
Chiese dalle cupole blu di Oia: guida a Santorini
L'illusione ottica delle cupole blu di Oia
La celebre sagoma del complesso con le cupole blu di Santorini, quella che ha fatto il giro del mondo, è in realtà un trucco ottico. Altro che maestosa cattedrale: la classica inquadratura da cartolina allinea due cappelle greco-ortodosse distinte, la chiesa di Panagia Anastasi e quella di Agios Spyridon, insieme a un campanile adiacente. Costruite a una decina di metri di distanza su terrazze scoscese lungo la scogliera, dai punti panoramici aperti al pubblico le due strutture si comprimono visivamente, dando l'impressione di un unico complesso monumentale.
Panagia Anastasi, costruita nel 1865, sfoggia una cupola emisferica blu cobalto accompagnata da un elaborato campanile a vela color ocra e rosa. Agios Spyridon, sorta due anni dopo, nel 1867, vanta due campanili gemelli, uno dei quali sormontato da una piccola cupola blu. Siccome le guide turistiche si ostinano a usare etichette generiche come "La chiesa dalla cupola blu", queste perle di Oia vengono spesso confuse con altri scorci dell'isola, come le Tre Campane di Fira a Firostefani o la chiesa di Anastasi a Imerovigli.
Ricchezza marinara e memoria isolana
Entrambe le cappelle videro la luce negli anni Sessanta dell'Ottocento, un'epoca d'oro in cui Oia prosperava come ricco snodo mercantile e armatoriale dell'Egeo. Furono le famiglie marinare del posto e i capitani più facoltosi a finanziare i lavori come ex voto: Anastasi è dedicata alla Resurrezione di Cristo, mentre Agios Spyridon rende omaggio al santo patrono e protettore dei marinai. Questi edifici appartengono al fittissimo mosaico religioso di Santorini, che conta oltre seicento cappelle private e votive disseminate su tutta l'isola vulcanica.
Il 9 luglio 1956, un terremoto di magnitudo 7,7 con epicentro vicino ad Amorgos rase al suolo gran parte delle architetture arroccate sulla scogliera di Oia. Entrambe le cappelle sopravvissero o furono restaurate durante la successiva rinascita del borgo, preservando intatta la loro tipica muratura cicladica ottocentesca.
Il design cicladico e l'origine dei colori
Le cappelle sono l'emblema delle forme cicladiche tradizionali, scandite da tetti con volte a botte e pareti imbiancate a calce. All'occhio, il cobalto levigato delle cupole si staglia con forza contro il bianco gesso dell'intonaco, il blu profondo della caldera allagata e il basalto vulcanico, bruno e rossastro, che compone la parete della scogliera.
Il leggendario binomio bianco-blu di Santorini non ha nulla di ancestrale. In origine, la calce bianca veniva stesa come refrigerante naturale e potente antibatterico, misura poi resa obbligatoria su tutta l'isola da un'ordinanza sanitaria del 1938. Il blu brillante, invece, si otteneva tradizionalmente con il loulaki, un economico sbiancante per bucato. A imporre l'uniformità cromatica in tutto l'Egeo fu poi la giunta militare greca tra il 1967 e il 1974, con l'intento di richiamare i colori della bandiera nazionale: un decreto di regime trasformato, col tempo, nell'icona globale dell'architettura insulare greca.
Posizione e accesso
Arroccate sul versante della caldera, appena sotto la via pedonale principale Nikolaou Nomikou verso il mare, le cappelle si trovano a metà strada tra la piazza principale di Panagia Platsani e i ruderi del castello bizantino.
Entrambi gli edifici restano luoghi di culto consacrati e tuttora attivi. L'accesso all'interno è di norma riservato alle funzioni religiose in programma, alle cerimonie e ai giorni di festa. Le scalinate, le terrazze e i tetti circostanti sono proprietà privata e sbarrati da cancelli per preservare le strutture e tutelare la quiete dei residenti. Le celebri cupole e i campanili si ammirano e si fotografano esclusivamente dai passaggi pedonali pubblici situati più in alto.
FAQ
Le cupole blu di Oia appartengono a un'unica chiesa?
No. Il famoso panorama inquadra due cappelle distinte costruite negli anni Sessanta dell'Ottocento, Panagia Anastasi e Agios Spyridon, insieme a un campanile adiacente, che dai punti di osservazione più alti sembrano fondersi in un unico edificio.
È possibile entrare a Panagia Anastasi e Agios Spyridon?
L'accesso all'interno è limitato perché entrambi gli edifici sono luoghi di culto consacrati e ancora attivi. Di solito aprono le porte solo durante le liturgie in programma, i giorni di festa e le cerimonie religiose ufficiali.
Perché le chiese di Santorini sono dipinte di bianco e blu?
Storicamente l'intonaco a calce bianca veniva utilizzato per rinfrescare gli ambienti e igienizzarli, mentre il blu si ricavava da un economico sbiancante per bucato chiamato loulaki. Questa combinazione cromatica fu poi imposta in tutto l'Egeo dalla giunta militare greca tra il 1967 e il 1974 per richiamare i colori della bandiera nazionale.



