la Visione di san Giovanni a Patmos, è celebre per il suo straordinario scorcio prospettico dal basso verso l'alto.
San Giovanni Evangelista è ancora una chiesa attiva?
Sì, il complesso è tuttora una parrocchia attiva e un monastero benedettino della Congregazione Sublacense Cassinese. La chiesa è aperta tutti i giorni al pubblico con ingresso gratuito.
Qual è l'edificio più alto del centro storico di Parma?
Il campanile di San Giovanni Evangelista, completato nel 1613, svetta con i suoi 75 metri ed è il punto più alto del centro storico di Parma.



