Arco dei Balbi: lo storico varco veneziano di Rovigno - Rovinj
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Arco dei Balbi: lo storico varco veneziano di Rovigno

Rovinj, Croatia

Passa sotto due volti di pietra in contrasto per varcare la soglia di quella che un tempo era un'isola. L'arco dei Balbi, noto in loco come Balbijev luk o Arco dei Balbi, fa da anello di congiunzione essenziale tra il porto moderno di Rovigno e il suo centro storico. Situato nei pressi dell'ex canale che un tempo separava l'isola storica dalla terraferma, l'arco segna una transizione spaziale che porta dalle ampie e aperte banchine di Piazza Maresciallo Tito ai vicoli acciottolati e in pendenza del centro storico.

Un monumento al dominio veneziano

La Rovigno medievale era un insediamento insulare pesantemente fortificato, circondato da mura difensive dotate di sette porte originarie. L'arco dei Balbi fu costruito esattamente sul sito dell'ingresso principale originario, la Porta della Pescheria (Porton della pescheria), demolita nel 1678.

Commissionato dal podestà veneziano Daniel Balbi, questo portale in pietra barocco fu edificato tra il 1678 e il 1679. Oggi l'arco rimane una rilevante eredità architettonica della Repubblica di Venezia, un impero che governò Rovigno dal 1283 al 1797. Tra l'aprile del 2018 e il giugno del 2019, l'Istituto di restauro croato ha condotto un restauro completo durato tredici mesi per rimuovere secoli di inquinamento e crescita organica, restituendo alla pietra la sua originaria luminosità.

Simboli scolpiti nella pietra

L'arco è riccamente decorato con iconografia storica, tra cui una lapide iscritta e gli stemmi della famiglia Balbi. La struttura presenta in particolare due volti distinti scolpiti nelle chiavi di volta. Il lato rivolto verso l'esterno raffigura un turco con il turbante, mentre quello interno, rivolto verso il centro storico, mostra un volto veneziano. Queste sculture simboleggiano i confini storici, i conflitti e la diplomazia tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano.

In cima all'arco troneggia il leone alato di San Marco, classico simbolo di Venezia. La tradizione popolare vuole che il leone tenga un libro aperto, anziché chiuso o con una spada, a indicare che Rovigno accettò il dominio veneziano pacificamente e senza spargimenti di sangue. Il libro aperto reca l'iscrizione latina "Victoria Tibi Marce Evengelista Mevs" (Vittoria a te, Marco, mio evangelista). Inoltre, alcune guide di viaggio segnalano occasionalmente che questa raffigurazione del leone è piuttosto insolita poiché mostra chiaramente i genitali.

La porta del centro storico

L'arco funge da principale accesso pedonale, liberamente accessibile, al cuore storico di Rovigno. Funziona sia come gettonatissimo punto panoramico per le foto sia come punto di partenza per i visitatori che percorrono via Grisia, fiancheggiata da gallerie d'arte, la classica via che sale verso il punto più alto della città, la chiesa di Sant'Eufemia.

FAQ

Quando è stato costruito l'arco dei Balbi?

L'arco dei Balbi è stato costruito tra il 1678 e il 1679. Commissionato dal podestà veneziano Daniel Balbi, il portale in pietra barocco è stato edificato sul sito dell'ingresso principale originario di Rovigno, la demolita Porta della Pescheria.

Cosa rappresentano le due teste di pietra sull'arco dei Balbi?

L'arco presenta due distinte teste scolpite sulle chiavi di volta: un turco con il turbante rivolto verso l'esterno e un volto veneziano rivolto verso l'interno. Queste sculture simboleggiano i confini storici e la diplomazia tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano.

Perché il leone veneziano sull'arco tiene un libro aperto?

Secondo la tradizione popolare, il leone alato di San Marco tiene un libro aperto per indicare che Rovigno ha accettato pacificamente il dominio veneziano senza ricorrere alla guerra. Il libro aperto mostra la frase latina "Victoria Tibi Marce Evengelista Mevs" (Vittoria a te, Marco, mio evangelista).

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