
Canale dei Buranelli: la piccola Venezia di Treviso
La via d'acqua dei mercanti veneziani
Il Canale dei Buranelli, documentato storicamente anche come Canale Medio o Rio Buranelli, è uno dei tasselli fondamentali del reticolo idrico di Treviso. Si tratta di un ramo interno del Botteniga, fiume di risorgiva che scende da nord. All'altezza del Ponte de Pria (il Ponte di Pietra), una serie di chiuse rinascimentali divide il Botteniga in tre canali principali, prima che le loro acque vadano a gettarsi nel fiume Sile.
Dopo la dedizione di Treviso alla Serenissima nel 1339, le vie d'acqua cittadine furono fortificate a scopo difensivo sotto la guida di Fra Giovanni Giocondo e trasformate in strategiche rotte commerciali. Mercanti e pescatori risalivano dalla laguna di Venezia lungo il Sile e il Botteniga per rifornire i mercati di terraferma di anguille e pesce fresco. Nel corso del Cinquecento, i commercianti originari dell'isola di Burano crearono qui un presidio commerciale stabile, lasciando al canale il nome con cui è noto ancora oggi. Sull'argine è ancora visibile un edificio cinquecentesco in mattoni ben conservato, che fungeva un tempo da abitazione e magazzino ittico per i mercanti buranelli.
Architettura e vita di fiume
Il canale incarna alla perfezione l'identità di Treviso come città d'acque e piccola Venezia di terraferma. Il suo percorso è scandito da ponticelli pedonali in pietra ad arco ribassato, portici a sbalzo ed eleganti palazzetti in cotto medievali e rinascimentali, le cui mura affondano direttamente nella corrente di risorgiva. A dominare l'atmosfera è il mormorio quieto e ininterrotto dell'acqua che accarezza i basamenti in pietra.
Oltre a servire per il trasporto delle merci, il canale è stato a lungo teatro della vita quotidiana e del lavoro domestico. Fino ai primi decenni del Novecento, le lavandaie del posto si inginocchiavano sui gradini a filo d'acqua per sciacquare il bucato nella corrente. I segni tangibili di questo passato sono visibili ancora oggi: anelli di ferro e spezzoni di catena originali, incastonati nella muratura, a cui venivano assicurate le assi per evitare che la corrente le portasse via.
Legami letterari e altri nomi
Fissata a una parete in muratura a pelo d'acqua, si scorge una silhouette contemporanea in rete metallica creata dall'artista Mario Martinelli. L'opera rende omaggio allo scrittore e poeta trevigiano Giovanni Comisso, che visse proprio lungo queste sponde, ritratto accanto alla sagoma della sua imbarcazione, la Bronsa. Una barchetta passata alla storia per essere colata a picco mentre Comisso tentava di raggiungere la laguna veneta navigando la rete fluviale.
Il canale vanta anche altri nomi popolari. Viene spesso chiamato Canale delle Beccherie per via del contiguo Ristorante Le Beccherie, celebre tempio gastronomico riconosciuto come il luogo di nascita del tiramisù. Più a valle, dopo essere passato sotto via Martiri della Libertà e sotto l'antico ospedale di Santa Maria dei Battuti, il corso d'acqua prende a livello locale il nome di Canale dell'Ospedale.
Visitare il Canale dei Buranelli
Incastonato tra il centro civico di Piazza dei Signori e il mercato ittico mattutino dell'Isola della Pescheria, il Canale dei Buranelli è una passeggiata pubblica a cielo aperto, senza biglietto e accessibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Lungo i ponticelli di pietra, le banchine e i vicoli circostanti si aprono panchine, caffè e osterie tipiche dove concedersi un bicchiere di vino e qualche cicchetto.
FAQ
Perché si chiama Canale dei Buranelli?
Prende il nome dai pescatori e commercianti cinquecenteschi dell'isola lagunare di Burano, che risalivano il fiume per vendere pesce e anguille, aprendo i propri magazzini lungo le sponde.
A cosa servivano gli anelli di ferro sui muri del canale?
Gli anelli di ferro e le catene incastonati vicino ai gradini a filo d'acqua servivano alle lavandaie per ancorare saldamente le assi da bucato contro la corrente del fiume.
Cos'è la silhouette in rete metallica sul muro del canale?
La sagoma in rete metallica è un'opera dell'artista Mario Martinelli che raffigura lo scrittore trevigiano Giovanni Comisso e la sua barchetta, la Bronsa, affondata durante il tentativo di raggiungere via fiume la laguna di Venezia.
Perché questo corso d'acqua viene chiamato anche Canale delle Beccherie?
È noto popolarmente come Canale delle Beccherie per via della vicinanza al Ristorante Le Beccherie, lo storico locale riconosciuto come il luogo di nascita del tiramisù.



