Destinazione

Chiesa di Panagia Platsani a Oia

Oia, Greece

Trasferita verso l'interno dopo il devastante terremoto del 1956, la chiesa della Vergine Maria dell'inno acatisto custodisce l'antica devozione marinara di Oia proprio nel cuore moderno del borgo. Conosciuta da tutti come chiesa di Panagia Platsani, l'edificio rappresenta il vero snodo geografico e civico del paese, affacciato direttamente sulla via pedonale principale che costeggia la caldera.

Un trasloco storico dall'orlo della caldera

In origine, la chiesa sorgeva a picco sul mare, protetta dalle mura del castello veneziano di Oia. La leggenda vuole che un pescatore avesse avvistato tra i flutti un'icona luminosa della Vergine Maria che galleggiava sull'acqua. Portata nelle varie chiese del paese, l'icona svaniva puntualmente ogni notte, per riapparire sulle mura del castello rivolte verso il mare aperto. Gli abitanti lessero in queste fughe un segnale chiarissimo: la Madonna desiderava vegliare sulle navi di passaggio. Fu così che decisero di erigere la chiesa originaria proprio lì, sospesa sull'abisso.

Dopo i gravi danni e l'instabilità del terreno provocati dal violento sisma del 9 luglio 1956, la chiesa dovette cambiare casa. Venne trasferita su un terreno più solido e riparato nel centro del borgo, per poi essere ricostruita intorno al 1965.

Spettacolare architettura cicladica

La struttura odierna è un compendio di architettura cicladica tradizionale, con le sue pareti candide intonacate a calce e le caratteristiche finestre ad arco. Subito sopra il portale d'ingresso principale risplende una magnifica icona in mosaico dorato dedicata alla Vergine Maria. Anche se le inquadrature più fotografate mettono in risalto una sola cupola blu, in realtà l'edificio ne conta ben cinque.

All'esterno spicca anche un campanile piramidale che ospita sei campane. Nella piazza lastricata proprio davanti all'edificio, un grande mosaico circolare in marmo riproduce il profilo dell'isola di Santorini e dei suoi isolotti vulcanici.

Devozione marinara e tesori all'interno

Il nome popolare "Platsani" deriva dall'onomatopea greca "plats, plats", che evoca il suono dell'acqua che si infrange con uno spruzzo. Legata a doppio filo alla storia marittima di Oia, la chiesa fungeva da santuario per gli ex voto a forma di nave, donati da marinai del posto e mercanti di vino russo-ortodossi che invocavano una navigazione sicura. Una volta all'interno, puoi notare la luce delle candele che scintilla su questi piccoli velieri d'argento sospesi a mezz'aria.

Un vivace centro civico e spirituale

Oggi la chiesa di Panagia Platsani è una parrocchia attiva della santa metropolia di Thera, Amorgos e delle isole. Ospita regolari funzioni liturgiche ed è aperta a chi desidera una visita di raccoglimento, a patto di rispettare le consuete regole di decoro che richiedono spalle e ginocchia coperte. La piazza lastricata antistante è il principale salotto a cielo aperto di Oia, dove ci si ritrova per eventi comunitari e grandi celebrazioni religiose come la Pasqua ortodossa.

FAQ

Perché si chiama Panagia Platsani?

Il nome popolare "Platsani" deriva dalla parola greca "plats, plats", un'espressione onomatopeica che riproduce il suono degli spruzzi d'acqua.

Perché la chiesa è stata spostata nella piazza principale di Oia?

In origine abbarbicata sul ciglio della scogliera, all'interno del castello veneziano, la chiesa subì gravissimi danni durante il terremoto del 9 luglio 1956. Fu quindi trasferita su un terreno più solido nel centro del borgo e ricostruita intorno al 1965.

Qual è il codice di abbigliamento per visitare la chiesa?

I visitatori devono rispettare un codice di abbigliamento sobrio: per entrare in chiesa e raccogliersi in silenzio, è obbligatorio avere spalle e ginocchia coperte.

Quante cupole ha la chiesa della Vergine Maria dell'inno acatisto?

Anche se viene quasi sempre fotografata in modo da inquadrare solo la cupola blu centrale, in realtà la chiesa ne conta ben cinque.

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