Tempietto longobardo: arte longobarda UNESCO a Cividale - Cividale-del-friuli
© Wikimedia Commons | CC-BY-SA
Destinazione

Tempietto longobardo: arte longobarda UNESCO a Cividale

Cividale-del-friuli, Italy

Capolavoro longobardo a picco sul Natisone

Arroccato su uno sperone di roccia a strapiombo sulla gola del fiume Natisone, a Cividale del Friuli, il Tempietto longobardo, noto anche come Oratorio di Santa Maria in Valle, è una delle testimonianze più straordinarie dell'alto Medioevo europeo giunte fino a noi. Costruito nella seconda metà dell'VIII secolo (attorno al 750–760 d.C.), sorge sull'area dell'antica Gastaldaga, la sede amministrativa del gastaldo, il funzionario regio longobardo. Nato come cappella palatina privata per i duchi o la corte regia, l'edificio rappresenta il vertice artistico della cosiddetta rinascita longobarda.

Nel 2011 la cappella ha ottenuto la consacrazione mondiale, entrando come fulcro nel sito patrimonio UNESCO I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.). La sua presenza a Cividale del Friuli ha un peso storico immenso: fu proprio la romana Forum Iulii a essere scelta da re Alboino, nel 568 d.C., come sede del primissimo ducato longobardo in Italia, avamposto fortificato a guardia dei valichi alpini nordorientali.

Architettura e materiali

La pianta del Tempietto longobardo si articola in un'aula quadrata dai soffitti altissimi, sormontata da una volta a crociera. Accanto si apre un presbiterio rettangolare, più basso, scandito in tre navatelle parallele con volte a botte.

A dividere queste navate si ergono colonne antiche di reimpiego (spolia) in marmo proconnesio, coronate da capitelli corinzi classici. Questo felice dialogo tra elementi romani recuperati e gusto altomedievale racconta alla perfezione la fusione tra la grande tradizione costruttiva classica e il mecenatismo dei sovrani germanici.

Le monumentali figure in stucco

Il capolavoro più celebre del Tempietto ti aspetta sulla parete d'ingresso a ovest: sei monumentali figure femminili ad altorilievo, alte più di un metro e dieci. Modellate a gruppi di tre ai lati di una finestra ad arco, mostrano una perizia tecnica sbalorditiva. Furono plasmate su anime di legno fissate direttamente alla muratura in pietra, impastando una speciale miscela di calce, gesso e polvere finissima di marmo.

Chi rappresentino, resta ancora oggi un enigma affascinante. Le quattro figure più esterne indossano corone e collari di perle di foggia bizantina, stringendo croci da martiri e corone d'alloro, mentre le due centrali portano soggoli monastici e rivolgono un gesto di devozione verso la finestra. I segni nella muratura rivelano che stucchi simili ornavano un tempo anche le pareti nord e sud, mentre sull'arco del presbiterio troneggiava con ogni probabilità un'Annunciazione o un Cristo in maestà.

Sopra l'arco d'ingresso corre un fregio a traforo con tralci di vite (tralcio vitineo), ricco di grappoli d'uva e rosette scolpite. In origine, al centro di ciascuna rosetta i maestri incastonarono sfere di vetro cavo, ideate per catturare e riflettere i bagliori tremolanti delle candele in tutta la sala.

Affreschi e aggiunte gotiche

Sotto gli stucchi riaffiorano frammenti delle pitture murali originali dell'VIII secolo: si scorgono volti di martiri e la figura del Cristo Logos, affiancato dagli arcangeli Michele e Gabriele.

Secoli dopo, in piena età gotica, la parte inferiore delle pareti si arricchì di un raffinato coro ligneo in noce intagliato. Risalenti al Trecento, questi stalli aggiungono un prezioso tassello tardomedievale a uno spazio che ha superato a testa alta le scosse dei violenti terremoti del 1222, 1279 e 1511.

La storia monastica e la visita oggi

Già nel IX secolo la cappella fu inglobata nel monastero benedettino di Santa Maria in Valle, destinato alle nobildonne longobarde. Nell'Ottocento la gestione passò alle suore orsoline. Donato al Comune di Cividale nel 1891, il monumento aprì per la prima volta al pubblico nel 1893. La destinazione monastica si è chiusa del tutto nel 1999, aprendo la strada all'acquisizione comunale dell'intero complesso nel 2001.

Oggi il Tempietto longobardo è accessibile tutto l'anno all'interno del Monastero di Santa Maria in Valle. Dopo i grandi lavori di restauro terminati tra il 2024 e il 2025 su stucchi, affreschi e superfici lapidee, il monumento accoglie i visitatori lungo il percorso museale longobardo di Cividale. Finita la visita all'aula, si esce su una scenografica passerella pensile in legno sospesa sulla roccia proprio sopra le acque del Natisone, che conduce verso piazza San Biagio.

FAQ

Perché il Tempietto longobardo è così importante storicamente?

Dichiarato patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2011, il Tempietto longobardo è una testimonianza straordinaria dell'arte e dell'architettura longobarda dell'VIII secolo. Costruito nel quartiere amministrativo regio di Cividale del Friuli, fonde forme classiche romane, drappeggi di corte bizantini e motivi ornamentali germanici.

Chi sono le sei figure in stucco all'interno della cappella?

L'identità delle sei figure femminili in stucco, quasi a grandezza naturale, resta un mistero. Le quattro più esterne portano corone imperiali bizantine e stringono croci del martirio, mentre le due interne indossano soggoli monastici e sono colte in un gesto di adorazione.

Quale tecnica decorativa unica è stata usata nel fregio in stucco?

Nel raffinato fregio a tralci di vite sopra l'ingresso erano originariamente incastonate sfere di vetro cavo, collocate al centro di ogni rosetta per catturare e moltiplicare la luce delle candele nel santuario.

Dove conduce il percorso d'uscita dal Tempietto?

L'uscita dal monumento si apre su una passerella pensile in legno sospesa sulla gola del fiume Natisone, che costeggia la parete rocciosa conducendo dritto verso piazza San Biagio.

More places in Cividale-del-friuli