
Santa Maria Nuova, Viterbo: guida alla chiesa romanica
Il cuore civico della Viterbo medievale
Prima che sorgesse Palazzo dei Priori, era Santa Maria Nuova a fare da fulcro civico e amministrativo della Viterbo medievale. Già attestata nel 1080 in una pergamena che documenta la donazione di un sacerdote di nome Biterbo alla città e al vescovo di Tuscania, la chiesa accoglieva regolarmente arenghi popolari e consigli generali.
Oltre a ospitare le adunate pubbliche, il presbiterio della chiesa custodiva i beni più preziosi del comune. Le autorità cittadine vi hanno tenuto al sicuro, fino al 1574, i forzieri in ferro con il tesoro comunale, gli archivi ufficiali e gli Statuti cittadini del 1251. Situato lungo il corridoio urbano della via Francigena, il complesso era affiancato anche da un apposito ospizio per dare ricovero ai pellegrini diretti a Roma.
L'architettura romanica in peperino
Costruita nel tipico peperino grigio di origine vulcanica, Santa Maria Nuova è uno degli edifici romanici più antichi giunti fino a noi a Viterbo. La struttura rispetta il classico impianto basilicale a tre navate, chiuso sul fondo da tre absidi semicircolari. All'interno, la navata centrale è separata da quelle laterali da due filari di colonne in pietra, ciascuna sormontata da capitelli scolpiti d'epoca medievale, tutti dai tratti unici.
Le spesse pareti spoglie in peperino creano un ambiente raccolto e fresco, illuminato appena da strette monofore. Alzando lo sguardo, il soffitto a capriate lignee rivela centinaia di pianelle quattrocentesche in terracotta, dipinte a tempera con motivi geometrici, trame floreali e gli stemmi araldici delle corporazioni medievali. I profondi restauri eseguiti tra il 1907 e il 1914, insieme agli interventi dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, hanno eliminato le aggiunte barocche per svelare la pietra romanica originaria e preziosi brandelli di affreschi tra il Duecento e il Quattrocento.
La riscoperta del chiostro medievale
Subito dietro l'abside si nasconde un chiostro medievale arcaico, noto come Chiostro longobardo. Contraddistinto da colonne altomedievali, questo cortile rettangolare venne lentamente inglobato dalle abitazioni nel corso dei secoli e dell'espansione urbana, finendo cancellato dalla memoria comune. È rimasto nell'oblio fino al 1954, quando è stato riscoperto per puro caso e riportato alla luce dopo decenni di scavi, restituendoci il colonnato perfettamente conservato.
Dettagli esterni e tradizioni corporative
La facciata affacciata su piazza Santa Maria Nuova conserva dettagli decorativi notevoli, tra cui tre strette monofore e un antico busto marmoreo d'epoca romana incastonato sopra il portale. Il cronista rinascimentale Annio da Viterbo sosteneva che quella testa scolpita raffigurasse Giove, alimentando l'ipotesi locale secondo cui la chiesa sarebbe sorta sui resti di un tempio pagano.
Dallo spigolo della facciata sporge un piccolo pulpito esterno in pietra. La voce popolare identifica questa tribuna come il luogo in cui predicò san Tommaso d'Aquino, nel 1266 o 1267, per negoziare la pace tra Viterbo e la vicina Orvieto. All'interno, la chiesa conserva un trittico del XIII secolo dipinto su tavola rivestita di cuoio. Secondo la leggenda, la cassa con l'opera venne dissotterrata nel 1283 dopo che alcuni buoi da aratro si inginocchiarono sul terreno: un segno che convinse l'Arte dei bifolchi a stabilire la propria sede proprio in questa chiesa.
La chiesa oggi e come visitarla
Nel 1567, una bolla emanata da papa Pio V subordinò Santa Maria Nuova alla cattedrale di Viterbo. Oggi il complesso è ancora una parrocchia viva della diocesi di Viterbo, al servizio della comunità parrocchiale unificata di Santa Maria Nuova, San Pellegrino e San Lorenzo. Situata lungo l'itinerario pedonale che unisce piazza del Plebiscito al colle del Duomo, la chiesa accoglie ogni giorno visitatori e pellegrini, con orari dedicati per accedere all'adiacente chiostro.
FAQ
Che ruolo svolgeva Santa Maria Nuova nel governo di Viterbo?
Prima della costruzione di Palazzo dei Priori, la chiesa fungeva da palazzo civico di Viterbo, ospitando consigli generali e assemblee pubbliche. Fino al 1574 ha inoltre custodito l'archivio comunale, gli Statuti cittadini del 1251 e i forzieri del tesoro della città.
Che cos'è il Chiostro longobardo?
Il Chiostro longobardo è un arcaico chiostro medievale situato dietro l'abside della chiesa. È rimasto completamente inglobato e nascosto da edifici residenziali per secoli, fino alla sua riscoperta casuale nel 1954.
San Tommaso d'Aquino ha davvero predicato a Santa Maria Nuova?
Secondo la tradizione locale, san Tommaso d'Aquino predicò dal piccolo pulpito in pietra all'angolo esterno della chiesa nel 1266 o 1267 per fare da paciere tra Viterbo e Orvieto. L'episodio, tuttavia, appartiene più alla memoria popolare che ai documenti civici dell'epoca.




