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Le cupole blu di Oia: le iconiche chiese di Santorini

Oia, Greece

Il simbolo più fotografato di Santorini non è figlio di un'antica tradizione, ma del voto di marinai ottocenteschi, di un decreto sul colera del 1938 e delle campagne promozionali degli anni Cinquanta. Arrampicate sul ciglio della caldera vulcanica, a due passi dai percorsi pedonali principali di Oia, le iconiche cupole blu appartengono in realtà a due chiese greco-ortodosse vicine di casa.

Le chiese di Anastasi e Agios Spyridon

Il cuore visivo di Oia è composto da due santuari distinti, costruiti a soli dieci metri l'uno dall'altro. La chiesa di Anastasi, eretta nel 1865 e dedicata alla Resurrezione di Cristo, si distingue per la cupola blu e uno scenografico campanile rosa. La sua vicina, la chiesa di Agios Spyridon, fu costruita nel 1867 e sfoggia invece cupola e campanile entrambi blu.

Entrambe le strutture riflettono lo stile cicladico e il revival bizantino: mura spesse, geometrie compatte e un bianco abbacinante affacciato sulla caldera.

Una storia architettonica sorprendente

La diffusione di queste chiese affonda le radici nella vita di mare. I marinai dell'isola facevano spesso voto di costruire santuari dedicati ai santi patroni, come san Spiridione, in cambio del ritorno a casa sani e salvi.

A dispetto dell'estetica attuale, l'abbinamento bianco e blu non è un'antica tradizione artistica locale. Prima degli anni Trenta, gli edifici venivano lasciati in pietra viva per non dare nell'occhio ai pirati, oppure dipinti con vivaci tonalità di ocra, rosso e indaco. L'intonaco bianco uniforme fu imposto nel 1938 dal dittatore greco Ioannis Metaxas: durante un'epidemia di colera, decretò che gli edifici dovessero essere imbiancati a calce a scopo disinfettante. Gli abitanti mantennero l'abitudine per riflettere il calore estivo, e verso il 1955 il governo greco iniziò a promuovere attivamente il motivo bianco e blu nelle campagne turistiche nazionali.

Illusioni da cartolina e rarità

La classica inquadratura da cartolina con le "tre cupole" di Oia coglie quelle di Anastasi e Agios Spyridon insieme a una terza cupola situata immediatamente alle loro spalle.

A sorpresa, le cupole blu sono una vera rarità statistica a Santorini. La stragrande maggioranza delle oltre 600 chiese dell'isola sfoggia cupole completamente bianche o tetti di altri colori, rendendo il celebre scorcio di Oia l'eccezione, non la regola.

Luoghi di culto ed etichetta locale

Entrambi gli edifici restano tuttora chiese parrocchiali greco-ortodosse attive, dove si tengono regolarmente funzioni e le tradizionali feste patronali, i panigiria.

Anche se gli interni sono accessibili a chi desidera raccogliersi in preghiera quando le porte sono aperte, l'ambiente circostante esige rispetto. I tetti e le terrazze private attorno agli edifici sono severamente vietati a chi è a caccia dello scatto perfetto, e i residenti fanno rispettare questi divieti senza eccezioni.

FAQ

Come si chiamano le chiese con le cupole blu di Oia?

Le iconiche cupole blu appartengono a due chiese greco-ortodosse vicine tra loro: la chiesa di Anastasi, costruita nel 1865, e la chiesa di Agios Spyridon, eretta nel 1867.

Perché gli edifici di Santorini sono dipinti di bianco e blu?

Il bianco deriva da un decreto del 1938 del dittatore greco Ioannis Metaxas, che impose la calce viva come disinfettante durante un'epidemia di colera. Negli anni Cinquanta, il governo greco promosse poi l'abbinamento bianco e blu per rilanciare il turismo nazionale.

I tetti delle cupole blu sono accessibili al pubblico?

No, i tetti e le terrazze private attorno alle chiese sono rigorosamente chiusi ai turisti. I residenti fanno rispettare con fermezza questi divieti, anche se le chiese accolgono i visitatori per un momento di raccoglimento quando sono aperte.

La maggior parte delle chiese di Santorini è blu?

No, le cupole blu sono in realtà una rarità statistica a Santorini. La maggior parte delle oltre 600 chiese dell'isola ha cupole completamente bianche o tetti dipinti con altri colori.

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