Palazzo dei Priori: lo storico palazzo civico di Viterbo - Viterbo
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Palazzo dei Priori: lo storico palazzo civico di Viterbo

Viterbo, Italy

La sede civica di piazza del Plebiscito

Affacciato su piazza del Plebiscito (storicamente nota come piazza del Comune), Palazzo dei Priori è da secoli il cuore pulsante dell'amministrazione civica di Viterbo. Situato lungo il corridoio urbano che collega il quartiere medievale di San Pellegrino con l'asse commerciale di Corso Italia, il palazzo rappresenta il perfetto contrappunto laico al centro del potere pontificio, incarnato dal Palazzo dei Papi.

All'esterno, l'edificio rinascimentale si distingue per il portico terreno a nove arcate a tutto sesto rette da colonne. In alto, sopra via Filippo Ascenzi, un arco di collegamento sospeso unisce Palazzo dei Priori all'attiguo Palazzo del Podestà e alla sua imponente torre dell'orologio civico. La facciata è scandita dagli stemmi araldici scolpiti di papa Sisto IV della Rovere, con il caratteristico rovere sormontato dal triregno. Il nome del pontefice spicca ancora oggi, inciso sugli architravi delle finestre esterne e sui portali interni.

Da sede papale a palazzo comunale

Le origini del complesso risalgono agli ampliamenti della piazza avviati intorno al 1264 su una porzione del cimitero di Sant'Angelo. I lavori per la costruzione dell'edificio attuale iniziarono invece verso il 1460, sotto il pontificato di Pio II, che lo concepì come residenza ufficiale per il Governatore del Patrimonio di San Pietro in Tuscia.

Durante il pontificato di Sisto IV, i magistrati civici di Viterbo, i Priori, vennero trasferiti qui dalla loro sede precedente. Nel 1510 la struttura divenne ufficialmente la loro residenza stabile, consacrando il proprio ruolo di centro nevralgico dell'autogoverno locale.

Il cortile in peperino e la fontana

Oltre la facciata si apre un cortile pensile con giardino, incorniciato da sedili in scuro peperino grigio, una loggia ad arcate ultimata nel 1632 e coperchi di sarcofagi etruschi con figure distese. Dal suo affaccio, lo sguardo spazia limpido sulla sottostante Valle Faul.

Al centro di quest'angolo appartato zampilla un'elegante fontana in peperino, iniziata nel 1624 su disegno attribuito al pittore Filippo Caparozzi. In cima al fusto, alcuni leoni scolpiti si arrampicano su una palma. Una composizione araldica che celebra la vittoria del 1172 sulla vicina e rivale Ferento, dopo la quale Viterbo inglobò la tradizionale palma nemica accanto al proprio leone civico.

I grandi affreschi del piano nobile

Il piano nobile si articola in una serie di sale magnificamente decorate: la Sala Regia, la Sala del Consiglio (detta anche Sala d'Ercole), la Sala della Madonna, la Sala dell'Aurora, la Sala dei Paesaggi e la Cappella Palatina, impreziosita da dipinti religiosi di Filippo Caparozzi e Marzio Ganassini.

Tra il 1588 e il 1592, la grandiosa Sala Regia fu sottoposta a un imponente rinnovamento manierista per esaltare il prestigio dell'autorità municipale. Il pittore bolognese Baldassarre Croce realizzò i grandi affreschi parietali, mentre Tarquinio Ligustri progettò il soffitto a cassettoni dipinto che illustra i trentatré castelli sottomessi a Viterbo. Il ciclo narrativo celebra le leggendarie origini della città per mano del patriarca biblico Noè (fuso con il dio Giano) e di Ercole. Scene affascinanti, certo, ma figlie delle fantasiose contraffazioni storiche pubblicate alla fine del Quattrocento dal domenicano Annio da Viterbo, più che di un'autentica mitologia classica.

Amministrazione contemporanea e collezioni museali

Ancora oggi Palazzo dei Priori è il municipio operativo della città. Il consiglio comunale si riunisce nella storica Sala del Consiglio, mentre l'ufficio del sindaco ha sede nell'adiacente Sala Rossa. La Sala dei Paesaggi, un tempo nota come Sala delle Bandiere, fa da cornice ai matrimoni civili.

La bifora della Sala dei Paesaggi conserva una particolarità architettonica unica: un pilastrino mobile in pietra. Progettato per essere temporaneamente smontato in occasione delle grandi solennità pubbliche, ha offerto una visuale libera durante la visita di papa Giovanni Paolo II nel 1986 e regala ancora oggi un affaccio privilegiato sull'arrivo trionfale della monumentale Macchina di Santa Rosa in piazza del Plebiscito.

Le sale monumentali del piano nobile sono aperte alle visite insieme al Museo dei Portici. Sezione distaccata del Museo Civico Luigi Rossi Danielli, il percorso museale custodisce straordinari capolavori rinascimentali, tra cui la celebre Pietà e la Flagellazione di Sebastiano del Piombo.

FAQ

Qual è il significato storico della fontana nel cortile?

Iniziata nel 1624 su disegno attribuito a Filippo Caparozzi, la fontana in peperino raffigura dei leoni che si arrampicano su una palma. Questa iconografia rievoca la distruzione della vicina Ferento per mano di Viterbo nel 1172, a seguito della quale il simbolo della palma di Ferento fu assimilato nello stemma civico viterbese.

A cosa si ispirano gli affreschi sulla fondazione della città nella Sala Regia?

I dipinti murali di Baldassarre Croce, che illustrano le origini di Viterbo legate a Noè (Giano) e a Ercole, si basano su falsi letterari rinascimentali pubblicati alla fine del Quattrocento dallo studioso domenicano Annio da Viterbo.

Quali opere d'arte sono custodite nel Museo dei Portici del palazzo?

Il Museo dei Portici, sezione distaccata del Museo Civico Luigi Rossi Danielli allestita nel complesso, custodisce due straordinari dipinti rinascimentali di Sebastiano del Piombo: la Pietà e la Flagellazione.

Perché la finestra della Sala dei Paesaggi ha un pilastrino rimovibile?

Il pilastrino mobile centrale fu progettato per essere rimosso durante le più importanti solennità civiche e religiose, come le visite papali o l'ingresso annuale della Macchina di Santa Rosa in piazza del Plebiscito, così da garantire una vista del tutto sgombra.

More places in Viterbo