
Trullo Sovrano: lo storico trullo a due piani di Alberobello
In piazza Sacramento 10, proprio alle spalle della Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano, il Trullo Sovrano rappresenta l'apice dell'ingegno costruttivo nella tradizione dei trulli. Con i suoi quattordici metri circa d'altezza, è l'unico trullo a due piani di tutta Alberobello. Un complesso monumentale dominato da un'imponente cupola conica centrale circondata da ben dodici coni minori, fiero contrappunto architettonico e geografico ai rioni meridionali di Monti e Aia Piccola.
Dichiarato Monumento Nazionale già nel 1923 e parte integrante del patrimonio mondiale UNESCO dal 1996, oggi l'edificio ospita una casa museo aperta al pubblico, uno spaccato autentico sulla vita domestica di un tempo.
Sfida architettonica ed emancipazione
Se il nucleo originario risale ai primi del Seicento, la struttura assunse la forma attuale nel corso del Settecento grazie alla famiglia del sacerdote don Cataldo Perta (1744–1809). All'epoca, Alberobello sottostava alla famigerata prammatica de Baronibus, imposta dai conti Acquaviva di Conversano. Questo editto feudale vietava tassativamente l'uso della malta nelle abitazioni: i trulli dovevano restare rigorosamente a secco, pronti a essere rasi al suolo in fretta e furia all'arrivo degli ispettori regi per eludere le tasse sui nuovi insediamenti.
La famiglia Perta decise di sfidare l'assurdo divieto erigendo una dimora permanente su due piani, saldamente legata con la calce. Un atto notarile del 15 aprile 1797 documenta i lavori a quello che allora era noto come "Corte Papa Cataldo". Proprio in quell'anno fatidico, re Ferdinando IV di Borbone concesse ad Alberobello il titolo di città regia, liberandola dal giogo feudale e legalizzando finalmente le costruzioni definitive in pietra.
Ingegneria d'avanguardia e dettagli difensivi
Il Trullo Sovrano si discosta nettamente dai classici trulli popolari. Il piano superiore non poggia su travi di legno, ma si sostiene grazie a volte a crociera impostate su quattro archi a tutto sesto. La scala in muratura che conduce al piano di sopra scompare del tutto alla vista esterna: fu infatti ricavata direttamente nell'intercapedine delle spesse mura a doppio paramento, una mossa geniale per guadagnare spazio senza intaccare la purezza della facciata.
I muri in pietra calcarea, spessi oltre un metro, e le volte a conci creano un microclima impeccabile: attutiscono i rumori della strada e proteggono in modo naturale dalla morsa del caldo estivo. Le nicchie scavate nelle pareti fungevano da comode mensole in tempo di pace, ma all'occorrenza diventavano feritoie e nascondigli strategici per difendersi dalle scorrerie dei briganti tra il Settecento e l'Ottocento.
Vocazione sacra e storia recente
Nel corso dell'Ottocento, il complesso divenne un vero punto di riferimento civico e religioso. Ospitò temporaneamente le sacre reliquie dei santi Cosma e Damiano in attesa che fosse completato il santuario a loro dedicato. Tra il 1826 e il 1837 fu sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, a cui si deve il nome dell'omonima piazza. Di quell'epoca rimane, vicino all'ingresso, un suggestivo affresco del Calvario datato 1837, opera di un maestro anonimo.
Nel 1861 la proprietà passò alla famiglia Sumerano. Il nome "Trullo Sovrano" fu coniato nel 1916 dallo storico Giuseppe Notarnicola per rendere omaggio alla maestosità dell'edificio, anche se l'origine potrebbe intrecciarsi con il termine dialettale suprèn, che indicava il piano rialzato o soppalco. Dopo accurati restauri conservativi, la struttura ha aperto i battenti come museo nel 1994.
La casa museo oggi
Negli ambienti della Casa Museo Trullo Sovrano si respira l'atmosfera autentica della civiltà contadina tra fine Ottocento e inizio Novecento. Le stanze custodiscono attrezzi agricoli d'epoca, telerie tessute a telaio, tegami di rame e arredi rustici che raccontano la quotidianità della Puglia di ieri. Fuori, la corte posteriore e il giardino si animano d'estate, trasformandosi nel palcoscenico ideale per incontri culturali, piccoli concerti e spettacoli teatrali.
FAQ
Cosa rende unico il Trullo Sovrano ad Alberobello?
Il Trullo Sovrano è l'unico trullo a due piani di Alberobello. Alto circa 14 metri, presenta una grande cupola conica centrale affiancata da 12 coni minori ed è stato costruito con malta e archi a tutto sesto, infrangendo la tradizionale tecnica a secco.
Perché l'uso della malta nel Trullo Sovrano è così significativo?
I conti di Conversano vietavano l'uso della malta con editti feudali, così che i trulli a secco potessero essere demoliti rapidamente all'arrivo degli ispettori regi ed eludere le tasse. Costruire il Trullo Sovrano a due piani e con la calce fu un atto di aperta sfida, avvenuto poco prima dell'emancipazione di Alberobello a città regia nel 1797.
Cosa si trova all'interno del Trullo Sovrano oggi?
Oggi ospita la Casa Museo Trullo Sovrano, che espone arredi contadini di fine Ottocento e inizio Novecento, telerie d'epoca, utensili da cucina, attrezzi agricoli tradizionali e un affresco del Calvario risalente al 1837.




