
Martyrs' Memorial di Oxford: storia vittoriana e guida
Il Martyrs' Memorial è un monumento neogotico di epoca vittoriana, classificato come edificio di Grado II*, situato su un'isola pedonale all'incrocio tra St Giles', Magdalen Street e Beaumont Street a Oxford. Accanto alla chiesa di St Mary Magdalen, segna la soglia settentrionale del centro storico della città, aprendo la via verso Broad Street e affacciandosi sia sull'Ashmolean Museum sia sulla Taylor Institution.
Progettato dall'architetto Sir George Gilbert Scott e costruito tra il 1841 e il 1843, il monumento commemora tre vescovi protestanti del XVI secolo noti come i martiri di Oxford. Con la sua silhouette a guglia, unisce idealmente le istituzioni accademiche della città al suo distretto commerciale, restando ancora oggi uno dei suoi punti di riferimento più iconici.
I martiri di Oxford e la Riforma
Il memoriale rende omaggio all'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer, al vescovo di Worcester Hugh Latimer e al vescovo di Londra Nicholas Ridley. Durante il regno di Maria I e il suo tentativo di cancellare la Riforma anglicana, tutti e tre i prelati furono processati per eresia nella chiesa universitaria di St Mary the Virgin.
Latimer e Ridley furono arsi vivi sul rogo il 16 ottobre 1555 nel fossato appena fuori dalle mura difensive settentrionali della città. Cranmer rimase prigioniero più a lungo: abiurò la fede protestante sotto costrizione, per poi ritrattare pubblicamente ogni singola sottomissione. Fu giustiziato nello stesso punto il 21 marzo 1556.




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2 ore10 tappeAudioguidaParti quando vuoi, con i tuoi tempiBiglietto sul telefono · rimborso entro 30 giorniLo scontro teologico dell'Ottocento
Tra quelle esecuzioni e la commissione del monumento trascorsero quasi tre secoli. Nel 1840, un gruppo di ecclesiastici anglicani guidati dal reverendo Charles Pourtales Golightly promosse la costruzione dell'opera. L'iniziativa nacque come una sfida diretta e pubblica al Movimento di Oxford, i cui leader "trattariani", tra cui John Henry Newman e John Keble, sostenevano una rinascita teologica e liturgica di stampo anglo-cattolico all'interno della Chiesa d'Inghilterra.
Il memoriale serviva a ribadire nella pietra l'identità protestante di Oxford. L'operazione portava con sé una sottile ironia architettonica: Scott lo progettò in perfetto stile neogotico, proprio il linguaggio estetico promosso con più fervore da quegli anglo-cattolici della High Church a cui il monumento intendeva opporsi.
Architettura e sculture
Scott modellò la struttura a più livelli sulle Eleanor Cross del XIII secolo, erette da re Edoardo I, ispirandosi in particolare a quella di Waltham Cross, nell'Hertfordshire. Il monumento ricorda una guglia isolata, staccata dalla sua chiesa, scandita da timpani, scudi araldici, pinnacoli e fioroni che si assottigliano salendo verso il cielo.
La struttura portante fu realizzata in pietra calcarea magnesiaca, mentre le tre statue vennero scolpite nella più morbida pietra di Caen dallo scultore Henry Weekes. Ciascuna figura occupa una nicchia rivolta verso un punto cardinale:
- Thomas Cranmer guarda a nord, stringendo una Bibbia.
- Nicholas Ridley è rivolto a est.
- Hugh Latimer guarda a ovest, con le braccia conserte sul petto.
Lontano dal luogo dell'esecuzione
Anche se molti lo scambiano per il sito esatto del martirio, il monumento non sorge dove avvennero le esecuzioni. Negli anni Quaranta dell'Ottocento, erigere un'opera di queste dimensioni lungo Broad Street fu ritenuto impraticabile. Il punto esatto del rogo, nell'antico fossato cittadino, è segnalato a parte: una croce di ferro e ciottoli incastonata direttamente nel selciato stradale di Broad Street, davanti al Balliol College.
Uso contemporaneo e conservazione
Una gradinata in pietra circonda la base ottagonale del monumento, sollevandolo dal livello del marciapiede. Oggi è un punto d'incontro e di sosta amatissimo da studenti, residenti e viaggiatori. Un tempo, gli universitari di Oxford ne fecero il fulcro di una celebre beffa: raccontavano ai visitatori più ingenui che quella guglia apparteneva a una cattedrale sotterranea, arrivando a farsi pagare un biglietto d'ingresso per immaginarie visite guidate nel sottosuolo.
Dopo secoli di intemperie e il progressivo deterioramento della pietra, il monumento era stato inserito nel registro degli edifici a rischio. Un imponente intervento di restauro e consolidamento, condotto insieme dall'Oxford Preservation Trust e dal consiglio comunale della città, si è concluso nel gennaio del 2003, mettendo al sicuro questo pezzo di storia per le generazioni future.
FAQ
Dove avvenne davvero l'esecuzione dei martiri di Oxford?
Le esecuzioni ebbero luogo nel fossato appena fuori dalle mura difensive settentrionali. Il punto esatto non coincide con il Martyrs' Memorial, ma è contrassegnato da una croce in pietra e ferro incastonata nel selciato di Broad Street, di fronte al Balliol College.
Chi ha progettato il Martyrs' Memorial?
Il monumento fu progettato dall'architetto Sir George Gilbert Scott tra il 1841 e il 1843, mentre le tre statue furono scolpite da Henry Weekes.
Quali figure sono raffigurate sul monumento?
Il memoriale raffigura Thomas Cranmer (arcivescovo di Canterbury), Hugh Latimer (vescovo di Worcester) e Nicholas Ridley (vescovo di Londra).
Perché il memoriale fu eretto nell'Ottocento, secoli dopo la Riforma?
Un gruppo di ecclesiastici anglicani guidato dal reverendo Charles Pourtales Golightly commissionò il monumento nel 1840 come protesta contro il Movimento di Oxford, con l'obiettivo di riaffermare l'identità protestante della città contro la teologia anglo-cattolica.


