Alameda del Tajo: la passeggiata a strapiombo di Ronda - Ronda
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Destinazione

Alameda del Tajo: la passeggiata a strapiombo di Ronda

Ronda, Spain

Origini e disegno illuminista

L'Alameda del Tajo nasce alla fine del Settecento, figlia di un programma di rinnovamento urbano di stampo illuminista a Ronda. Il progetto prese il via intorno al 1787 sotto la guida del corregidor Joaquín Valcárcel y Rico, marchese di Pejas: l'idea era quella di recuperare il terreno incolto di fronte al Convento de la Merced per regalare uno spazio verde ben strutturato al quartiere del Mercadillo, allora in piena espansione. I lavori si conclusero nel 1806 con il corregidor Vicente Cano, quando il parco venne inaugurato con il suo nome originale, Alameda de San Carlos.

Tra i primi ornamenti spiccavano dei busti in pasta di terracotta dedicati alla famiglia reale spagnola. Un materiale troppo fragile, però, per resistere al clima rigido della montagna di Ronda: delle sculture originali non è rimasta alcuna traccia. Una tenace leggenda locale racconta che il corregidor Cano riuscì a completare i lavori senza attingere ai fondi pubblici comunali, finanziando il parco a suon di multe salatissime inflitte ai cittadini sorpresi a bestemmiare, usare un linguaggio volgare o tenere comportamenti osceni per strada.

Patrimonio botanico e struttura

Con una superficie di circa 18.000 metri quadrati a ridosso della Plaza de Toros, il parco segue una rigorosa geometria: cinque viali alberati paralleli, separati da aiuole e giardini formali. Questa fitta volta verde crea un'oasi riparata che attutisce i rumori della città e regala un piacevole rifugio dalla calura estiva.

Lungo i viali incontrerai diversi alberi bicentenari inseriti nel registro provinciale degli esemplari monumentali di Malaga. Tra questi spiccano un imponente cedro dell'Himalaya, un maestoso pino domestico (Pinus pinea) e una spina di Giuda vicino al laghetto delle anatre. Nei pressi dell'ingresso, un monumento rende omaggio al matador di Ronda Pedro Romero, figura leggendaria considerata il padre della corrida moderna a piedi.

I balconi a strapiombo

Il vero colpo d'occhio dell'Alameda del Tajo ti aspetta lungo i suoi margini meridionale e occidentale, dove la quiete dei sentieri si interrompe all'improvviso davanti alle ringhiere in ferro battuto affacciate a picco sul vuoto della gola del Tajo.

Il belvedere più celebre è il Mirador de la Peña de Berlanga, noto nella cultura popolare come Balcón del Coño. Il motivo del soprannome? È l'esclamazione spontanea in spagnolo che sfugge a quasi tutti i visitatori quando si affacciano e si ritrovano davanti al vertiginoso salto nel vuoto sotto la ringhiera.

Vita culturale e percorsi moderni

Dopo una serie di interventi su panchine e percorsi a metà Ottocento, il parco è stato ulteriormente rinnovato verso la fine del Novecento. Una parte dell'area è stata riorganizzata per accogliere spazi comunali, tra cui la Casa de la Cultura e il Teatro Vicente Espinel, inaugurato nel 1994. Il teatro resta ancora oggi il palcoscenico principale per concerti cittadini, spettacoli teatrali e le tradizionali feste di carnevale.

Oggi l'Alameda del Tajo è il principale parco pubblico e il vero "polmone verde" della Ronda moderna. Da qui parte l'itinerario a picco sulla scogliera, che si collega al Paseo de Blas Infante, al Paseo Hemingway e al Paseo de los Ingleses, offrendo un passaggio diretto verso il Puente Nuevo per il classico paseo serale.

FAQ

Perché il Mirador de la Peña de Berlanga viene chiamato popolarmente Balcón del Coño?

Il belvedere si è guadagnato questo soprannome perché il vertiginoso salto nel vuoto strappa quasi sempre ai visitatori la tipica esclamazione spagnola di puro sconcerto: «¡Coño!».

Secondo la tradizione locale, come fu finanziato il parco?

La tradizione locale vuole che il corregidor Vicente Cano abbia finanziato il completamento dei giardini nel 1806 multando i cittadini sorpresi a imprecare, bestemmiare o tenere comportamenti osceni per strada.

Quali alberi monumentali si possono ammirare nell'Alameda del Tajo?

Il parco ospita diversi esemplari bicentenari iscritti al registro provinciale degli alberi monumentali di Malaga, tra cui un cedro dell'Himalaya, un gigantesco pino domestico (Pinus pinea) e una spina di Giuda accanto al laghetto delle anatre.

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