Via Alberta: la vetrina dell'Art Nouveau di Riga - Riga
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Via Alberta: la vetrina dell'Art Nouveau di Riga

Riga, Latvia

Un corridoio architettonico nel Centro Silenzioso di Riga

Alberta iela (via Alberta) si trova nel quartiere delle ambasciate di Riga, una zona nota a tutti come il Centro Silenzioso (Klusais centrs). Situata a circa un chilometro a nord del Monumento alla Libertà, la via rappresenta il punto focale dello sviluppo urbanistico cittadino d'inizio Novecento. Riga conta circa ottocento edifici Art Nouveau, ossia un terzo del patrimonio edilizio del centro storico, e vanta la più alta concentrazione di architettura Jugendstil d'Europa. Nel 1997 via Alberta ha ottenuto una consacrazione internazionale quando l'area circostante è stata dichiarata patrimonio mondiale UNESCO all'interno del sito «Centro storico di Riga».

Oggi questo splendido corridoio urbano resta al riparo dal traffico pesante. Il passaggio rado dei veicoli lascia risuonare nitidi i passi sui marciapiedi di pietra, in un'atmosfera scenografica scandita da una teoria ininterrotta di palazzi a più piani e da ben otto monumenti architettonici nazionali.

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Via Alberta
Casa delle Teste nere
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Tour a piedi di Riga con audio e quiz: dalla Città Vecchia all'Art Nouveau

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Costruzione record e origini storiche

Via Alberta fu tracciata tra il 1900 e il 1901 e intitolata al vescovo Alberto di Buxthoeven, fondatore di Riga, in occasione del settecentesimo anniversario della città. In quell'epoca Riga viveva un travolgente sviluppo economico e industriale, forte del suo ruolo di principale porto baltico dell'Impero russo. I regolamenti edilizi comunali imponevano condomini in muratura ad alta densità di quattro o cinque piani, trasformando questo nuovo asse viario in un viale di sontuosi palazzi da reddito.

Nel giro di appena sette anni, ciò che era poco più di un terreno incolto si trasformò in un complesso architettonico perfettamente armonico. La maggior parte delle facciate fu innalzata tra il 1901 e il 1908, dando vita a un catalogo a cielo aperto delle tendenze decorative dell'Europa di inizio secolo.

Contrasti stilistici e maestri dell'Art Nouveau

Lungo la via si confrontano due filosofie estetiche ben distinte, affacciate l'una di fronte all'altra. Più di un terzo delle facciate, nello specifico i civici 2, 2a, 4, 6, 8 e 13, porta la firma di Mikhail Eisenstein in un esuberante stile Art Nouveau eclettico. Eisenstein non esercitava come architetto a tempo pieno: era un ingegnere civile a capo dell'ufficio viabilità del governatorato provinciale, oltre a essere il padre del celebre regista Sergej Ėjzenštejn. Le sue facciate dal gusto teatrale sfoggiano mascheroni scolpiti, figure di sfingi, doccioni, balconi in ferro battuto e piastrelle smaltate, incastonate tra intonaco chiaro e pietra rustica.

In netto contrasto con lo Jugendstil ornamentale e di matrice tedesca di Eisenstein, l'edificio al civico 12 di Alberta iela incarna invece il Romanticismo nazionale lettone. Progettato a quattro mani da Konstantīns Pēkšēns e dal suo allievo Eižens Laube, l'immobile rinuncia a ogni teatralità sfacciata per puntare sulla ruvida espressività dei materiali locali, tetti a spiovente e motivi botanici della tradizione regionale. Tra gli altri illustri architetti che hanno plasmato la via durante questo fervore costruttivo spiccano Heinrich Scheel, Hermann Hilbig e Paul Mandelstamm.

Cambi di nome e la sopravvivenza nel Novecento

Mentre i quartieri Art Nouveau di molte città europee subirono pesanti distruzioni durante la Seconda guerra mondiale, via Alberta ha superato il conflitto quasi intatta. La sua toponomastica, tuttavia, è stata riscritta più volte al mutare del vento politico nel corso del Novecento.

Nel 1941 l'amministrazione sovietica ribattezzò la strada Friča Gaiļa iela in memoria dell'attivista comunista Fricis Gailis, secondo la versione ufficiale precipitato da una finestra del quarto piano del civico 13 in un presunto finto suicidio durante il periodo repubblicano tra le due guerre. Sotto l'occupazione nazista, dal 1942 al 1944, l'arteria prese il nome di Hollanderu iela, prima che le autorità sovietiche ripristinassero Friča Gaiļa iela dopo la guerra. Nel 1990, alla vigilia del ripristino dell'indipendenza lettone, il nome originario di Alberta iela è tornato ufficialmente al suo posto.

Istituzioni contemporanee e il Centro Art Nouveau

Oggi via Alberta accoglie una vivace convivenza di sedi diplomatiche, poli universitari e residenze di pregio. Il civico 13 ospita la Riga Graduate School of Law, mentre lungo la via si trovano anche presidi diplomatici, tra cui l'Ambasciata del Belgio, e strutture legate alla Stockholm School of Economics in Riga.

Al civico 12 di Alberta iela, il Centro Art Nouveau di Riga (Rīgas Jūgendstila centrs) apre le porte a un museo d'interni straordinario. Inaugurato nel 2009 nell'appartamento del 1903 restaurato dell'architetto Konstantīns Pēkšēns, il museo svela ambienti domestici originali di inizio secolo, con arredi d'epoca, pitture murali autentiche e una cucina storica. L'edificio è rinomato anche per la sua monumentale scala a chiocciola, avvolta da sinuose ringhiere in ferro battuto e sovrastata da un sontuoso affresco sul soffitto a motivi floreali tipici del territorio.

FAQ

Quando è stata costruita via Alberta?

Via Alberta fu tracciata tra il 1900 e il 1901 e costruita quasi interamente tra il 1901 e il 1908, nel pieno del boom economico di inizio Novecento.

Chi ha progettato le straordinarie facciate di via Alberta?

Mikhail Eisenstein ha progettato i civici 2, 2a, 4, 6, 8 e 13 in stile Art Nouveau eclettico, mentre Konstantīns Pēkšēns ed Eižens Laube hanno firmato il civico 12 in stile romantico nazionale lettone. Hanno contribuito con i loro progetti anche gli architetti Heinrich Scheel, Hermann Hilbig e Paul Mandelstamm.

Cosa si trova al civico 12 di Alberta iela?

Il civico 12 ospita il Centro Art Nouveau di Riga, un museo d'interni inaugurato nel 2009 all'interno dell'appartamento del 1903 restaurato dell'architetto Konstantīns Pēkšēns.

Perché via Alberta è stata ribattezzata durante l'era sovietica?

Nel 1941 le autorità sovietiche ribattezzarono la strada Friča Gaiļa iela in memoria dell'attivista comunista Fricis Gailis, secondo la versione per cui sarebbe morto cadendo da una finestra del quarto piano del civico 13 in un presunto finto suicidio.

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