Concatedral de Santa María: simbolo gotico di Cáceres - Caceres
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Concatedral de Santa María: simbolo gotico di Cáceres

Caceres, Spain

Il cuore gotico di Cáceres

La Concatedral de Santa María (concattedrale di Santa Maria) è il principale monumento religioso all'interno della città vecchia murata di Cáceres. Affacciata sulla monumentale Plaza de Santa María, questa struttura in conci di granito è circondata da sontuose dimore storiche, tra cui il Palazzo Vescovile, il Palacio de Mayoralgo e il Palacio de Hernando de Ovando. Dichiarata Monumento Nazionale nel 1931 e inserita nel patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme a tutta Cáceres nel 1986, la chiesa condivide il titolo di cattedrale con quella di Coria all'interno della diocesi di Coria-Cáceres.

Fondata nel XIII secolo dopo la conquista di Cáceres da parte di re Alfonso IX di León nel 1229, la chiesa originaria combinava elementi romanici e mudéjar. Tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento, la parrocchia di Santa María la Mayor fu demolita e interamente ricostruita in stile tardo gotico, a testimonianza del crescente prestigio dell'aristocrazia locale. Mantenne lo status di semplice parrocchia fino al 1957, quando il vescovo Manuel Llopis Ivorra ne guidò la solenne elevazione a concattedrale.

Un crocevia di potere civico e religioso

Molto prima che a Cáceres esistesse un vero e proprio municipio, era la chiesa a fare da perno alla vita amministrativa cittadina. La panca di pietra scolpita, integrata direttamente nel portale esterno, fungeva da punto di ritrovo all'aperto per il consiglio municipale (Concejo Municipal). I maggiorenti della città si accomodavano su questo sedile di pietra per sbrigare gli affari pubblici all'ombra del tempio, rendendo l'edificio il vero cuore operativo della Cáceres medievale.

Ancora oggi il tempio è una chiesa cattolica attiva e vitale. Oltre alle messe quotidiane, alle liturgie domenicali e ai riti del capitolo cattedrale, fa da cornice alle più sentite processioni della Settimana Santa. La più celebre è la partenza a mezzanotte dell'Hermandad del Cristo Negro il Mercoledì Santo, un rito austero che si snoda nel silenzio dei vicoli bui e lastricati del centro storico.

Architettura singolare e la pala d'altare al naturale

L'interno della concattedrale si sviluppa su tre navate rettangolari di pari altezza, coperte da una fitta rete di volte a crociera costolonate distribuite su cinque campate, affiancate dalla tribuna sopraelevata del coro rinascimentale progettata da Pedro de Marquina. Il pavimento in pietra è una distesa di lapidi tombali, ciascuna incisa con gli stemmi araldici delle grandi dinastie locali, come i Carvajal, i Mayoralgo e gli Ovando.

Il capolavoro assoluto custodito all'interno è l'altare maggiore (retablo mayor), scolpito tra il 1547 e il 1551 da Roque Balduque e Guillén Ferrant. Se la stragrande maggioranza delle pale d'altare rinascimentali e plateresche spagnole sfoggiava colori accesi e abbondanza di foglia d'oro, quest'opera fu lasciata deliberatamente al naturale, in legno grezzo. Sfruttando il cedro per le figure e il pino unito al rovere fiammingo per la cornice architettonica, la composizione si affida solo a luci, ombre, rilievi marcati e venature naturali per dare vita alle scene bibliche.

Il campanile, San Pedro e il Cristo Negro

All'esterno, la presenza scenica della concattedrale è retta da una torre campanaria rinascimentale a tre ordini, disegnata da Pedro de Ybarra e costruita tra il 1554 e il 1556. Decorata al centro da un medaglione scolpito con un vaso di gigli, simbolo tradizionale della Vergine Maria, la balaustra superiore è uno dei luoghi preferiti dalle cicogne bianche per nidificare. All'interno, una scala a chiocciola in pietra consente di salire sulla terrazza più alta, regalando una vista a perdita d'occhio sui tetti in cotto di Cáceres.

Ai piedi della torre veglia la statua in bronzo di san Pietro d'Alcántara, patrono dell'Estremadura, realizzata nel 1954 dallo scultore Enrique Pérez Comendador. I passanti sono soliti toccare o baciare le dita dei piedi del santo come rito scaramantico, facendo brillare il bronzo di un riflesso dorato e lucidissimo che stacca sul metallo ossidato e sui ruvidi muri di granito circostanti.

Entrando nella Capilla de los Blázquez si incontra il trecentesco Cristo Negro, un crocifisso intagliato in un legno scuro comunemente identificato come iroko africano. Per generazioni, la credenza popolare ha ammonito che chiunque avesse guardato o toccato la figura senza una devozione assoluta e le dovute preghiere rituali sarebbe andato incontro a sventure, cecità o morte improvvisa. L'adiacente sagrestia accoglie infine un museo di arte sacra che espone sepolcri storici, reliquie e preziosi argenti liturgici.

FAQ

Perché la pala dell'altare maggiore della concattedrale non è dipinta?

A differenza della maggior parte delle pale d'altare rinascimentali spagnole, ricche di colori e dorature, gli scultori Roque Balduque e Guillén Ferrant scelsero deliberatamente di lasciare nudo il legno di cedro, pino e rovere fiammingo, affidandosi alle venature naturali, alla profondità dell'intaglio e ai giochi di luce.

Quale funzione pubblica svolgeva in passato il portale della chiesa?

Prima della costruzione di un vero palazzo civico, la panca in pietra scolpita ricavata nel portale esterno della chiesa fungeva da sede ufficiale all'aperto per le adunanze del consiglio municipale (Concejo Municipal).

Quale leggenda circonda il Cristo Negro?

Custodito nella Capilla de los Blázquez, secondo la tradizione questo crocifisso ligneo del Trecento portava sventura, cecità o morte improvvisa a chiunque lo toccasse o lo fissasse senza una fede sincera e le dovute preghiere.

Perché le dita dei piedi della statua di san Pietro d'Alcántara sono lucide?

La statua in bronzo realizzata nel 1954 da Enrique Pérez Comendador è al centro di una consuetudine locale: toccarne o baciarne le dita dei piedi in segno di buon auspicio lucida continuamente il metallo, facendolo risplendere come oro.

More places in Caceres