L'Ipogeo celtico: l'enigma sotterraneo di Cividale - Cividale-del-friuli
© Photo by Lohana “La Randagia” Sartori via Google Maps
Destinazione

L'Ipogeo celtico: l'enigma sotterraneo di Cividale

Cividale-del-friuli, Italy

Scavato direttamente nella parete rocciosa a picco sulla forra del Natisone, l'Ipogeo celtico si nasconde circa sette metri sotto il livello stradale di Cividale del Friuli. Situato lungo via Monastero Maggiore, questo luogo sotterraneo occupa una posizione centralissima nel cuore storico della città, incastonato tra il quattrocentesco Ponte del Diavolo e il Tempietto longobardo dell'VIII secolo.

Nonostante l'indissolubile legame con la cultura celtica preromana, l'ipogeo resta uno dei rebus archeologici più sfuggenti del Nord-Est. Tra queste pareti non sono mai riemersi reperti intatti, iscrizioni o strati organici databili: la vera origine di queste stanze e la loro funzione originaria continuano ad alimentare il dibattito.

Pianta e architettura sotterranea

Per scendere negli inferi del complesso si affronta una scalinata ripida e stretta, intagliata viva nella pietra. Più in basso, gli ambienti scavati a mano si aprono in un tracciato irregolare, vagamente a forma di K, che ruota attorno a un vano principale sopraelevato. Da qui si diramano tre corridoi più bassi e alcuni spazi secondari.

I segni evidenti di piccone e scure testimoniano la fatica brutale richiesta per strappare spazio alla roccia. All'interno si susseguono panche in pietra, ripiani e nicchie scavate di ogni dimensione, dai vani minuscoli che ricordano loculi per lucerne od ossari, fino a cavità allungate che hanno tutta l'aria di sepolture. Lo stillicidio naturale che filtra dalla parete rocciosa mantiene un microclima gelido e umido, dove la pietra trasuda condensa e l'acqua ristagna sul pavimento.

I mascheroni scolpiti

L'elemento più iconico dell'ipogeo sono tre volti grezzi di pietra, i famosi mascheroni, scolpiti sulle pareti sotterranee e agli ingressi dei passaggi. Con le loro espressioni severe e lo sguardo vuoto, queste sculture a rilievo alimentano da generazioni il folklore locale.

A lungo la tradizione ha voluto vederci un misterioso santuario pagano, interpretando le teste come custodi mistici di oscuri riti sotterranei. Gli antiquari tra l'Ottocento e il Novecento hanno poi tracciato suggestivi paralleli con l'antico culto celtico delle teste mozzate (têtes coupées), un accostamento che ha finito per battezzare il monumento nell'immaginario collettivo.

Ipotesi archeologiche a confronto

L'archeologia contemporanea, però, frena gli entusiasmi: non esiste alcuna prova scientifica che siano stati i Celti a scavare il complesso. Al contrario, l'eterogeneità delle tecniche di taglio della pietra suggerisce che l'ipogeo sia stato rielaborato, ampliato e riadattato a più riprese nel corso di epoche diverse.

Nel tempo gli esperti hanno avanzato diverse spiegazioni alternative per il suo uso, originario o secondario:

  • Cisterna romana: un ingegnoso serbatoio concepito per raccogliere e trattenere l'acqua che filtrava naturalmente dalla rupe.
  • Carcere sotterraneo: una prigione di massima sicurezza in uso durante il dominio romano o l'alto Medioevo longobardo.
  • Bagno rituale ebraico (mikveh): una vasca cerimoniale adibita a questo scopo nel tardo Medioevo, attorno al XIV o XV secolo.

Conservazione e visite oggi

Oggi il sito è tutelato e gestito dal Comune di Cividale del Friuli come tassello prezioso del patrimonio archeologico sotterraneo della città. L'accesso è consentito solo con visite guidate programmate, organizzate dall'ufficio turistico locale (lo Sportello Informacittà in piazza Duomo) insieme alle guide speleologiche regionali.

Una formalità che contrasta con le abitudini del passato. Per decenni i visitatori più curiosi potevano esplorare l'ipogeo grazie a una disinvolta usanza locale: bastava farsi dare una pesante chiave di ferro al bancone di un bar della zona o alla cassa del museo per avventurarsi in totale libertà nel labirinto sotterraneo.

FAQ

L'Ipogeo celtico è stato davvero costruito dai Celti?

Non esiste alcuna prova archeologica certa che attribuisca la costruzione del sito ai Celti. Il nome è nato soprattutto dalle speculazioni ottocentesche e novecentesche degli antiquari, suggestionati dal tratto arcaico dei mascheroni in pietra.

Dove si trova l'Ipogeo celtico?

Si trova in via Monastero Maggiore a Cividale del Friuli, scavato nella parete rocciosa della forra del Natisone tra il Ponte del Diavolo e il Tempietto longobardo.

Quali funzioni alternative sono state ipotizzate per il complesso?

Oltre a una tomba o a un luogo di culto celtico, gli studiosi ipotizzano che possa essere stato una cisterna d'acqua romana, una prigione di epoca romana o longobarda, oppure un bagno rituale ebraico (mikveh) risalente al XIV o XV secolo.

Come si accedeva all'ipogeo in passato?

Prima dell'organizzazione di visite guidate ufficiali, i visitatori potevano entrare semplicemente facendosi consegnare una pesante chiave di ferro al bancone di un bar della zona o alla cassa del museo.

More places in Cividale-del-friuli