Collegiata e grotta di San Paolo a Rabat - Mdina
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Collegiata e grotta di San Paolo a Rabat

Mdina, Malta

Architettura barocca e facciata unitaria

La Collegiata e Proto-Parrocchia di San Paolo (Il-Bażilika Kolleġġjata u Proto-Parrokkjali ta' San Pawl) è un maestoso monumento del barocco maturo maltese che sorge a Rabat, Malta. Costruita nella tipica pietra calcarea globigerina dell'isola, la struttura attuale fu commissionata per sostituire una chiesa più modesta ultimata nel 1578. A finanziare quest'opera monumentale fu la nobildonna Guzmana Navarra; i lavori iniziarono nel 1653 sotto la direzione dell'ingegnere militare e architetto italiano Francesco Buonamici. In seguito il cantiere passò all'architetto maltese Lorenzo Gafà, che portò l'edificio a compimento quasi totale nel 1683. La chiesa fu consacrata ufficialmente il 21 settembre 1726, per poi essere elevata al rango di basilica minore nel 2020.

Uno dei colpi d'ingegno architettonici di Buonamici e Gafà risiede nell'armonia della facciata esterna. Per preservare l'equilibrio visivo su Pjazza San Pawl, gli architetti decisero di inserire tre portali in pietra praticamente identici. Invece di aprirsi su un'unica navata, queste porte offrono un accesso solenne a tre spazi sacri ben distinti: la chiesa parrocchiale principale, la contigua chiesa di San Publio (ricostruita nel 1692 e nel 1726) e la discesa diretta che conduce alle grotte sotterranee e all'antico cimitero.

La grotta di San Paolo e le origini antiche

La basilica poggia su un'area un tempo occupata dall'antica Melite, la città romana che racchiudeva sia l'odierna Mdina sia Rabat. Nel 1336, il vescovo Ilario documentò proprio qui una ecclesia Sancti Pauli de crypta, attestando l'esistenza di un antico cimitero e di un adiacente fossato difensivo romano. All'inizio del XVII secolo, il Gran Maestro Alof de Wignacourt istituì sul posto un collegio amministrativo dell'Ordine di San Giovanni, sancendo così la tutela dei Cavalieri Ospitalieri sul santuario.

Secondo la tradizione cristiana, l'apostolo Paolo visse, pregò e predicò all'interno della grotta naturale sotto la chiesa per tre mesi, in seguito al naufragio a Malta nel 60 d.C. Nel 1748, il Gran Maestro Manuel Pinto da Fonseca donò una statua in marmo bianco di san Paolo, che domina ancora oggi il cuore della caverna. In epoca contemporanea, la grotta è divenuta un'importante meta di pellegrinaggio, accogliendo le visite di papa Giovanni Paolo II nel 1990 e nel 2001, di papa Benedetto XVI nel 2010 e di papa Francesco nel 2022.

Catacombe sotterranee e rifugi bellici

Il complesso architettonico si spinge ben al di sotto del piano stradale di Rabat, collegando il santuario paolino a un vasto dedalo di ambienti scavati nella roccia. Varcare la soglia regala un netto contrasto sensoriale: si passa dal sagrato in pietra di Pjazza San Pawl, abbacinato dal sole, alle vertiginose altezze di una navata barocca ricca di stucchi e dorature, per poi scendere nell'umidità fresca e ombrosa del banco di roccia sotterraneo.

Sotto la basilica, puoi esplorare catacombe paleocristiane che custodiscono antiche camere funerarie intagliate direttamente nella pietra. Collegata a questi corridoi millenari si snoda una fitta rete di rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale, scavati nella roccia per proteggere la popolazione locale durante i bombardamenti.

Vita parrocchiale e contesto extramurale

Sebbene venga spesso inclusa negli itinerari dedicati alla vicina Mdina, la basilica appartiene a tutti gli effetti all'abitato extramurale di Rabat. Durante la dominazione araba medievale, l'antica Melite fu divisa tra una cittadella fortificata (al-Madīnah) e un sobborgo esterno (rabaḍ). La collegiata si è affermata nei secoli come il cuore religioso e culturale indiscusso di questo insediamento esterno, proprio a ridosso del fossato difensivo e della porta principale di Mdina.

Oggi il complesso continua la sua attività come vivace basilica parrocchiale cattolica, ospitando celebrazioni liturgiche quotidiane, sacramenti comunitari e confessioni. È anche l'epicentro dell'annuale festa patronale con cui Rabat celebra san Paolo, tra strade addobbate, scampanii a festa, marce di bande musicali e processioni solenni, pur garantendo l'accesso giornaliero con biglietto alla grotta, alle catacombe e ai rifugi bellici.

FAQ

Perché la facciata della chiesa ha tre portali identici?

Gli architetti Francesco Buonamici e Lorenzo Gafà progettarono tre portali identici per mantenere la simmetria visiva, garantendo al tempo stesso ingressi separati e altrettanto solenni a tre spazi sacri distinti: la collegiata principale, la chiesa di San Publio e il complesso ipogeo della grotta.

Qual è l'importanza storica della grotta di San Paolo?

La tradizione cristiana narra che l'apostolo Paolo trovò rifugio, pregò e predicò in questa grotta per tre mesi dopo il naufragio a Malta nel 60 d.C. La cavità custodisce una statua in marmo donata nel 1748 dal Gran Maestro Manuel Pinto da Fonseca ed è stata meta di visite papali da parte di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

Quali aree sotterranee si trovano sotto la basilica?

Il complesso sotterraneo comprende la grotta di San Paolo, catacombe paleocristiane con camere funerarie e una rete comunicante di rifugi antiaerei scavati nella roccia durante la Seconda guerra mondiale.

More places in Mdina