
Mémorial de l'abolition de l'esclavage a Nantes
Sotto quella stessa banchina dove un tempo centinaia di navi negriere venivano equipaggiate per salpare, Nantes ha ricavato uno spazio sotterraneo per guardare in faccia la scomoda verità alla base della sua ricchezza settecentesca. Il Mémorial de l'abolition de l'esclavage si riappropria di un luogo segnato dal trauma storico, trasformando un vecchio parcheggio sulla banchina in uno spazio pubblico dedicato ai diritti umani.
Nantes e la tratta transatlantica degli schiavi
Tra la metà del XVII e la metà del XIX secolo, Nantes è stata il principale porto della tratta in Francia. La città organizzò oltre 1.800 spedizioni transatlantiche, pari a circa il 43% di tutti i viaggi negrieri francesi, deportando più di 550.000 africani resi in schiavitù. Il Quai de la Fosse era proprio la banchina storica dove queste navi mercantili attraccavano, venivano allestite e prendevano il largo.
Nantes trasse enormi profitti dalla tratta e dalle industrie collegate. La città si oppose con forza alla prima abolizione della schiavitù decretata dalla Rivoluzione francese nel 1794, festeggiò il suo ripristino nel 1802 e continuò il traffico illegale fino al 1831. Dopo decenni di silenzio pubblico, l'atto vandalico ai danni di un monumento studentesco nel 1998 ha spinto l'amministrazione cittadina ad affrontare finalmente questa pagina della sua storia. Oggi, il memoriale fa da sobrio e severo contrappeso ai sontuosi palazzi settecenteschi dell'Île Feydeau, edificati dai ricchi mercanti di schiavi.
Progetto e architettura
Progettato da Krzysztof Wodiczko e Julian Bonder, il memoriale è stato inaugurato il 25 marzo 2012. In superficie, un percorso pedonale ospita 2.000 targhe in vetro incastonate a terra. Di queste, 1.710 riportano i nomi e le date di partenza delle navi negriere salpate da Nantes. Alcune rivelano un paradosso storico stridente, mostrando nomi repubblicani francesi come La Liberté e L'Égalité attribuiti a imbarcazioni destinate alla tratta di esseri umani. Le restanti 290 targhe ricordano i porti africani, i centri d'affari e i luoghi d'approdo nelle Americhe.
Sotto la superficie si sviluppa una galleria sotterranea in cemento grezzo lunga 90 metri. Lo stretto corridoio evoca la claustrofobica reclusione della stiva di una nave. Gli spazi aperti tra i pilastri di sostegno lasciano intravedere lo scorrere della Loira, facendo risuonare lo sciabordio dell'acqua all'interno, mentre la luce si riflette dal fiume sulle pareti oblique in vetro satinato.
Voci di libertà e abolizione
All'ingresso del passaggio sotterraneo, la parola «Libertà» è incisa sul vetro in 47 lingue diverse, quelle dei territori colpiti dalla tratta. La galleria ipogea ospita una parete in vetro lunga 90 metri su cui sono incisi l'Articolo 4 della Dichiarazione universale dei diritti umani e diverse cronologie storiche.
Sulla parete compaiono anche citazioni che abbracciano cinque secoli, firmate da figure chiave dei diritti umani e della resistenza, tra cui Toussaint Louverture, Olaudah Equiano, Nelson Mandela e Martin Luther King Jr. Inoltre, il memoriale si collega anche fisicamente a questa memoria confinando con la Passerelle Victor-Schoelcher, il ponte pedonale intitolato al politico che redasse il decreto del 1848 per l'abolizione della schiavitù nei territori francesi.
Come visitare il memoriale
Il memoriale è uno spazio pubblico ad accesso libero, aperto tutti i giorni, senza bisogno di prenotazione. Fa parte di un percorso pedonale cittadino ed è collegato, tramite pannelli didattici, al Museo di storia di Nantes presso il Château des ducs de Bretagne.
Il passaggio sotterraneo resta chiuso in alcune festività (1° gennaio, 1° maggio, 1° novembre e 25 dicembre) e durante i periodi di piena della Loira. La chiusura annuale per manutenzione è prevista dal 18 al 30 gennaio 2027.
FAQ
Quanto costa visitare il Mémorial de l'abolition de l'esclavage?
Il memoriale è uno spazio pubblico di riflessione a ingresso gratuito e non richiede biglietto né prenotazione.
Chi ha progettato il memoriale?
Il memoriale nasce dalla collaborazione tra l'artista visivo polacco Krzysztof Wodiczko e l'architetto argentino-statunitense Julian Bonder.
Perché il memoriale si trova sul Quai de la Fosse?
Il Quai de la Fosse era proprio il luogo storico in cui le navi mercantili attraccavano, venivano equipaggiate e salpavano per le spedizioni della tratta transatlantica da Nantes.




