Sydney Harbour Bridge: la Gruccia vista dal basso - Sydney
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Sydney Harbour Bridge: la Gruccia vista dal basso

Sydney, Australia

L'inaugurazione ufficiale della struttura più monumentale di Sydney fu vittima di un clamoroso fuoroprogramma. Il 19 marzo 1932, il capitano Francis de Groot, membro della milizia paramilitare New Guard, arrivò a cavallo e tranciò il nastro inaugurale con la spada prima ancora che il premier del Nuovo Galles del Sud, Jack Lang, potesse fare il primo taglio. Dopo l'arresto di De Groot, il nastro fu riannodato per consentire la conclusione ufficiale della cerimonia.

Soprannominato dagli abitanti «la Gruccia» per la sua forma inconfondibile, il ponte si estende per 1.149 metri e raggiunge i 134 metri sul livello del mare, un primato che lo rende il ponte ad arco in acciaio più alto del mondo.

L'ingegneria dell'arco d'acciaio

Le prime proposte per un attraversamento della baia risalgono al 1815, ma i lavori iniziarono ufficialmente solo nel luglio del 1923. Progettata dall'ingegner J. J. C. Bradfield e realizzata dalla Dorman Long e Co., la struttura ha richiesto circa 52.800 tonnellate di acciaio e quasi sei milioni di chiodi ribaditi a mano.

Il ponte fu costruito proteso sull'acqua con l'ausilio di imponenti gru a rampante, senza alcuna impalcatura di supporto sottostante. Le due metà dell'arco principale, lungo ben 503 metri, si incontrarono finalmente al centro nell'agosto del 1930, dove vennero bloccate da un perno definitivo.

L'illusione dei piloni di granito

Quattro piloni rivestiti in granito, alti 89 metri, delimitano le estremità del ponte, ma nascondono un curioso segreto architettonico. Progettati dall'architetto Thomas S. Tait, questi colossi non sostengono in realtà nemmeno un grammo del peso dell'arco principale.

Tait li aggiunse per pura armonia visiva. Negli anni Trenta, l'opinione pubblica temeva che un mero arco in acciaio risultasse instabile; così, le pesanti moli in pietra furono erette al solo scopo di rassicurare visivamente i cittadini sulla solidità dell'opera.

Il polmone d'acciaio della Grande Depressione

La costruzione del ponte coincise con la Grande Depressione, dando lavoro a oltre 2.000 operai nell'arco di otto anni. Quel cantiere gigantesco si guadagnò il soprannome di «Polmone d'acciaio», perché le migliaia di posti di lavoro creati tennero in vita l'economia locale. Si trattava di un lavoro estremamente pericoloso: 16 operai persero la vita durante la costruzione.

Prima del suo completamento, per viaggiare via terra tra il centro finanziario a sud e la sponda nord occorreva una deviazione dai 20 ai 30 chilometri passando per ben cinque ponti sul fiume Parramatta. Il nuovo passaggio unì fisicamente le due sponde della baia, dando la spinta decisiva alla moderna rete di trasporti di Sydney.

Il ponte oggi visto da Dawes Point

Oggi il Sydney Harbour Bridge è gestito da Transport for NSW e ospita otto corsie stradali, due binari ferroviari, un percorso pedonale e una pista ciclabile. Ogni giorno accoglie circa 160.000 veicoli e 480 treni. Per resistere alle severe condizioni dell'ambiente marino, le squadre di manutenzione lavorano senza sosta sabbiando e ridipingendo la struttura d'acciaio.

Proprio sotto il pilone meridionale, Dawes Point Park (Tar-ra) offre uno spazio verde aperto che collega le vie storiche del quartiere The Rocks al lungomare. Trovandosi esattamente qui sotto, l'imponente reticolo di travi in acciaio e i colossali piloni in granito nascondono ampie porzioni di cielo, proiettando ombre profonde. Il passaggio dei treni proprio sopra la testa genera un rombo profondo, ritmico e meccanico, che rimbomba sulle fondamenta in pietra diffondendosi nel parco.

FAQ

Perché il Sydney Harbour Bridge è soprannominato «la Gruccia»?

Il Sydney Harbour Bridge è soprannominato «la Gruccia» dagli abitanti locali perché la sua imponente struttura ad arco in acciaio ricorda la forma di un classico appendiabiti in metallo.

I piloni in pietra sostengono davvero il Sydney Harbour Bridge?

No, i quattro piloni rivestiti in granito alti 89 metri non sostengono affatto il peso dell'arco principale. L'architetto Thomas Tait li aggiunse unicamente per un senso di equilibrio estetico, così da rassicurare il pubblico degli anni Trenta che temeva che un arco in solo acciaio fosse instabile.

Quanti veicoli e treni attraversano il ponte ogni giorno?

Il ponte accoglie ogni giorno circa 160.000 veicoli e 480 treni lungo le sue otto corsie stradali e i due binari ferroviari.

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