Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli - Cividale-del-friuli
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Destinazione

Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli

Cividale-del-friuli, Italy

Un palazzo veneziano con radici palladiane

Affacciato sul lato orientale di piazza del Duomo, proprio di fronte alla cattedrale di Santa Maria Assunta, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli ha trovato casa nel Palazzo dei Provveditori Veneti. Il progetto dell'edificio è attribuito al celebre Andrea Palladio, che ne fornì un modello in legno e fu presente alla posa della prima pietra nel 1565. In seguito alla riorganizzazione amministrativa del territorio friulano da parte di Venezia nel 1559, il palazzo fu costruito tra il 1596 e il 1615 come residenza ufficiale e tribunale del Provveditore Ordinario della Serenissima.

L'edificio sorge direttamente sulle rovine rase al suolo dell'antico palazzo patriarcale medievale, già sede amministrativa ed ecclesiastica dei patriarchi di Aquileia. Con il suo bugnato d'ispirazione romana classica, frutto degli studi palladiani sull'antichità, il palazzo offre una cornice monumentale e maestosa allo straordinario patrimonio archeologico della città.

Origini imperiali e riconoscimento UNESCO

Il museo nasce per decreto imperiale nel 1817, sotto il dominio austriaco. A renderlo possibile furono i grandi scavi archeologici diretti dall'erudito locale, il conte Michele della Torre Valsassina, e finanziati nientemeno che dall'imperatore Francesco I d'Asburgo. Nel 1990, per dare respiro a una collezione sempre più imponente, i reperti sono stati trasferiti da Palazzo de Nordis all'odierno palazzo veneziano, appena restaurato.

Oggi il museo è un vivace istituto statale e centro studi del Ministero della Cultura. Custodisce il cuore pulsante dei reperti mobili legati al riconoscimento UNESCO ottenuto da Cividale nel 2011 nel sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)". Antica colonia romana con il nome di Forum Iulii, Cividale divenne la capitale del primo ducato longobardo in Italia, fondato da re Alboino nel 568 d.C.

Collezioni lapidarie ed epigrafiche

Il piano terra e il cortile ospitano una ricchissima raccolta lapidaria che racconta le vite susseguitesi a Cividale senza interruzione. Qui troverai iscrizioni romane segnate dal tempo, mosaici e intagli paleocristiani, affiancati da bassorilievi romanici, plutei d'altare e testimonianze dell'epoca patriarcale.

Nelle sale a piano terra è conservata anche una preziosa serie di lapidi ebraiche medievali, recuperate dall'antico cimitero ebraico di Cividale, a testimonianza del ruolo storico e della radicata presenza della comunità in città.

I tesori longobardi del piano nobile

Salendo al piano nobile ci si trova davanti a una delle più importanti collezioni europee di archeologia altomedievale e longobarda. Disposti in ordine cronologico dentro vetrine a luce soffusa e clima controllato, i reperti mettono in mostra delicate crocette in lamina d'oro sbalzata (crocette auree), raffinate fibule in filigrana e armi riemerse dalle necropoli del territorio.

Tra i pezzi forti di questo piano non perdere:

  • Monetazione longobarda: una rarissima collezione di 56 monete d'oro longobarde di proprietà della Fondazione Friuli, considerata la seconda raccolta numismatica longobarda più completa al mondo.
  • La Pace del duca Orso: una tavoletta liturgica dell'VIII secolo (Pace del duca Orso) in avorio scolpito, racchiusa da una cornice in argento dorato.
  • La pietra runica di Cividale: un raro frammento lapideo con un'autentica iscrizione runica, una delle pochissime testimonianze di questo tipo mai rinvenute in Italia.

Il mistero della tomba del duca Gisulfo

Tra le scoperte più celebri esposte al museo c'è il corredo di una tomba in pietra, portata alla luce per puro caso nel 1874 da alcuni operai comunali durante i lavori per le condutture dell'acqua in piazza Paolo Diacono. Per la sepoltura era stato riutilizzato un sarcofago romano con coperchio a doppio spiovente e acroteri, sul quale era inciso un graffito emblematico: CISUL.

Sebbene la tradizione popolare abbia subito attribuito le spoglie a Gisulfo I, nipote di re Alboino e primo duca del Friuli, le analisi archeologiche moderne datano il corredo tra la metà e la fine del VII secolo, ossia diverse generazioni dopo la sua morte. Resta comunque la tomba di un altissimo aristocratico di rango quasi regale: tra gli oggetti spiccano una croce in foglia d'oro incastonata di pietre, uno scudo da parata e un anello con sigillo ricavato da un'antica moneta dell'imperatore Tiberio. E quando il sarcofago venne aperto nell'Ottocento, gli studiosi trovarono persino un'ampolla di vetro ancora intatta con all'interno dell'acqua votiva liquida, rimasta indisturbata per più di mille anni.

FAQ

Dove si trova il Museo archeologico nazionale?

Il museo si trova sul lato orientale di piazza del Duomo a Cividale del Friuli, proprio di fronte alla cattedrale.

Qual è la storia architettonica del palazzo del museo?

Ha sede nel tardo-cinquecentesco Palazzo dei Provveditori Veneti, progettato a partire da un modello ligneo di Andrea Palladio e costruito sulle rovine del medievale palazzo patriarcale.

Perché il museo è così importante per la storia longobarda?

Cividale del Friuli fu la sede del primo ducato longobardo in Italia, fondato nel 568 d.C. Il museo custodisce i principali reperti mobili di quest'epoca, elemento fondamentale del sito UNESCO della città.

Cosa è stato scoperto nella tomba del duca Gisulfo?

Rinvenuta nel 1874, la tomba conteneva armi aristocratiche, uno scudo da parata, un anello sigillare, una croce d'oro sbalzato e una fiala di vetro intatta con ancora al suo interno dell'acqua votiva liquida.

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