
Palazzo dei Trecento: il cuore medievale di Treviso
Affacciato sul lato orientale di Piazza dei Signori, Palazzo dei Trecento domina la scena come il simbolo per eccellenza del potere civico trevigiano. Situato nel cuore laico della città, è il perfetto contrappunto politico al polo religioso del Duomo, a cui si collega direttamente attraverso la storica infilata di portici di via Calmaggiore.
Origini e governo cittadino
Costruito intorno al 1213 con il nome di Domus Nova Communis, il palazzo nacque per sostituire la vecchia sede comunale vicino alla cattedrale. In piena età comunale, nel Duecento, divenne il vero motore dell'autonomia cittadina. Il nome attuale deriva dal Maggior Consiglio, l'assemblea civica composta da trecento cittadini che si riuniva nel suo immenso salone al piano superiore.
Oltre al Consiglio dei Trecento, il palazzo ospitava il Tribunale dei Consoli e accoglieva i processi giudiziari presieduti dal Podestà. Queste funzioni amministrative e giudiziarie rimasero vive anche quando Treviso passò sotto il controllo della Serenissima Repubblica di Venezia. Anche la vita commerciale della città ruotava attorno all'edificio: nel 1546, la loggia aperta al piano terra contava ben 44 botteghe numerate, affittate dal comune con contratti a rotazione quinquennale.
Architettura e affreschi interni
Costruito nel tipico stile civico romanico, il palazzo sfoggia una facciata in mattoni a vista, un loggiato aperto a pianterreno e maestose trifore che scandiscono il salone superiore. L'enorme sala interna è sovrastata da un suggestivo soffitto a capriate lignee.
Tra il Trecento e il Cinquecento, le pareti del salone si arricchirono di affreschi a tema civico e religioso. Tra le composizioni spiccano allegorie della Giustizia, le Virtù cardinali e gli stemmi cittadini, affiancati da figure sacre come la Madonna con il Bambino e san Liberale, il patrono di Treviso.
Anche il profilo del tetto racconta una storia fatta di ripensamenti e restauri. Alla fine dell'Ottocento si decise di coronarlo con merli ghibellini a coda di rondine. A metà del Novecento, però, i restauratori preferirono ripristinare i merli guelfi a forma quadrata che puoi ammirare oggi, basandosi sull'aspetto dell'edificio immortalato attorno al 1500 in un dipinto di Pier Maria Pennacchi.
Il bombardamento del 1944 e l'impresa ingegneristica
Palazzo dei Trecento fu ferito a morte il Venerdì Santo del 7 aprile 1944, quando un raid aereo alleato diretto allo scalo ferroviario colpì le adiacenze della piazza. L'onda d'urto squarciò il piano superiore, fece crollare intere porzioni di muratura e lasciò un'enorme parete di varie tonnellate pericolosamente inclinata, ormai fuori asse.
Tra il 1947 e il 1951, l'ingegnere e soprintendente ai monumenti Ferdinando Forlati compì una vera impresa di salvataggio. Invece di abbattere la muratura compromessa, ideò un ingegnoso sistema fatto di tiranti in acciaio, tenditori, martinetti meccanici e puntelli di legno. Grazie a questo apparato, riuscì a raddrizzare a poco a poco la massiccia parete inclinata, riportandola a piombo. Sulla facciata esterna, una cicatrice orizzontale incisa nel laterizio traccia ancora oggi una linea netta tra la fabbrica originale duecentesca e la ricostruzione postbellica.
Tesori custoditi e uso attuale
Oltre al suo valore architettonico, il palazzo custodisce il torso originale della cinquecentesca Fontana delle Tette. Celebre nella storia perché durante i festeggiamenti per l'elezione dei podestà spillava vino bianco e rosso, la scultura originale è stata messa al riparo all'interno del palazzo per garantirne la conservazione, mentre una copia moderna zampilla in un cortile poco distante da via Calmaggiore.
Ancora oggi Palazzo dei Trecento batte al ritmo della vita pubblica cittadina, ospitando le sedute del Consiglio Comunale. Lo splendido salone superiore restaurato accoglie inoltre mostre, cerimonie istituzionali ed eventi culturali.
FAQ
A cosa serviva in origine Palazzo dei Trecento?
Costruito intorno al 1213 come Domus Nova Communis, era la sede civica del comune medievale di Treviso e ospitava i trecento membri del Maggior Consiglio, il Tribunale dei Consoli e le corti giudiziarie presiedute dal Podestà.
Cos'è la cicatrice visibile sulla facciata esterna dell'edificio?
Il solco orizzontale inciso nei mattoni della facciata segna il confine tra la struttura medievale originaria scampata al disastro e le parti ricostruite dopo il devastante bombardamento del 1944.
Come fu raddrizzata la parete inclinata dopo la seconda guerra mondiale?
Tra il 1947 e il 1951, l'ingegnere Ferdinando Forlati impiegò un innovativo sistema di armature in legno, martinetti meccanici, tenditori e tiranti d'acciaio per riportare a piombo la massiccia parete di mattoni senza doverla demolire.
Quale celebre scultura è custodita all'interno di Palazzo dei Trecento?
Il palazzo conserva l'originale busto marmoreo cinquecentesco della Fontana delle Tette, che in passato zampillava vino bianco e rosso durante i festeggiamenti pubblici, mentre una replica si trova oggi in un cortile vicino.



