
Monumento alla libertà di Riga: storia, Milda e le tre stelle
Origini e dedica pubblica
Affacciato su Brīvības bulvāris, accanto al canale cittadino e alla Collina dei Bastioni, il Monumento alla libertà segna lo storico passaggio tra la Vecchia Riga e la cerchia ottocentesca dei boulevard. In passato questo stesso punto era occupato da una statua equestre in bronzo dello zar russo Pietro il Grande, inaugurata nel 1910 e poi rimossa durante la Prima guerra mondiale.
Ideato negli anni Venti, il monumento nacque per rendere omaggio ai caduti della guerra d'indipendenza lettone (1918–1920) e celebrare la riconquistata sovranità del Paese. L'opera fu interamente finanziata dalle donazioni spontanee dei cittadini e svelata al pubblico il 18 novembre 1935, giorno della festa dell'indipendenza. A dargli forma fu la collaborazione tra lo scultore Kārlis Zāle e l'architetto Ernests Štālbergs.




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2 ore9 tappeAudioguidaParti quando vuoi, con i tuoi tempiBiglietto sul telefono · rimborso entro 30 giorniArchitettura e simbolismo
La struttura svetta per 42,7 metri ed è realizzata in granito grigio e rosso, travertino e rame attorno a un'anima in cemento armato. Alla base spicca la dedica solenne della nazione: Tēvzemei un Brīvībai («Per la Patria e la Libertà»). Distribuiti su quattro livelli, 56 gruppi scultorei suddivisi in 13 scene tematiche raccontano le tradizioni culturali lettoni, il lavoro e le battaglie del passato, dando vita a figure leggendarie del folklore come Lāčplēsis e Vaidelotis.
Sopra il basamento si innalza un obelisco di 19 metri coronato da una figura in rame battuto alta 9 metri che incarna la Libertà, ribattezzata con affetto dai lettoni «Milda». Tra le mani tese al cielo regge tre stelle dorate, simbolo delle tre regioni storiche del Paese: Kurzeme, Vidzeme e Latgale.
La sopravvivenza durante l'era sovietica
Con l'occupazione sovietica della Lettonia, le autorità accarezzarono l'idea di demolire il monumento. Il piano venne però accantonato per evitare rivolte popolari. Una tenace tradizione storica attribuisce la sua salvezza anche alla scultrice sovietica Vera Mukhina, originaria proprio di Riga, che ne avrebbe difeso l'integrità appellandosi all'altissimo pregio artistico dell'opera.
Anziché abbatterlo, il regime tentò di piegarlo alla propria ideologia: la donna divenne così «Madre Russia» e le tre stelle presero a indicare le repubbliche baltiche di Lettonia, Lituania ed Estonia. I comizi politici e la deposizione di fiori furono vietati con il pugno di ferro, a costo di interrogatori e arresti immediati.
Eppure, a dispetto di ogni divieto, il monumento rimase il cuore pulsante della resistenza. Il 14 giugno 1987, l'organizzazione per i diritti umani Helsinki-86 radunò circa cinquemila persone per deporre fiori alla base, in memoria delle vittime delle deportazioni sovietiche. Fu la scintilla che consacrò il monumento a epicentro simbolico del Risveglio nazionale lettone.
Tradizioni cerimoniali e ruolo odierno
Oggi il Monumento alla libertà è il luogo di ritrovo civico per eccellenza e la sede delle più importanti cerimonie ufficiali. Il presidente della Lettonia e i capi di Stato in visita vi depongono corone di fiori durante le ricorrenze solenni, tra cui la Giornata di Lāčplēsis l'11 novembre e la Festa della proclamazione dell'indipendenza il 18 novembre.
Durante il giorno, il picchetto d'onore delle Forze armate lettoni veglia costantemente sul monumento. Chi si trova sulla piazza può assistere al suggestivo cambio della guardia, scandito a ogni ora dal passo cadenzato e sincronizzato degli stivali che risuonano sulla pietra.
FAQ
Cosa rappresentano le tre stelle sul Monumento alla libertà?
Le tre stelle dorate rette dalla figura in rame simboleggiano le regioni storiche e culturali della Lettonia: Kurzeme, Vidzeme e Latgale.
Chi ha progettato il Monumento alla libertà di Riga?
Il monumento è stato progettato dallo scultore Kārlis Zāle e dall'architetto Ernests Štālbergs, finanziato interamente dalle donazioni spontanee dei cittadini.
Perché la statua in cima al monumento viene chiamata Milda?
«Milda» è l'affettuoso soprannome popolare dato dai lettoni alla figura in rame della Libertà, alta ben nove metri, che svetta in cima alla colonna.
Cosa sorgeva in questo punto prima della costruzione del Monumento alla libertà?
Il sito era occupato in precedenza da una statua equestre in bronzo dello zar Pietro il Grande, inaugurata nel 1910 e poi rimossa durante la Prima guerra mondiale.

