
Fortezza del Girifalco: la cittadella medicea di Cortona
La cittadella medicea sopra Cortona
Arroccata a circa 650 metri di altitudine, sulla cima del colle che domina Cortona, la Fortezza del Girifalco fa da perno all'estremità nord-orientale dell'antica cinta muraria. Voluta nel 1556 dal granduca Cosimo I de' Medici all'indomani della Guerra di Siena, la fortificazione nacque per adeguare le difese di Cortona alla micidiale comparsa dell'artiglieria a polvere da sparo. Completato quasi del tutto già nel 1561, il complesso rimpiazzò le ormai obsolete mura medievali con massicci bastioni angolati, dotati di casematte studiate per garantire tiri d'artiglieria incrociati.
Il nome «Girifalco» evoca il girfalco, un fiero rapace artico, e allude alla posizione dominante della fortezza sulla piana della Valdichiana. Dal punto di vista storico e topografico, la struttura sovrasta la Basilica di Santa Margherita: è il traguardo ideale della ripida salita che parte dal cuore civico di Piazza della Repubblica, ma anche il segno tangibile del passaggio di Cortona da libero comune medievale ad avamposto del potere centrale fiorentino.
Architettura e ingegneria rinascimentale
Cosimo I affidò il rifacimento del complesso all'ingegnere militare pontificio Gabrio Serbelloni e all'architetto cortonese Francesco Laparelli. Quest'ultimo avrebbe poi conquistato fama internazionale quando i Cavalieri di San Giovanni lo incaricarono di progettare il piano difensivo generale e la maglia urbana della città fortificata di La Valletta, a Malta. A pagare il conto per la fortezza di Cortona, però, furono i cittadini del posto, tassati senza troppi complimenti da Firenze su beni di prima necessità come sale, grano e mosto di vino.
Gli architetti scelsero una pianta trapezoidale irregolare per adattarsi alle asperità del terreno. Quattro bastioni angolari asimmetrici, il Bastione Santa Margherita, il Bastione San Giusto, il Bastione Sant'Egidio e il Bastione Santa Maria Nuova, cingono una corte centrale e un preesistente mastio medievale, noto anche come Palazzo del Capitano. Tra questi, il Bastione Sant'Egidio, nell'angolo nord-orientale, è un autentico capolavoro dell'ingegneria militare del Cinquecento, con i suoi fianchi arrotondati ancora intatti e quattro troniere per cannoni ben visibili.
Dal punto di vista architettonico, la fortezza offre un vivido contrasto tra due epoche: la pietra grezza e irregolare dell'antico mastio medievale dialoga a fatica con i blocchi di arenaria, levigati e geometrici, che compongono i bastioni cinquecenteschi.
Secoli di pace e nuove destinazioni
Nata come installazione militare d'avanguardia, la Fortezza del Girifalco non visse mai un vero assedio. Subito dopo il suo completamento, infatti, il Granducato di Toscana entrò in una lunga stagione di pace regionale, lasciando la sua temibile potenza di fuoco praticamente intonsa.
Nel 1766 la dinastia lorenese disarmò ufficialmente la struttura, cedendola al comune di Cortona che la trasformò in un carcere civile. Durante la seconda guerra mondiale, la fortezza cambiò ancora pelle: ospitò prima circa 250 figli di italiani all'estero rimasti rifugiati, poi fu requisita dalle truppe tedesche come stazione di trasmissione radio, per finire poi al servizio dei soldati alleati.
Un polo culturale contemporaneo
Dal 2015 la Fortezza del Girifalco è gestita dall'associazione culturale ONTHEMOVE, che ha reinventato questa macchina bellica trasformandola in un vivace spazio per la fotografia contemporanea e le arti visive. È il quartier generale del rinomato festival Cortona On The Move. Grazie ai costanti interventi di restauro al tetto del mastio, ai percorsi interni e ai camminamenti di ronda, oggi i bastioni e le aree aperte accolgono appuntamenti culturali, un bistrot panoramico all'aperto e scorci memorabili che abbracciano la Valdichiana, il Lago Trasimeno, il Monte Amiata e il Monte Cetona.
FAQ
Perché fu costruita la Fortezza del Girifalco?
Il granduca Cosimo I de' Medici commissionò la fortezza nel 1556, all'indomani della Guerra di Siena, per adeguare le difese di Cortona all'artiglieria a polvere da sparo e sostituire le precedenti mura medievali.
Cosa significa il nome Girifalco?
Il nome rimanda al girfalco, un rapace artico, e descrive la posizione elevata e dominante della fortezza sulla Valdichiana.
Chi progettò la Fortezza del Girifalco?
Fu progettata dall'ingegnere militare pontificio Gabrio Serbelloni e dall'architetto cortonese Francesco Laparelli, che in seguito avrebbe tracciato le fortificazioni e la maglia urbana di La Valletta a Malta.
Com'è utilizzata oggi la fortezza?
Gestita dal 2015 dall'associazione ONTHEMOVE, la struttura è un centro internazionale dedicato all'arte e alla fotografia contemporanea, cuore pulsante del festival Cortona On The Move, con spazi all'aperto aperti al pubblico e un bistrot panoramico.




