
Palazzo Corvaja: il palazzo medievale di Taormina
Sintesi architettonica ed esterni
Affacciato su piazza Santa Caterina, proprio alle porte di Corso Umberto, Palazzo Corvaja è uno dei simboli civici più riconoscibili di Taormina. Incastonato accanto alla chiesa barocca di Santa Caterina d'Alessandria e a ridosso degli scavi dell'Odeon romano, questo complesso racconta secoli di stratificazioni architettoniche. Il suo cuore pulsante è una torre difensiva cubica di epoca araba, costruita tra il X e l'XI secolo, poi arricchita da innesti normanni e ampliata tra Trecento e Quattrocento in uno splendido stile gotico-catalano.
All'esterno spiccano la merlatura a coronamento e le bifore gotiche slanciate su esili colonnine centrali. Ma il vero tocco d'effetto è la muratura bicroma, che mette a contrasto la pietra lavica scura e porosa dell'Etna con la pietra calcarea chiara di Taormina e Siracusa. Un gioco chiaroscurale che incornicia archi decorativi, fregi e architravi, dove compaiono persino antiche massime morali in latino scolpite nella pietra, come "ESTO MICHI...".
Storia: da fortezza araba a Parlamento siciliano
Le origini del sito risalgono alla dominazione araba in Sicilia, quando una torre fortificata venne eretta sulle rovine dell'antico foro romano. Secondo una leggenda locale dura a morire, le proporzioni della torre cubica ricalcherebbero addirittura quelle della Kaaba della Mecca, anche se mancano documenti storici a confermarlo.
Tra la fine del Duecento e il Trecento, l'edificio si allargò con l'ala sinistra per ospitare la nobile famiglia spagnola dei Termes, che ricopriva la prestigiosa carica di Maestro Giustiziere del regno. Il momento di massima gloria arrivò però nel 1411, quando la regina Bianca di Navarra, allora reggente di Sicilia, convocò una storica seduta del Parlamento siciliano nella nuova sala dell'ala destra per risolvere una delicata crisi di successione reale. È per questo che nelle cronache dell'epoca il palazzo viene ricordato anche come Palazzo del Parlamento o Palazzo della Regina Bianca.
La nobile famiglia Corvaja acquistò la dimora nel 1538, custodendola fino al 1945. Dopo un periodo di abbandono e frazionamenti interni durante la Seconda guerra mondiale, il Comune di Taormina espropriò l'immobile nel 1945, affidando all'architetto napoletano Armando Dillon un radicale restauro completato nel 1948.
La corte interna e i rilievi della Genesi
Dietro la sua sagoma austera e fortificata, Palazzo Corvaja nasconde una corte interna in pietra che attutisce all'istante il brusio del centro pedonale. È qui che una scenografica scala scoperta del Duecento si arrampica verso un ballatoio decorato al primo piano.
Lungo il parapetto del pianerottolo trovi tre pannelli ad altorilievo scolpiti nella pietra chiara di Siracusa. Raccontano episodi del libro della Genesi: la creazione di Eva, il peccato originale all'ombra dell'albero proibito e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre.
Il palazzo oggi e le collezioni museali
Oggi Palazzo Corvaja è uno spazio civico e culturale a due passi dalla storica Porta Messina. Il piano terra accoglie l'ufficio informazioni turistiche della città (Azienda autonoma soggiorno e turismo).
Il piano superiore è invece adibito a spazio espositivo e sede del Museo di arti e tradizioni popolari. Nelle sue sale trovi un concentrato di autentica identità siciliana, tra ceramiche storiche, carretti dipinti, manufatti d'artigianato e i leggendari pupi.
FAQ
Perché Palazzo Corvaja è chiamato anche Palazzo del Parlamento?
Il palazzo si guadagnò questo nome nel 1411, quando il Parlamento siciliano si riunì nel salone dell'ala destra, presieduto dalla regina Bianca di Navarra, per risolvere una crisi di successione reale.
Quali stili architettonici si possono ammirare a Palazzo Corvaja?
L'edificio fonde il nucleo originario di una torre difensiva araba, elementi normanni e ampliamenti gotico-catalani del Tre e Quattrocento, caratterizzati da eleganti bifore e dalla muratura bicroma in pietra lavica e calcarea.
Cosa ospita oggi Palazzo Corvaja?
Il piano terra ospita l'ufficio informazioni turistiche locale, mentre il piano superiore accoglie il Museo di arti e tradizioni popolari, con una ricca collezione di artigianato siciliano, pupi, carretti e ceramiche.



