
Fonte Aretusa a Siracusa: mito, storia e natura
Sull'isola di Ortigia a Siracusa, in Sicilia, la Fonte Aretusa emerge come una sorgente naturale di acqua dolce adiacente al Mar Ionio. Questo luogo unico è un connubio di mitologia antica, storia cruciale e rara bellezza naturale, che lo rende uno dei siti più visitati di Siracusa.
Il mito di Aretusa e Alfeo
L'origine della fonte affonda le sue radici nella mitologia greca. La storia è quella di Aretusa, una ninfa seguace della dea Artemide. Per salvarla dall'inseguimento implacabile del dio-fiume Alfeo, Artemide trasformò Aretusa in una sorgente d'acqua dolce a Ortigia. Senza perdersi d'animo, Alfeo si trasformò a sua volta in un fiume, viaggiò sottoterra dalla Grecia, attraversando il mare, e unì le sue acque a quelle di lei a Siracusa, creando un simbolo di legame eterno.
Una risorsa storica vitale
Al di là delle sue origini mitiche, la Fonte Aretusa fu fondamentale per la sopravvivenza dell'antica Siracusa. La sua acqua dolce sostenne la popolazione della città, rivelandosi cruciale durante lunghi assedi, come quello ateniese del 414 a.C. La sua posizione al di fuori delle mura cittadine la rendeva una risorsa preziosa e strategicamente vulnerabile. Nei secoli successivi, durante il 1500, i suoi canali furono riconvertiti per la concia delle pelli. La ninfa Aretusa divenne un simbolo così potente della città che la sua testa fu raffigurata sulle antiche tetradramme siracusane e, molto più tardi, nel 1966, sulla banconota italiana da 500 mila lire.
Trasformazioni nel tempo
Nel corso dei secoli la fonte ha subito notevoli trasformazioni. Nel 1540, le fortificazioni commissionate da Carlo V ridussero le dimensioni del lago ad essa associato. Queste fortificazioni furono poi demolite nel 1847 e sulle loro fondamenta fu costruito l'attuale Belvedere, che offre un punto panoramico suggestivo. L'odierno bacino semicircolare risale al 1843. Storicamente, l'acqua della fonte divenne salmastra dopo un terremoto nel 1169, una condizione peggiorata in seguito a un altro evento sismico nel 1693, che permise a più acqua marina di infiltrarsi nella sorgente d'acqua dolce.
Un habitat naturale unico
La Fonte Aretusa è un sito ecologico straordinario. È una delle uniche due sorgenti selvatiche di papiro in Europa, il che la rende uno dei pochi luoghi del continente dove le piante di papiro (Cyperus papyrus) crescono spontaneamente. La fonte è idrogeologicamente collegata al fiume Ciane, che scorre sotto il Porto Grande prima di riemergere alla Fonte Aretusa. Oggi, il bacino è un vivace habitat per pesci e anatre, che ne accrescono il fascino naturale.
La fonte oggi
Attualmente, la Fonte Aretusa è un'importante attrazione turistica, amata per la sua importanza storica e naturale. È un luogo popolare per passeggiate romantiche e per ammirare il tramonto. Nelle vicinanze, una statua intitolata "Alfeo e Aretusa" dell'artista Biagio Poidomani commemora il mito intramontabile. Il sito continua ad affascinare i visitatori, da chi è interessato al suo passato leggendario a personaggi storici come l'ammiraglio Horatio Nelson, che nel 1798 credeva che attingere acqua dalla fonte gli avrebbe assicurato la vittoria contro Napoleone.
FAQ
Perché l'acqua della Fonte Aretusa è salmastra?
L'acqua della fonte è salmastra a causa delle infiltrazioni di acqua marina. Questo processo è iniziato dopo il terremoto del 1169 e si è intensificato in seguito al sisma del 1693, che ha permesso all'acqua di mare di mescolarsi con quella dolce.
Qual è il mito della Fonte Aretusa?
Secondo la mitologia greca, la ninfa Aretusa fu trasformata in una sorgente d'acqua dolce dalla dea Artemide per sfuggire al dio-fiume Alfeo. Alfeo allora fluì sotto il Mar Ionio per unire le sue acque a quelle di lei a Siracusa.
Il papiro della Fonte Aretusa è unico?
Sì, la Fonte Aretusa è una delle uniche due sorgenti di papiro selvatico esistenti in Europa. È uno dei pochi luoghi del continente dove la pianta di papiro cresce spontaneamente.
Qual era l'importanza storica della Fonte Aretusa?
Era una fonte d'acqua dolce cruciale per l'antica Siracusa, essenziale per la sopravvivenza della città, soprattutto durante gli assedi militari. La ninfa della fonte, Aretusa, divenne un simbolo della città e apparve sulle sue monete.



