Teatro antico di Taormina: storia e architettura - Taormina
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Teatro antico di Taormina: storia e architettura

Taormina, Italy

Un monumento classico sul Monte Tauro

Arroccato su una terrazza naturale del Monte Tauro, il Teatro Antico di Taormina è il secondo teatro classico più grande della Sicilia, superato per dimensioni solo da quello di Siracusa. Gestito dal Parco Archeologico di Naxos e Taormina, vanta una cavea di oltre cento metri di diametro che nell'antichità accoglieva tra i cinquemila e i diecimila spettatori.

Il sito conserva la tipica tripartizione dei teatri classici: una cavea scavata nella roccia (la gradinata per il pubblico), un'orchestra semicircolare (lo spazio centrale delle esibizioni) e una scaenae frons in mattoni (l'edificio scenico). Situato alla fine di via Teatro Greco, a due passi da Porta Messina e da corso Umberto, il teatro è il punto di riferimento che domina e definisce il centro storico di Taormina.

Origini ellenistiche e radici siracusane

Il teatro vide la luce in epoca ellenistica, nel III secolo a.C., nato nell'orbita politica e culturale di Siracusa sotto il regno di Gerone II. I costruttori greci intagliarono le gradinate direttamente nella viva roccia del Monte Tauro, orientando la cavea con un colpo da maestri: fare in modo che ogni spettacolo incorniciasse il mare e il cratere fumante dell'Etna. In quegli anni, la scena ospitava tragedie e commedie greche, trasformandosi all'occorrenza in spazio per le assemblee civiche.

A confermare questo legame con la corte siracusana ci sono prove materiali inconfutabili. Gli archeologi hanno rinvenuto iscrizioni sui sedili con il nome di Filistide, moglie di Gerone II: una testimonianza epigrafica diretta che lega la prima fase costruttiva al dominio di Siracusa.

Ricostruzione romana e metamorfosi in arena

Anche se tutti continuano a chiamarlo "Teatro Greco", quasi tutte le architetture ancora visibili sono in realtà murature romane. Tra il I e il II secolo d.C., gli ingegneri imperiali ricostruirono e ampliarono radicalmente il complesso a colpi di mattoni e marmo, sovrapponendo la propria perizia tecnica alle fondamenta scavate nella roccia dai greci.

Sotto l'amministrazione imperiale, il palcoscenico abbandonò la drammaturgia classica per trasformarsi in un'arena per gladiatori e venationes, le cruente cacce agli animali selvatici. Per allestire questi spettacoli, i romani realizzarono corridoi voltati in laterizio (vomitoria), modificarono le file inferiori della gradinata ed eressero una parete scenica a due piani ornata di colonne di marmo. Intorno all'orchestra si nota ancora oggi un profondo canale di protezione, scavato appositamente per evitare che le fiere saltassero in mezzo al pubblico.

Dal saccheggio medievale al Grand Tour

Finita l'antichità, il monumento cadde in abbandono e venne degradato a cava di pietra. I rivestimenti marmorei e le colonne di granito furono smantellati senza complimenti per costruire le fortificazioni cittadine e il Duomo di Taormina.

La ribalta internazionale tornò sul finire del Settecento, quando il teatro divenne una tappa irrinunciabile del Grand Tour. Nel suo Viaggio in Italia, Johann Wolfgang von Goethe annotò nel 1787 che a nessun pubblico al mondo era mai capitato uno scenario naturale così spettacolare. L'entusiasmo dei viaggiatori diede il via ai restauri ottocenteschi, che rimisero in piedi diverse colonne crollate della scena e trasformarono questo borgo arroccato su una scogliera in una meta culturale di fama mondiale.

Spettacoli moderni e acustica naturale

Oggi il sito è aperto tutto l'anno con biglietto d'ingresso all'interno del Parco Archeologico di Naxos e Taormina, offrendo visite diurne e suggestive aperture serali estive. La geometria della cavea in pietra conserva un'acustica naturale prodigiosa, capace di convogliare il suono in modo tale che una voce non amplificata, al centro dell'orchestra, risuoni chiarissima fino ai gradini più alti.

Il teatro resta ancora oggi uno spazio vivo per le arti performative all'aperto. Durante l'estate ospita concerti sinfonici, balletti, la rassegna di Taormina Arte e il Taormina Film Fest.

FAQ

Perché si chiama Teatro Greco se le rovine sono romane?

Anche se il teatro fu originariamente scavato nella roccia dai greci nel III secolo a.C., quasi tutte le strutture visibili, tra cui le murature in mattoni rossi, i passaggi ad arco e la parete della scena, risalgono alle ricostruzioni romane del I e II secolo d.C.

Quali prove dimostrano che il teatro fu usato per i combattimenti tra gladiatori?

Lungo il perimetro dell'orchestra è ancora visibile un profondo canale scavato direttamente nella roccia. Gli ingegneri romani realizzarono questa barriera per proteggere gli spettatori dagli animali feroci durante le cacce e i duelli tra gladiatori.

Cosa scrisse Johann Wolfgang von Goethe sul teatro?

In visita nel 1787 durante il suo *Viaggio in Italia*, Goethe scrisse che a nessun pubblico teatrale al mondo era mai stato concesso uno sfondo naturale così straordinario, riferendosi al panorama della costa e dell'Etna incorniciato dalla parete della scena.

More places in Taormina