Acquedotto Mediceo: lo storico acquedotto di Pitigliano - Pitigliano
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Destinazione

Acquedotto Mediceo: lo storico acquedotto di Pitigliano

Pitigliano, Italy

La porta monumentale di Pitigliano

L'Acquedotto Mediceo domina l'accesso sud-orientale a Pitigliano, segnando il confine tra la lingua di terra esterna e il centro storico. Addossata alla Fortezza Orsini, la struttura regala alla città il suo ingresso più spettacolare e ti guida dritta verso Piazza della Repubblica.

Costruito in tufo vulcanico locale, l'acquedotto si fonde alla perfezione con la geologia del territorio e i bastioni difensivi. La muratura sfoggia blocchi porosi, dalle sfumature bruno-dorate e grigio consumato, estratti direttamente dalla roccia vulcanica circostante. L'effetto è straordinario: enormi piloni di pietra che sembrano spuntare dal nulla, direttamente dal ciglio dello strapiombo.

Ingegneria e architettura

La parte più impressionante dell'acquedotto è composta da due arcate colossali, sorrette da un gigantesco pilone in tufo ancorato alla parete rocciosa a picco sul vuoto. Oltre queste campate monumentali, una serie ininterrotta di tredici archi a tutto sesto corre lungo via Cavour, puntando dritta al cuore del borgo.

Quel che vedi oggi è il frutto di un sapiente incastro tra l'ingegneria idraulica del Seicento e i ripensamenti urbanistici dell'Ottocento. Tra il 1845 e la metà del secolo, l'amministrazione lorenese smantellò parte dei bastioni medievali esterni per fare spazio a via Cavour. Fu allora che vennero aperte le tredici arcate minori, pensate per raccordare la rupe fortificata con i quartieri in espansione. Oggi quegli archi sopraelevati fungono anche da spettacolare belvedere pubblico, perfetto per affacciarsi sulla valle del Meleta e sulle forre di tufo circostanti.

La caccia all'acqua potabile

Arroccata su una rupe tufacea isolata e protetta da gole profondissime, Pitigliano era praticamente inespugnabile, ma con un difetto non da poco: la cronica mancanza d'acqua. Il vicino fiume Lente era insalubre, e costringeva gli abitanti a scendere fino in fondo ai burroni per raccogliere l'acqua potabile dal torrente Meleta.

I primi tentativi di canalizzazione per rifornire la fortezza degli Orsini risalgono al Quattrocento e al Cinquecento, su progetti attribuiti persino ad Antonio da Sangallo il Giovane. Scavalcare burroni così impervi si rivelò però un incubo ingegneristico, e la realizzazione di un vero acquedotto pubblico rimase al palo per decenni.

Dopo l'annessione di Pitigliano da parte dei Medici nel 1604, il Granduca Cosimo II decise di risolvere una volta per tutte la sete della città. Con una mossa politica tipica dell'epoca, nel 1612 concesse alla comunità ebraica locale di rimanere nel borgo, ma a un patto: sborsare 4.000 scudi fiorentini per finanziare il cantiere. Tra il 1636 e il 1639, architetti fiorentini e maestri muratori viterbesi diressero i lavori decisivi. Quando fu inaugurato nel 1639, l'acquedotto portò finalmente l'acqua sorgiva a Pitigliano con secoli di anticipo rispetto a quasi tutta la Maremma toscana.

Fontana delle sette cannelle

La corsa dell'acquedotto finisce sul lato meridionale di Piazza della Repubblica, proprio alla Fontana delle sette cannelle. Anche se la prima struttura fu avviata nel 1545 sotto Gianfrancesco Orsini, fu qui che l'opera medicea trovò il suo sbocco monumentale definitivo.

Il monumento è scandito da cinque nicchie ad arco sormontate da pinnacoli in pietra. L'acqua fresca sgorga da cannelle decorate a forma di teste di animali, una medusa e un sileno. Persino la pavimentazione attorno alla fontana nasconde una storia beffarda: si racconta sia stata realizzata riciclando i frammenti del monumento funebre del conte Niccolò III Orsini, distrutto nel duomo durante una rivolta popolare antifeudale nel 1547.

FAQ

Perché fu costruito l'Acquedotto Mediceo?

Pitigliano sorge su un'impervia rupe di tufo vulcanico dove l'accesso all'acqua pulita è sempre stato un problema, soprattutto a causa dell'inquinamento del vicino fiume Lente. L'acquedotto fu costruito proprio per convogliare l'acqua potabile del torrente Meleta direttamente nel centro del borgo.

Quando fu costruito l'acquedotto?

I primi progetti risalgono al Cinquecento con la famiglia Orsini, ma la struttura principale fu realizzata sotto la guida dei Medici tra il 1636 e il 1639. A metà Ottocento, durante i lavori di ammodernamento stradale, l'amministrazione lorenese aprì le tredici arcate minori lungo via Cavour.

Dove termina l'acquedotto?

L'acquedotto termina alla Fontana delle sette cannelle, sul lato meridionale di Piazza della Repubblica: una struttura scandita da cinque nicchie ad arco e bocche decorative scolpite a forma di teste animali, una medusa e un sileno.

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