Anfiteatro romano di Tarragona: storia e guida - Tarragona
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Anfiteatro romano di Tarragona: storia e guida

Tarragona, Spain

Arroccato su un ripido pendio direttamente affacciato sul Mar Mediterraneo, l'anfiteatro romano di Tarragona (Amfiteatre de Tarraco) è uno degli edifici per spettacoli più straordinari giunti fino a noi dall'Hispania romana. Costruito all'inizio del II secolo d.C., sotto i regni degli imperatori Traiano o Adriano, questo monumento ellittico poteva accogliere tra i 14.000 e i 15.000 spettatori. Oggi è parte integrante del complesso archeologico di Tarraco, dichiarato Patrimonio mondiale dall'UNESCO.

Ingegneria e architettura a picco sul mare

L'anfiteatro fu eretto sul pendio della collina, fuori dalle mura storiche della città, al posto di una necropoli di epoca augustea che sorgeva lungo la Via Augusta. Con una pianta di circa 109,5 per 86,5 metri, la struttura richiese una soluzione architettonica innovativa per gestire il ripido dislivello che scende verso la spiaggia del Miracle. Gli ingegneri romani scavarono le gradinate settentrionali (cavea) direttamente nella roccia viva della collina, innalzando invece le gradinate meridionali rivolte al mare su arcate a volta in calcestruzzo romano (opus caementicium).

La posizione sul mare offriva vantaggi logistici strategici. Le belve esotiche trasportate attraverso il Mediterraneo per le battute di caccia pubblica (venationes) potevano essere sbarcate dalle navi direttamente nei sotterranei dell'arena, senza alcun bisogno di far sfilare pericolosi predatori per le vie della città.

Spettacoli imperiali e la più lunga iscrizione latina

L'arena era progettata per accogliere combattimenti tra gladiatori (munera), cacce e pubbliche esecuzioni. Tarraco fu una delle rare capitali provinciali dell'Hispania romana a poter vantare tutti e tre i principali edifici da spettacolo romani: un teatro, un circo per le corse dei carri e un anfiteatro.

Nel 221 d.C., durante il regno dell'imperatore Eliogabalo, l'anfiteatro fu sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione. L'intervento fu immortalato da una monumentale iscrizione latina scolpita su 52 blocchi di pietra lungo i 140 metri del bordo del podio che cinge l'arena. Questo testo è riconosciuto come la più lunga iscrizione romana in latino sopravvissuta nella penisola iberica.

Martirio cristiano e stratificazioni medievali

Durante le persecuzioni anticristiane ordinate dall'imperatore Valeriano, l'arena di Tarraco divenne teatro del martirio dei primi cristiani. Il 21 gennaio del 259 d.C., il vescovo Fruttuoso e i suoi diaconi Augurio ed Eulogio furono arsi vivi al centro dell'arena.

Dopo la fine dei giochi gladiatori nel V secolo, il sito venne riconvertito per commemorare quell'eccidio. Nel VI secolo, all'interno dell'arena sorsero una basilica visigota a tre navate e un cimitero. Nel XII secolo, proprio sulle fondamenta visigote, fu costruita la chiesa romanica di Santa Maria del Miracle, riutilizzando i blocchi di pietra recuperati dall'anfiteatro romano. La pianta a croce di questa chiesa medievale domina ancora oggi il centro dell'arena.

Penitenziario e riscoperta moderna

Nel 1576 il complesso fu trasformato in un convento trinitario, mentre nel 1780 lo Stato spagnolo lo adibì a carcere. I detenuti rinchiusi nella struttura venivano impiegati per estrarre pietre dalle rovine circostanti per costruire il porto di Tarragona. Il penitenziario rimase attivo fino al 1908, lasciando l'antico monumento ampiamente nascosto sotto le costruzioni successive.

Nel 1948, il sostegno economico del filantropo americano William J. Bryant permise di finanziare importanti scavi archeologici. Le indagini fermarono la speculazione edilizia, portarono alla luce la basilica visigota sottostante e svelarono l'intera pianta dell'arena romana.

Il sito archeologico oggi

Gestito dal Museu d’Història de Tarragona, l'anfiteatro è oggi un monumento archeologico a cielo aperto situato appena sotto il Balcó del Mediterrani, accanto al circo romano. Le passerelle sopraelevate lungo il perimetro ti permettono di ammirare l'arena in pietra dall'alto, osservare i caratteristici resti a croce di Santa Maria del Miracle e goderti la vista panoramica sulla costa mediterranea. Il sito fa anche da palcoscenico principale per le rievocazioni storiche di Tarraco Viva, il festival culturale romano che anima Tarragona ogni anno.

FAQ

Perché ci sono i resti di una chiesa dentro l'anfiteatro romano?

La chiesa romanica di Santa Maria del Miracle, risalente al XII secolo, fu costruita all'interno dell'arena sopra le fondamenta di una basilica visigota del VI secolo. Entrambi gli edifici cristiani sorsero in quel punto per commemorare il vescovo Fruttuoso e i suoi diaconi, arsi vivi proprio lì nel 259 d.C.

A cosa serviva, a livello pratico, la posizione costiera dell'anfiteatro?

Posizionare l'arena sulla costa, fuori dalle mura cittadine, permetteva alle navi cariche di animali esotici di sbarcarli direttamente nelle fosse dell'anfiteatro, senza doverli condurre attraverso le strade di Tarraco.

Quale importante iscrizione si conserva nel sito?

Un'iscrizione latina lunga 140 metri, incisa su 52 blocchi di pietra, corre lungo il bordo del podio dell'arena. Realizzata per celebrare i restauri voluti dall'imperatore Eliogabalo nel 221 d.C., è la più lunga iscrizione romana in latino sopravvissuta nella penisola iberica.

More places in Tarragona