
Fortezza Vecchia di Corfù: la storica cittadella veneziana
A fare da sentinella alle antiche fortificazioni marine, lo storico faro della Fortezza Vecchia corona un'imponente cittadella affacciata sulle onde. La Fortezza Vecchia, o Palaio Frourio, cinge l'estremità orientale della città di Corfù, proprio di fronte a piazza Spianada. Eretta su un promontorio roccioso a doppia cima, ha regalato all'isola il suo nome moderno: "Corfù" deriva infatti dal termine bizantino Koryfo, ovvero vette o creste. Insieme alla Fortezza Nuova, situata all'estremo occidentale, questa cittadella traccia il perimetro protetto del sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Una storia di difesa
La vocazione difensiva del sito inizia nel VI secolo d.C. Dopo la devastazione dell'antica Paleopoli a opera dei Visigoti, la popolazione si rifugiò su questo promontorio naturalmente fortificato. Durante il dominio veneziano, dal 1386 al 1797, gli ingegneri militari Michele e Gian Gerolamo Sanmicheli trasformarono l'insediamento in un'inespugnabile cittadella marina. Il loro progetto introdusse possenti bastioni cinquecenteschi e un canale artificiale di acqua marina, la Contrafossa, che ancora oggi separa la fortezza dalla città.
La fortezza protesse con successo le rotte commerciali marittime e respinse ripetuti assedi ottomani nel 1537, nel 1571 e nel 1716. Una statua in marmo all'ingresso di Spianada rende omaggio al feldmaresciallo sassone Johann Matthias von der Schulenburg, celebre per aver guidato la vittoriosa difesa durante l'assedio del 1716.
L'impronta britannica e la storia recente
Durante il protettorato britannico, tra il 1814 e il 1864, la Fortezza Vecchia fu dotata di importanti infrastrutture. L'esercito britannico costruì grandi caserme, un ospedale e, nel 1819, un ponte d'accesso permanente lungo 60 metri che sostituì il precedente ponte levatoio in legno veneziano.
Uno degli interventi britannici più singolari è la chiesa di San Giorgio. A prima vista sembra un antico tempio dorico periptero greco, ma fu in realtà costruita nel 1840 come cappella militare anglicana. Con la partenza dei britannici e la cessione dell'isola alla Grecia nel 1864, l'edificio venne convertito in chiesa ortodossa. Nel corso del Novecento, la fortezza fu teatro di una pagina buia: durante la seconda guerra mondiale, le forze d'occupazione dell'Asse usarono la struttura per radunare e imprigionare la comunità ebraica di Corfù prima della deportazione avvenuta nel 1944.
La cittadella oggi
Oggi la Fortezza Vecchia è un'area archeologica visitabile con biglietto, gestita dal Ministero della Cultura ellenico. Al suo interno accoglie un museo di icone e sculture bizantine, mentre l'ex ospedale britannico ospita il Dipartimento di Studi Musicali dell'Università dello Ionio e l'Archivio Storico di Corfù.
Per accedere al sito si attraversa il ponte rialzato in pietra sulla Contrafossa, dove le barche ormeggiano nelle acque sfumate di verde e blu, e si varca un portale in pietra ad arco sormontato dal fiero Leone di San Marco scolpito nel marmo. All'interno, una ripida salita lastricata costeggia un caffè e spazi dedicati a concerti estivi all'aperto, fino a raggiungere il belvedere del faro. Lassù, spazzato dal vento, lo sguardo si apre su un panorama mozzafiato che abbraccia il braccio di mare, la costa albanese e i tetti storici di Corfù.
FAQ
Da dove deriva il nome Corfù?
Il nome moderno dell'isola deriva da "Koryfo" (che significa vette o creste), l'insediamento bizantino fondato nel VI secolo. Il toponimo si riferisce direttamente alle due alture rocciose su cui è stata costruita la Fortezza Vecchia.
Cos'è l'edificio simile a un tempio antico all'interno della Fortezza Vecchia?
L'edificio che ricorda un tempio dorico periptero dell'antica Grecia è in realtà la chiesa di San Giorgio. Fu costruita molto più tardi, nel 1840, dai britannici come cappella militare anglicana, per poi essere convertita in chiesa ortodossa nel 1865.
Cosa si trova oggi all'interno della Fortezza Vecchia?
Oggi la Fortezza Vecchia è un'area archeologica accessibile con biglietto, gestita dal Ministero della Cultura ellenico. Ospita un museo di icone e sculture bizantine, l'Archivio Storico di Corfù, il dipartimento universitario di musica, un caffè e percorsi panoramici che salgono fino al belvedere del faro.



