
Guida alla facciata plateresca dell'Università di Salamanca
Il capolavoro del plateresco spagnolo
Completata tra il 1529 e il 1533 sotto il regno dell'imperatore Carlo V, la facciata delle Escuelas Mayores dell'Università di Salamanca è l'esempio per eccellenza dello stile plateresco spagnolo. Storicamente nota come Fachada Rica, la struttura deve il suo nome al plateresco, una corrente decorativa del primo Rinascimento celebre per i minuziosi bassorilievi in pietra che richiamano la raffinata arte degli argentieri (platería).
A scolpirla furono maestri rimasti anonimi impiegando l'arenaria di Villamayor (arenisca de Villamayor o piedra franca), estratta a due passi dalla città. Appena cavata, questa pietra porosa è straordinariamente tenera, caratteristica che permetteva agli scalpellini di intagliare fitte filigrane, motivi a sottosquadro e rilievi complessi. Con il passare dei secoli e l'esposizione agli agenti atmosferici, il ferro contenuto nella pietra si è ossidato, donando alla muratura quella tipica sfumatura dorata e ocra che vale a Salamanca il titolo di "Ciudad Dorada", la Città Dorata.
L'iconografia del retablo in pietra
Più che un semplice portale d'ingresso, la facciata funge da vera e propria fachada-retablo, una parete architettonica strutturata proprio come la pala d'altare di una chiesa. Si articola su tre registri orizzontali scanditi verticalmente da cinque campate, sviluppando un programma morale, intellettuale e politico di grande respiro.
- Il registro inferiore: un medaglione centrale ritrae i Re Cattolici, Isabella I di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona, che stringono insieme un unico scettro sovrano. Intorno al ritratto corre un'iscrizione in greco antico: "I Re all'Università e l'Università ai Re". In un'epoca in cui le epigrafi su pietra in tutta Europa erano scolpite quasi solo in latino, la scelta del greco metteva in risalto l'umanesimo d'avanguardia coltivato nell'ateneo.
- Il registro mediano: dedicato all'autorità imperiale, questo livello sfoggia lo stemma araldico di Carlo V cinto dal collare dell'Ordine del Toson d'Oro, affiancato dall'aquila bicipite imperiale e dall'aquila di San Giovanni.
- Il registro superiore: in cima compare un papa riunito in concilio con i cardinali, circondato da rilievi classici e mitologici che raffigurano anche Venere ed Ercole. A coronamento dell'intera composizione si staglia un fastigio in pietra finemente traforato.
Simboli e leggende della rana
Tra i fitti rilievi del pilastro all'estrema destra del registro inferiore si nasconde uno dei dettagli architettonici più celebri di Spagna: un anfibio scolpito sopra un teschio umano. Se la tradizione popolare lo ha ribattezzato come un portafortuna, per gli umanisti del Rinascimento era a tutti gli effetti un memento mori.
Nell'iconografia medievale e rinascimentale, la rana (o il rospo) rappresentava la lussuria carnale e la corruzione morale. Adagiato sul cranio, questo motivo fungeva da monito per i giovani studenti che facevano il loro ingresso all'università, ricordando loro che la dissolutezza porta inevitabilmente alla decadenza spirituale e alla morte fisica.
Nel corso dei secoli, la goliardia studentesca ha trasformato la scultura in un auspicio per gli studi: si dice che scovare la rana senza alcun aiuto garantisca voti brillanti agli esami e il conseguimento della laurea. L'ossessione collettiva nel cercare l'anfibio spinse lo scrittore e rettore dell'ateneo Miguel de Unamuno a un commento sferzante: "Il male non è che vedano la rana, ma che non vedano nient'altro che la rana".
La cornice storica delle Escuelas Mayores
Fondata nel 1218 da re Alfonso IX di León, l'Università di Salamanca è il più antico ateneo della Spagna tuttora attivo e uno dei primi istituiti in Europa. Papa Martino V ne confermò gli statuti pontifici nel 1442, e verso la fine di quel secolo presero il via i cantieri per il complesso monumentale delle Escuelas Mayores, destinato a diventare il cuore pulsante dell'istituzione.
La facciata si apre sul Patio de Escuelas, una piazza raccolta dominata dalla statua bronzea del 1869 dedicata allo scrittore e teologo Fray Luis de León, opera di Nicasio Sevilla. Oltre il prospetto, le Escuelas Mayores racchiudono ambienti cerimoniali e storici di grandissimo pregio, tra cui la cappella universitaria, l'aula magna del Paraninfo, l'aula cinquecentesca perfettamente conservata di Fray Luis de León e la biblioteca storica generale (Biblioteca General Histórica). Situato tra le cattedrali cittadine e la Casa de las Conchas, lungo il cammino che porta a Plaza Mayor, l'edificio resta il vero baricentro storico di Salamanca.
FAQ
Perché c'è una rana scolpita sulla facciata dell'Università di Salamanca?
Se oggi la tradizione studentesca la considera un amuleto per superare gli esami, per gli studiosi del Rinascimento la rana sul teschio era un memento mori, concepito per mettere in guardia i giovani dai vizi e dalle tentazioni della carne.
Di che pietra è fatta la facciata plateresca?
È scolpita nell'arenaria locale di Villamayor, una pietra ferrosa molto tenera da lavorare appena estratta che, ossidandosi nel tempo, assume una calda sfumatura ocra dorata.
Cosa dice l'iscrizione sul medaglione centrale?
Il medaglione con Ferdinando e Isabella reca un'iscrizione in greco antico che recita: "I Re all'Università e l'Università ai Re".




