
Cattedrale di Malaga: storia della Manquita
Profilo architettonico e la torre incompiuta
La Cattedrale dell'Incarnazione è il cuore pulsante del centro storico di Malaga, piantata con fierezza proprio di fronte al settecentesco Palazzo Vescovile, dall'altra parte della soleggiata Plaza del Obispo. Per tutti, però, è semplicemente La Manquita, la "moncherina". Basta alzare gli occhi per capire il perché: a svettare verso il cielo c'è solo la torre nord, l'unica che siano mai riusciti a portare a termine. Con i suoi 84 metri è la seconda torre campanaria più alta di tutta l'Andalusia, superata soltanto dalla Giralda di Siviglia. La torre sud, al contrario, si tronca di netto all'altezza del tetto, regalando alla cattedrale quella sagoma asimmetrica e bizzarra diventata il simbolo più amato della città.
Dal punto di vista architettonico, la cattedrale è un affascinante puzzle stilistico: pianta gotica, ossatura tardo-rinascimentale e un'esuberante facciata barocca del Settecento. Se osservi la pietra all'esterno, noterai subito i segni di una frenata improvvisa: mensole grezze rimaste a metà, nicchie desolatamente vuote e balaustre mai nate. Eppure, a questo guscio incompiuto fa da contrasto un interno monumentale, con volte vertiginose che si librano a oltre 40 metri d'altezza sulla navata centrale, sorrette da possenti pilastri scanalati e doppie trabeazioni.
Secoli di cantieri e progetti
Le origini dell'edificio risalgono alla conquista cristiana della Malaga musulmana, nell'agosto del 1487. Appena preso il controllo della città, i Re Cattolici non persero tempo e consacrarono la Grande Moschea (Aljama) come chiesa dedicata a Santa María de la Encarnación. Bisognerà però attendere il 1528 perché il cantiere parta sul serio, con l'ambizioso progetto di una grandiosa cattedrale rinascimentale legata al genio dell'architetto Diego de Siloé.
I lavori si trascinarono a singhiozzo per circa due secoli e mezzo, passando di architetto in architetto, tra cui figure chiave come Diego de Vergara e Antonio Ramos. Per pagare una fabbrica così titanica, nel Settecento le autorità pensarono bene di tassare le merci in uscita dal porto di Malaga: ogni barile di vino, cassa di uva passa o giara d'olio d'oliva destinata all'export finanziava una pietra della chiesa. Poi, il 5 luglio 1782, arrivò lo stop ufficiale e definitivo: le statue decorative sul frontone rimasero incompiute e la seconda torre non fu mai completata.
Capolavori e arredi interni
Una volta all'interno, la navata custodisce capolavori assoluti dell'artigianato barocco spagnolo. Il vero gioiello è il coro ligneo di metà Seicento (sillería del coro), scolpito nel cedro e nel mogano. Fu lo scultore Pedro de Mena a realizzare questi stalli, cesellando oltre quaranta rilievi di santi con panneggi così fluidi ed espressioni così cariche di sfumature da sembrare vivi.
Proprio sopra il coro, non puoi non notare gli imponenti organi a canne barocchi gemelli. Costruiti tra il 1773 e il 1781 dall'organaro Julián de la Orden, vantano più di quattromila canne racchiuse nelle spettacolari casse scenografiche progettate da José Martín de Aldehuela.
Miti storici e la deviazione di San Telmo
Una tenace leggenda locale, celebrata persino da una targa ai piedi della torre, racconta una versione molto romantica: i lavori si sarebbero fermati perché il denaro della cattedrale fu donato alle tredici colonie per sostenere la guerra d'indipendenza americana.
I documenti d'archivio e i registri contabili, però, rovinano la poesia. Altro che rivoluzione americana: l'amministrazione di re Carlo III decise molto più prosaicamente di dirottare le tasse portuali su opere pubbliche regionali. Quei soldi servirono a finanziare l'acquedotto di San Telmo e a lastricare le strade commerciali che collegavano Malaga con le città dell'entroterra, Antequera e Vélez-Málaga.
Stato attuale e restauri
Oggi la cattedrale resta a pieno titolo la chiesa madre e la sede vescovile della diocesi di Malaga, tra messe quotidiane e vita liturgica. Ma è anche una tappa irrinunciabile per i viaggiatori: con il biglietto puoi esplorare la navata, le cappelle laterali, il coro, il museo della cattedrale e persino salire sui tetti (Las Cubiertas) per una visita guidata con vista spettacolare.
Tra il 2023 e la fine del 2027, il monumento è protagonista di un imponente restauro strutturale. L'obiettivo? Installare un tetto a falde sopra le volte per dire addio alle storiche infiltrazioni d'acqua e completare finalmente il frontone della facciata. Nessun timore, però: la torre sud rimarrà deliberatamente incompiuta, preservando per sempre il fascino imperfetto della nostra amata Manquita.
FAQ
Perché la Cattedrale di Malaga è soprannominata La Manquita?
La cattedrale si è guadagnata il soprannome di La Manquita (la "moncherina") perché i lavori si interruppero nel 1782 prima di poter costruire la torre campanaria sud, lasciando completata solo quella nord da 84 metri.
I fondi della cattedrale furono davvero dirottati per la guerra d'indipendenza americana?
Anche se una leggenda popolare e una targa sostengono che i fondi furono inviati per sostenere le colonie americane, i documenti amministrativi reali dimostrano che il denaro fu dirottato su infrastrutture locali, tra cui l'acquedotto di San Telmo e le strade tra Malaga, Antequera e Vélez-Málaga.
Quali sono le opere più importanti all'interno della Cattedrale di Malaga?
L'interno è celebre per i soffitti a volta alti oltre 40 metri, gli stalli del coro di metà Seicento intagliati in mogano e cedro da Pedro de Mena e i due organi barocchi gemelli del Settecento con oltre 4.000 canne.
Scopri Malaga come mai prima d'ora
Immergiti nelle storie nascoste e nei luoghi segreti di Malaga con i tour interattivi di Ciceru.
Esplora il tour
Audioguida
Quiz
Mappe
Solo
Coppie
Gruppi e famiglie

© Photo by Paula Perez via Google Maps · Google Places



